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L’Istat, il censimento e i bambini piazzisti

immagine passepartoutLo confesso: sono uno dei responsabili dell’andata in tilt del sito dell’Istat, sommerso solo pochi giorni fa dai tentativi di compilazione on line del “Censimento generale della popolazione e delle abitazioni”, iniziativa nazionale e obbligatoria (per legge) con cadenza decennale, per la prima volta sbandierata in versione telematica. Ma mi sono ritrovato, pare, in buona compagnia, visto che le cronache del giorno dopo mi hanno informato del fatto che eravamo addirittura in mezzo milione a tentare l’azzardo, per lo più fallito. In verità, la prima cosa che mi sono chiesto a seguire dopo la notizia del default telematico è come si riesca a contare il numero di quelli che hanno tentato di entrare nel sito apposito facendo cilecca se – appunto – non sono manco riusciti ad entrarci, ma ho lasciato perdere quasi subito di scervellarmi, ché il quesito era troppo da rompicapo per un novellino del pc quale sono. E poi ho pensato che in effetti, reggere un urto del genere dov’essere dura anche per un sito porno verso il far della notte, quando in genere le mogli si sono addormentate, i figli hanno smesso di postare su facebook anche l’ultimo dei link assolutamente inutili per amici che magari nemmeno conoscono, e i gatti acciambellati a fianco si prestano al mero ruolo di testimoni silenti (parlo per sentito dire, ovvio).

Dubbioso nel ritentare o meno l’esperimento, mi sono tuffato nella tradizionale versione cartacea: in fondo, rimandare di soli due lustri la mia certificazione di esistenza in vita grazie alla rete non può rappresentare grave danno per la collettività, al massimo solo per la mia autostima da evidente praticone al massimo di Olivetti Lettera 32 e di penna biro (gli è che son bravo a occultarmi fra le pieghe della modernità), e nel frattempo giurerò a me stesso di allenarmi per farmi trovare pronto nel 2021.

Aperta la busta, però, ci ha messo poco a farsi largo l’ansia da prestazione. Nel particolare, il plico conteneva nell’ordine: una lettera di presentazione (ben curata e descrittiva, evidentemente studiata per ammortizzare l’impatto sui probabilmente angosciati destinatari, immediatamente in ambasce), 8 pagine di guida alla compilazione, e ben 24 (ventiquattro!) da riempire. Deglutendo mi sono comunque messo all’opera, ben deciso e subito messo alla prova per evitare di barrare il quadratino che mi avrebbe rubricato fra gli abitanti stanziali in un camper o in una roulotte, in una sede diplomatica e perfino in una casa di riposo (almeno per ora, perché alla fine della difficile prova potrei anche arrivare a chiedere lì un alloggio). A seguire, in un impeto di fiducia, ho deciso di non tener conto di bazzecole come la tanto in voga privacy, decidendo di confessare tutto-ma-proprio-tutto del mio stato civile passato e presente, anche se solo per il rotto della cuffia e grazie ad un sussulto salvifico di memoria ho potuto evitare di chiamare la mia ex moglie per chiederle la data esatta del nostro defunto matrimonio, e so che nell’occasione avrei anche potuto innescare pericolosissimi meccanismi di rivalsa.
Con orgoglio ho poi barrato laddove mi si chiedeva se sono cittadino italiano dalla nascita (anche se non ho trovato niente che mi potesse far rinunciare in un semplice tratto di penna a tale stato, e non sarebbe male tenerne conto, in futuro: magari a qualcuno di vivere in Italia non sta più bene, e messa così come opzione potrebbe essere occasione da cogliere al volo), ma sono entrato in stato confusionale quando mi si è chiesto dove mi trovavo nel censimento scorso dieci anni fa, poi dove mi trovavo dopo cinque anni da allora, e infine l’anno scorso, con tanto di data precisa indicata alla quale far correre la memoria: il 9 ottobre. Ora, essendo che mio figlio compie gli anni il giorno prima e però vive a Milano, può essere che nel 2010 sia andato da lui a sorpresa, ma forse è stato due anni fa, ma non me ne sovviene del tutto chiaramente: giuro che a questo punto ho pensato di chiamare il numero verde da consultare in caso di difficoltà (e questo sarebbe stato il caso), ma poi ho anche realizzato che forse non è così grave se metto una crocetta dove mi si chiede se per caso anche allora ero dove sono adesso, e l’ho fatto: non dovrebbe creare grossi problemi percentuali alla mobilità nazionale. Subito dopo, però, sono andato completamente in tilt appena lette le domande relative alla “Condizione professionale o non professionale”. Quella che recita: “Nella settimana dal 2 all’8 ottobre (scorsi) aveva comunque un lavoro dal quale era assente” mi ha gettato nel panico, perché nelle risposte previste (malattie, vacanza, Cassa Integrazione Guadagni, ridotta attività d’impresa) non era prevista la vera ragione della mia defezione – che c’è stata, mannaggia a me! - in quella precisa settimana (è troppo lunga da spiegare anche qui, e poi perché mai dovrei spiegarla a voi lettori di PAssepartout?), ma ho comunque messo “no” perché l’altra casella affermativa mi avrebbe rimandato alla domanda 7.1, e lì giuro che il casino sarebbe stato totale, e non solo, ché il rimando vale il bel finale e poi spiego perché.

