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Decreto sulle liberalizzazioni: la PA paga 5.7 miliardi di debiti alle imprese. Ne restano 74.3 (circa)

Nel testo finale del decreto sulle liberalizzazioni, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dopo la firma del presidente della Repubblica, si prevede il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti dei fornitori, per via breve, per un totale di 5,7 miliardi.

La previsione, inserita all’art. 35 del decreto, viene sottolineata dai principali organi di stampa  come una  delle novità emerse dal testo approvato, senza tralasciare però che i 5,7 miliardi rappresentano una cifra esigua se si considera che la stima complessiva dei crediti arretrati, vantati dalle aziende fornitrici di Stato e altre amministrazioni pubbliche, si attesta sui 70 – 80 miliardi.

"Sono una cifra limitata" conferma il ministro dello Sviluppo economico,Corrado Passera. "Ma – continua - si tratta pur sempre di 11mila miliardi di vecchie lire", assicurando che “per i pagamenti futuri ci si impegna al rispetto dei 60 giorni previsti dalla Direttiva europea”.

Più nel dettaglio, la norma stabilisce che i creditori della pubblica amministrazione possano essere pagati tramite titoli di Stato nel limite di 2 miliardi di euro. L’assegnazione di tali titoli – spiegano Antonella Baccaro e Isidoro Trovato sul Corriere della Sera -  non è computata nei limiti delle emissioni nette dei titoli di Stato indicate nella legge di bilancio. In parole povere, non andrà a gonfiare il debito pubblico.
Spetterà al Ministero dell’Economia, attraverso apposito decreto, stabilire le modalità di attuazione di questa nuova forma di pagamento, definendo anche le caratteristiche dei titoli e le modalità di assegnazione.

Fonte: Corriere della Sera

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