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La semplificazione semplificata

Nel fare i nostri migliori auguri a Filippo Patroni Griffi, nuovo Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, non possiamo che guardare con grande soddisfazione sia alla scelta di confermare un Ministro per questo importante compito e di scegliere per esso una personalità di ben nota capacità ed esperienza, sia all’unificazione delle competenze per la semplificazione amministrativa e per la semplificazione legislativa, prima in capo a due Ministri diversi (Brunetta la prima e Calderoli la seconda nel IV Governo Berlusconi).

La semplificazione negli ultimi quindici anni ha vissuto, come in un ossimoro, una vita tutt’altro che semplice tra competenze incrociate che hanno coinvolto prima il Ministro per la Funzione Pubblica, poi un Nucleo per la Semplificazione e un Osservatorio delle semplificazioni dislocato a palazzo Chigi, poi un vuoto di competenze durante il III Governo Berlusconi, successivamente una nuova Unità per la semplificazione durante il II Governo Prodi e infine due Ministri competenti come dicevamo nell’ultimo Governo Berlusconi. Non parliamo poi dei vari nuclei o uffici per la semplificazione che sono stati messi in piedi da Autorità o Amministrazioni territoriali (ad es. il nucleo per la semplificazione della regolazione dell’Autorità Energia Elettrica e Gas). Insomma una semplificazione complicata.

Ora finalmente abbiamo una sola responsabilità politica ed è in capo ad un esperto indiscusso della materia, per la quale si è adoperato sin dai tempi in cui era Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro Bassanini.

Per altro la politica di semplificazione amministrativa è, a mio parere, uno dei risultati di maggior rilievo dell’azione del Ministro Brunetta e alcuni punti chiave di quella politica - segnatamente la metodologia dell’ascolto delle forze sociali, la misurazione degli oneri amministrativi, la proporzionalità degli adempimenti - non potranno che essere punti di partenza per un rinnovato slancio che da una parte continui a liberare le imprese da pesi eccessivi o inutili, dall’altra liberi anche la PA dall’incombenza di gestire una mole enorme di pratiche che, nella loro attuale complessità, spesso non trovano alcuna giustificazione in un’amministrazione che deve essere sempre più interconnessa e interoperabile e in cui è ormai proibito chiedere informazioni che siano già in possesso di soggetti pubblici.

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