In preda a una crisi quasi isterica solo più tardi mi sono accorto che nelle pagine a seguire si ripetevano molte delle cose di cui sopra, ma che erano di competenza di eventuali altre persone del nucleo e che quindi senza accorgermene stavo rispondendo al posto di qualcun’altro. Per fortuna fin dall’inizio ho usato la matita, e quindi nascondere il misfatto a chi in famiglia viene dopo di me è stato facile.

Ma è a questo punto che ho scoperto la chicca, che in questi casi non può mancare mai. Infatti, verso la fine il modulo del censimento si rivolge ai più piccoli ed eventuali abitanti della casa, e testualmente ad un certo punto è riportato “Chi ha meno di 6 anni risponde dalla domanda 7.1” (quella famigerata, la stessa di cui sopra). Domanda che recita testualmente, sotto la dicitura “Luogo di studio o di lavoro”: “Si reca giornalmente al luogo abituale di studio o di lavoro?”. Queste le possibilità: “1. Sì, mi reco al luogo di studio (compresi asili nido, scuola dell’infanzia e corsi di formazione professionale) 2. Sì, mi reco al luogo di lavoro 3. No, perché studio nel mio alloggio 4. No, perché lavoro nel mio alloggio 5. No, perché non ho una sede fissa di lavoro (piazzisti, rappresentanti, ecc.) 6. No, perché non studio, non lavoro e non frequento corsi di formazione professionale”. Così, esattamente come fareste voi, sono andato indietro (vi aiuto a tornare a bomba, se vi capiterà di compilare brevi manu il cartaceo in questione: è alla pagina 19) a leggere e rileggere per vedere se avevo capito male, ma potete controllare anche voi: la “messa in scena” è proprio questa, papale papale. Diciamocelo: son quesiti che ad un bambino di età inferiore ai 6 anni possono risultare anche un tantinello ostici, e che diamine! Gentilmente, educatamente e nella maniera più urbana possibile stavo per comporre davvero il numero verde, ma ho lasciato perdere. Non sia mai che nell’era del censimento telematico i bambini sono già impegnati nel lavoro di piazzisti, e io non me ne sono accorto: vuoi mettere la figuraccia?

Non mi resterà che consegnare il plico alla posta più vicina, prima di raggiungere mio figlio per festeggiare il suo 26esimo compleanno in ritardo e consolandolo per il fatto che, pur essendo laureato in lettere, non ha finora trovato nemmeno uno straccio di lavoro come rappresentante di scope part time: son tempi duri, ma forse passano. E in ogni caso, anche se passano, fra dieci anni dovrò ricordarmi che il 9 ottobre del 2011 non ero con lui a Milano, ma nella mia casa di Roma, e che il compleanno l’ha passato da solo, senza sapere (ancora? per fortuna? mah…) cos’è la Cassa Integrazione Guadagni.

In ogni caso, devo ringraziare l’Istat. Compilare i moduli del censimento è come fare un tuffo nella propria vita. Passata, presente e addirittura futura. E anche prendere atto, una volta di più, che vivere in Italia è come sentirsi protagonisti di una commedia umana assolutamente fantastica e irripetibile. Siamo stati fortunatissimi, e qualche volta - ingrati! - non ce ne accorgiamo nemmeno.

 

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Commenti

censimento

non sono un mostro di informatica.....ma vi devo confessare che ho risposto via mail a tutti i quesiti del censismento in 10 minuti!!!! Boh, non vedo proprio il problema .... (a sentire le problematiche avrò certamente sbagliato io qualcosa!!!!!)
Franca

Censimento... croce e delizia!

