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Dalla rete più di 500 idee per Cagliari

Grazie alle piattaforme “social” e alle community on line, le amministrazioni disposte ad ascoltare i loro cittadini possono disporre in modo semplice, immediato e gratuito di un bacino di idee, suggerimenti e proposte prima inimmaginabile. E sono molte, soprattutto all’estero, quelle che hanno scelto questa formula per un governo più trasparente, partecipativo e collaborativo. Ne avevamo già parlato in un editoriale del luglio scorso, soffermandoci in quell’occasione sullo strumento del contest. Oggi, in contemporanea al lancio del nostro “concorso di idee per un PA migliore”, parliamo di un’altra esperienza di casa nostra: l’Ideario per Cagliari, un’iniziativa nata dal basso dopo l’elezione a sindaco di Massimo Zedda nel maggio scorso. Anche in questo caso è stata utilizzata la piattaforma collaborativa Ideascale, la stessa scelta da FORUM PA e che ha visto la sua iniziativa più nota nel contest realizzato nel 2009 dal Governo degli Stati Uniti.

L’Ideario nasce, quindi, per condividere, discutere, approvare o disapprovare nuove idee per Cagliari, così da dare un seguito alla grande partecipazione popolare che ha caratterizzato le ultime elezioni amministrative (lo slogan della campagna elettorale di Zedda, ripreso anche nell’Ideario, era proprio “Ora tocca a noi”) e “non disperdere questo potenziale di pensiero, intelligenza e voglia di partecipare”, come ha sottolineato il promotore dell’Ideario, Marcello Verona. E sembra proprio che i cittadini di Cagliari abbiano accolto con entusiasmo questo invito: dal 1° giugno ad oggi sono state inviate 530 idee, con 2.736 commenti, e più di mille utenti registrati.

Sulla piattaforma si possono scrivere le proprie idee e inserirle all’interno di specifiche categorie (che corrispondono, in pratica, alle linee di azione dell’amministrazione comunale), ma anche commentare e votare le proposte degli altri utenti, così da creare una classifica di quelle più popolari e apprezzate. Dal numero di idee postate all’interno delle singole categorie si può anche dedurre quali siano i temi “caldi” per i cagliaritani: al primo posto “Trasporti e mobilità” (93 idee) seguito da “Ambiente” (69), “Urbanistica” (55) e “Turismo” (52). L’idea più votata riguarda la creazione di piste ciclabili, seguita dalla richiesta di potenziamento dei mezzi pubblici, in particolare con l’attivazione delle linee notturne. Ma non mancano richieste più originali, come quella della creazione di orti urbani. In generale, quindi, emerge il desiderio di una città più “green” e sostenibile.

Tra le idee più votate, anche l’open data, con la richiesta al Comune di pubblicare i dati da esso prodotti in formati aperti e con una licenza che ne permetta la fruizione ed il riuso da parte di cittadini e imprese. Trasparenza e sviluppo economico sarebbero i vantaggi maggiori di questa scelta, come sottolineato dallo stesso Marcello Verona, che ha proposto l’idea. “Open data è anche un buon deterrente per la corruzione: se si hanno tanti occhi addosso è più difficile compiere illeciti – sottolinea Verona –. Inoltre i dati delle pubbliche amministrazioni sono prodotti con i soldi dei cittadini e spesso restano ‘morti’ nei computer o negli archivi degli uffici. Con una licenza che ne permetta il riuso gli si ridà vita: si stimola lo sviluppo di applicazioni da parte di sviluppatori e imprese ed utilizzi nuovi utili per tutti”. Infine “I dati pubblici sono di tutti, è giusto che siano accessibili, visibili e fruibili dai cittadini, anche al di là di ogni considerazione di tipo economico”. Questi i primi dati da rendere aperti: i dati sul bilancio e sulla spesa pubblica, i dati sull'ambiente e sulla salute, i dati sulla criminalità, i dati sulla vita pubblica come il voto e le delibere, i dati sulla mobilità, meglio se in tempo reale.

Insomma, l'Ideario è ricco di idee innovative. Naturalmente il passo successivo consiste nel sistematizzare queste idee, nel trasferire le proposte dal web a tavoli di lavoro “reali”, affinché si trasformino in  progetti concreti da sottoporre all’amministrazione. E stare a vedere se questa saprà cogliere fino in fondo l'opportunità offerta da questa ondata di "entusiasmo partecipativo"...

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