Corsivo

Boscoreale e l’immondizia al tempo di Facebook

PAssepartoutUno dei primi nostri corsivi, ormai tempo fa, lo avevamo dedicato al sindaco di Bari Michele Emiliano che, in un impeto di “trasparenza” – forse esagerata, visto che il conseguente sconfinamento nella privacy dei lavoratori in questione era evidente - aveva deciso di pubblicare sulla sua pagina personale di Facebook le immagini inviate da alcuni suoi concittadini relative agli “operatori ecologici” che invece di pulire i quartieri della sua città “traccheggiavano” davanti ai bidoni dell’immondizia, passando il tempo in tutt’altro affaccendati piuttosto che compiere il loro lavoro, cioè svuotarli e concorrere a rendere pulite le diverse zone di Bari invece connotate da uno sporcizia endemica e insopportabile.

In questa nostra nota attuale la situazione in parte si ribalta, anche se i protagonisti della denuncia sono sempre gli stessi. Infatti, alcuni abitanti di Boscoreale, centro di quasi 30mila abitanti in provincia di Napoli (vi dista 25 chilometri) hanno deciso di fare la stessa cosa, cioè scattare una serie di fotografie sullo stato di degrado del luogo e postarle direttamente sempre sullo stesso social network, luogo ormai deputato per fungere da denuncia del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. Ma questi “attivisti civici” non lo hanno fatto per segnalare la situazione al sindaco in modo che questi possa intervenire su chi in prima persona (cioè, eventualmente gli spazzini) non compie il suo dovere, ma per denunciare invece proprio l’inerzia (da loro sostenuta) del primo cittadino, Gennaro Langella, rispetto ad un problema annoso che l’amministrazione comunale del posto (e in prima persona proprio il suo massimo rappresentante) non riuscirebbe o (questa la tesi) vorrebbe risolvere.

Il dramma dei rifiuti, delle discariche e della loro gestione complessiva in tutta la zona, in effetti è annoso e di difficilissima soluzione, ma ad essere enfatizzato nelle immagini in questione è in particolare il degrado che staziona a poche centinaia di metri dalla cava di Terzigno, uno dei siti ormai da tempo al centro delle contestazioni da parte di chi vorrebbe poter vivere in una situazione meno infame dal punto di vista della qualità (pessima) della vita che caratterizza il circondario. Proprio in quei dintorni, nelle istantanee che i cittadini di Boscoreale hanno messo in rete (quindi, alle porte di quella che è già da tempo considerata un’autentica bomba dal punto di vista ambientale) è stato abbondantemente documentato l’abbandono di pneumatici, sedie, frigoriferi, divani e ogni altro genere di schifezza “rifiutata” e mai allocata in altro luogo idoneo dal punto di vista del decoro e della salute.

Simpatica, e che forse si inserisce scherzosamente nel contesto – si sa, a Carnevale ogni scherzo…. – una notizia che abbiamo letto compiendo una rapida incursione sul sito ufficiale del Comune di Boscoreale, dove abbiamo scoperto un’ordinanza emessa poche settimane fa dal sindaco, il quale, “preoccupandosi dell’incolumità dei cittadini (…) ha vietato, nel periodo compreso tra il 17 e il 21 febbraio, la vendita, ai minori di 18 anni, di uova, farina, agrumi e schiume varie in bombolette spray, e, a chiunque, di detenere, trasportare e/o fare uso improprio in luogo pubblico e/o aperto al pubblico, dei predetti prodotti”. La proibizione in questione fa sorgere il dubbio (fondatissimo, vista la situazione di trascuratezza lamentata quasi a furor di popolo via internet) che prevenire lo spargimento di sozzume sul suolo cittadino è meglio che dover poi provvedere a ripulirlo; ergo, è molto più comodo vietare: vuoi mettere il risparmio in tempo e fatica?

Non so come abbiano preso i cittadini di Boscoreale questa iniziativa “tarpa-ali” e anche “impedisci-allegro-movimento-braccia” in immediato periodo prequaresimale, ma leggendo i commenti riportati da facebook c’è da immaginare che – in maniera del tutto virtuale e non reale - uova, farina, agrumi e schiume varie potranno avere altre occasioni per trovare il loro momento di gloria ed esprimersi al meglio. Le elezioni prima o poi arrivano a tenersi ovunque, la memoria – anche grazie, e in questo caso soprattutto, alla rete – si mantiene lunga e, pur se la pazienza spesso supera immaginazione e sopportazione, ha anche la cattiva abitudine di non rivelarsi mai infinita. Per non parlare della cattiva amministrazione: un comportamento che, se si palesa in maniera evidente e diffusa, puzza parecchio. Esattamente come l’immondizia, se lasciata colpevolmente a marcire.

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