Fatto! Ah, che soddisfazione compilare non 1 ma ben 2 censimenti e addirittura on-line! Eh si, sono tra le fortunate che si sono cimentate nella compilazione armate non di penna ma di un dito (ebbene si, scrivo ancora solo con l'indice..) e che sono riuscite a spedire virtualmente 'sto benedetto modulo.
Vi dirò che qualche perplessità l'ho avuta pure io. Ho avuto le stesse paure del sig. Marelli nel riquadro matrimonio. Che cavolo di domanda è citare la data dell'ultimo matrimonio se ho divorziato??? Ormai quello è morto e sepolto!! Chiedimi come sto adesso, anche il 9 ottobre se vuoi, ma non cosa ho fatto 5 o 10 anni fa!!! Va be', ormai è fatta. Non contenta mi cimento con quello della mia mamma che purtroppo non è più in grado di farlo. Con lei vive la badante peruviana e così ho dovuto pure chiedere l'albero genealogico del nostro angelo domestico!!
Ma i veri problemi sono arrivati alla fine. Premere il tasto INVIA. Fatto. Salvare e stampare la ricevuta... manco per niente. Non funziona. Panico. Tanto lavoro e non posso dimostrare di averlo fatto. Con la fortuna che mi ritrovo, a campione su 57.000.000 di abitanti chiederanno a me la benedetta ricevuta. A questo punto, memore degli spot tv dove si menziona una catastrofe economica se non compili degnamente il questionario, telefono al numero verde. Un solerte gentiluomo mi informa che ci sono problemi e li stanno risolvendo. Riprova, sarai più fortunata!

molto semplice la compilazione

Ci vuole poco, poi se non lavori...anche meno! Comunque ci sono concorsi in accompagnamento per sensibilizzare al valore del censimento, un premio per i bambini delle scuole 5 e 3 media e per i ragazzi che dovranno elaborare uno spot multimediale con in premio l'immancabile Ipad!

Mitico!

Non l'ho ancora compilato, ma leggere il commento all Censimento mi ha fatto sbellicare dal ridere e mi ha fatto cominciare bene la giornata.
Una piccola domanda: a me il modulo del censimento ha il frontespizio verde, a mia madre invece è rosso con un sacco di altre domande in più: tipo se ha l'acqua corrente in casa, se ha il riscaldamento....qualcuno sa da cosa dipende questa differenza nei modelli?
buona giornata a tutti.
l.

censimento rosso, censimento verde

Dal sito del Cenismento:
Sono state predisposte due versioni di questionario, una contenente tutti i quesiti previsti dal piano di rilevazione censuaria e una in forma ridotta, allo scopo di ridurre al massimo l’onere sui rispondenti.
Il questionario ridotto (rosso) viene distribuito ai due terzi delle famiglie residenti nei centri abitati dei Comuni capoluogo di provincia o con almeno 20 mila abitanti al 1° gennaio 2008, nei quali è stato possibile costruire campioni di famiglie significativi per aree sub comunali (Aree di Censimento).
Nei restanti Comuni viene utilizzato unicamente il modello in forma completa (verde).
Il questionario è diviso in due parti: la prima comprende le domande su famiglia e alloggio, la seconda i fogli individuali, uno per ogni componente della famiglia.
Buona giornata
Tommaso Del Lungo
redazione FORUM PA

Confesso, non ho ancora

Confesso, non ho ancora compilato il famigerato modulo. Lo farò questo fine settimana. E sarà un'impresa, perchè ne abbiamo 3, in famiglia: il mio, quello di mio marito, quello dei miei genitori. Già due rossi ed uno verde mi mettono in ansia. Ma so che ce la farò. E aver letto queste note del nostro preciso passpartout mi aiuta per varie ragioni. La prima è che sentirsi sprovveduti davanti ai moduli, alle domande e a tutta una serie di cose a cui non siamo abituati, è normale. Scoprire che, come noi, anche altri si trovano davanti agli stessi problemi, dà sicurezza. E non è una questione di "aver studiato", è proprio l'impatto emotivo col foglio di carta che spesso ci blocca. La seconda è che affrontare tutto ciò che riguarda la burocrazia con un sorriso, mi aiuterà a venirne fuori bene, magari riuscendo in un colpo solo a rispondere e a mandare il tutto on line, come certo è capitato ad altri. E lo so che è poco serio, ma di fronte al calcolo delle probabilità, preferisco affidarmi alle dita incrociate. E ringraziare il signor Marelli, perchè apprezzare le novità e vedere le cose positive nei cambiamenti della burocrazia non può certo esimerci dal notare ancora qualche pecca, piccola o grande, e appuntarla col sorriso fa bene a tutti, a noi poveri mortali e ai burocrati che possono migliorarla.

ironia

grazie dell'articolo, serio e leggero allo stesso tempo.
siccome non capisco chi lo critica, mi permetto di dedicargli un pensiero di ignazio silone:

"dato che il patetico non può essere espulso dalla vita umana, per renderlo sopportabile mi pare che sia sempre utile accompagnarlo con un po' d'ironia"

"Di tutte le disposizioni di

"Di tutte le disposizioni di spirito, l'ironia è la meno intelligente"

Charles Augustin de Sainte-Beuve

Buongiorno, constato che

Buongiorno,
constato che nella mia citta' c'e' via Silone, non c'e' via de Saint-Beuve. Un motivo ci sara' pure.

In altre parole, e con tutto il dovuto rispetto, mi trovo molto piu' vicino al pensiero espresso 50 anni fa da un uomo di cultura italiano rispetto al pensiero espresso 200 (?) anni fa da un uomo di cultura francese.

Apprezzo di conseguenza, anche da informatico che lavora da un ventennio per la P.A., l'articolo del nostro e mi accingo con piu' leggerezza ad espletare il compito.

w l'italie

Ottimo il criterio di scelta della valenza filosofico-culturale delle citazioni da lei espresso.
Propongo anche in nome di questo revanscismo, tra l'altro tipicamente francese, la soppressione di tutte le vie d'Italia non intitolate ad esimie personalità nazionali!

Mi ha convinto comincio a condividere l'opinione riguardo l'informatica nella P.A. espressa nell' articolo.

Questa mania tutta italiana di barci bottigliate sugli...

Critiche, critiche, critiche!!!
Mi torna in mente un detto che non ho mai amato ma che scopro essere sempre più attuale in questo paese:
"Chi sa fa, chi non sa fare insegna e chi non sa nemmeno insegnare critica".
Premetto che non sono dell'Istat e non ho nemmeno alcun tipo di rapporto con lo stesso, sono un informatico e forse è per questo che mi sento colpito nel vivo dalle critiche mosse ai colleghi che hanno l'arduo compito di portare avanti un sistema che ha potenzialmente 65 milioni di utenti. Utenti italiani poi, tutti informatici del facebook e pronti a dare dritte a destra e a manca sui dispositivi di amici e parenti ma in fondo sempre digitalmente analfabeti.
Chi avesse oltre alle critiche la soluzione potrebbe magari suggerirla ai colleghi di cui sopra che credo sarebbero ben felici di avere un supporto; visto che si trova in ambito poi, questo novello Steve Jobs, potrebbe suggerirla anche alla Apple stessa che giusto ieri ha rilasciato il nuovo sitema con evidenti problemi di connessione per l'aggiornamento vista la mole di connessioni contemporanee che si sono avute magari anche loro hanno bisogno di aiuto
Credo che in generale si debba avere un maggiore rispetto degli altri, dell'intelligenza degli altri e del lavoro degli altri; quando questo inizierà veramente ad accadere allora questo paese forse diventerà un posto migliore.

I miei più sinceri auguri al collega per la ricerca di un posto di lavoro degno in cui possa esprimere le proprie potenzialità.

F.

Sei un grande. Mi affascina

Sei un grande. Mi affascina il tuo spirito, ottimista e nonostante tutto ben speranzoso per il futuro. Ciò che dici è reale. Ed è per questo che tutti dobbiamo reagire alla cattiva burocrazia e alle cose che non funzionano.

Istat Censimento

"l'ansia da prestazione" deve aver colpito anche lo staff che ha progettato e testato il questionario !!!!

Davvero?

L'articolo è spiritoso, naturalmente.
L'estensore però vuol farci credere che un laureato, probabilmente professore, oppure alto funzionario pubblico o consulente, si è trovato in difficoltà a compilare il questionario del censimento, suggerendo che è fatto in modo tale da indurre in errore. Francamente, avendolo compilato, faccio fatica a crederci.
Inoltre mi pare che si insinui l'idea che in fondo il censimento non sia così utile o importante.

Censimento 2011.

Sono forse tra quei pochi fortunati che domenica 9 ottobre u.s. è riuscito a compilare on line il questionario del censimento 2011. Ho cominciato dalle ore 21,00 ed in effetti ho impiegato più di due ore, perchè non sono quante decine di volte l'applicativo mi ributtava fuori, si ribloccava, si incantava ma alla fine ci sono riuscito ed è stata una bella soddisfazione averla comunque spuntata. Mi manca ancora il salvataggio in PDF e la ricevuta ma ci riproverò con più calma il prossimo fine settimana.
Chi la dura, la vince; basta non spazientirsi subito e dedicare un pò più di tempo di quello che si aveva preventivato. Per un sondaggio che accade ogni due lustri, si può sopportare questo piccolo sacrificio se rapportato su 10 anni.
Buona giornata.

Censimento 2011

Scusate ma dissento dall'articolo. Ho compilato al primo tentativo il questionario on-line senza alcun problema di collegamento e/o di interpretazione. Lavoro nel settore informatico e spesso nella PA, e sono contento di queste evoluzioni tecnologiche. Non ho neppure considerato l'idea di compilare il questionario cartaceo. Scherziamo? Nel 2011 con la spinta verso la cooperazione applicativa tra i sistemi informativi e gli sforzi che si stanno affrontando nella PA locale e centrale ci mancherebbe altro. Forse il mio è un giudizio molto di parte ma sarei stato molto deluso se questo censimento si fosse svolto solo in forma tradizionale.

Censimento 2011

Ringrazio l'estensore dell'articolo perchè mi ha fatto cominciare la giornata con un sorriso.
Io mi sono arenata subito non sapendo dove sistemare mio marito che vive regolarmente con me ma risiede in un altro comune; mia figlia che vive regolarmente con noi, ma da 2 settimane è fuori per un Erasmus; il fidanzato di mia figlia che ha vissuto con noi per 2 anni (regolarmente denunciato al commissariato di zona), ma ora anche lui all'estero. So già che dovrò dedicare alla compilazione molta pazienza e forse molto del mio poco tempo libero. E non mi consola affatto l'idea che questo accade una volta ogni 10 anni.

censimento 2011

L'articolo è proprio il ritratto dell'italiano medio..... da questa newsletter sulla PA, in cui si parla sempre di modernità ed efficienza, sinceramente mi aspetterei un po' di più.
Per non dire che - come forse l'autore ha fatto finta di non sapere - nessuno ha mai detto che era obbligatorio compilare il questionario proprio il 9 ottobre, che in realtà è solo la data di riferimento per l'ISTAT.
E ben gli sta essersi trovato di fronte al plico di 24 pagine.... Probabilmente sarebbe bastato entrare nel sito qualche giorno dopo, e la compilazione sarebbe avvenuta tranquillamente.... Ah, ma forse allora non ci sarebbe stato più motivo di scrivere un articolo di questo genere!!!!

Concordo perfettamente, con

Concordo perfettamente, con lei. L'articolo è davvero polemico!!! Saluti

Meglio online

Divertente la storiella e mi piace molto la chiusura: vero, il censimento obbliga tutti a ripensare alla propria vita, a dove/come eravamo dieci o venti anni fa, a come saremo tra dieci o venti (saremo?).

Visto comunque il sito dove ci troviamo, permettetemi di spezzare una lancia a favore della compilazione online: permette dati più accurati, una compilazione più semplice del questionario e un risparmio per il Comune, per l'Istat e la collettività tutta.

Probabile che con la compilazione online alcune divertenti contraddizioni vengano superate dalla compilazione guidata ...

Caro il tuo incipit e'

Caro il tuo incipit e' divertente, ma perfavore scrivi pochi chiari punti... ti leggiamo sul pc... a meno di meta' pagina ti ho cestinato...(immagina cosa succede alle 32 pagine del censimento.... forse sono fatte per essere cestinate)

ma cosa si deve

ma cosa si deve sentire....... Guido :"scrivi pochi chiari punti... ti leggiamo sul pc... a meno di meta' pagina ti ho cestinato".... l'ignoranza nonchè la meleducazione non ha veramente limite. Guido, se ti sei perso il finale, come dici, hai perso una gran cosa!!!