Editoriale

Legge 104, open data e controllo sociale

La legge 104, quella che prevede permessi per assistere familiari affetti da handicap o da malattie invalidanti, accende da sempre gli animi. Il tema ha totalizzato sul nostro sito già oltre 300.000 lettori, più di 3.000 commenti e un’attenzione sempre costante da quando tre anni fa Brunetta cominciò ad occuparsene. È una testimonianza certa che lì c’è un nervo scoperto: basta leggere  i vostri interventi per aver chiara la forte polemica che sussiste tra chi difende i propri diritti e rivendica un’attenzione dello Stato alla propria condizione di fragilità e bisogno e chi denuncia abusi e soprusi in nome di un’assistenza a volte solo evocata, più che effettivamente svolta. Di fronte a questo stato di cose vederci chiaro era difficile: i dati che c’erano erano nebulosi e aggregati in macro categorie di enti, i confronti erano impossibili.

Ora la nebbia in buona parte si dirada e possiamo esaminare il fenomeno in ogni dettaglio. Il cosiddetto "collegato lavoro"della fine del 2010 ha, infatti, introdotto l'obbligo della comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica dei dati relativi ai permessi fruiti dai dipendenti pubblici in base alla legge 104. Per garantire il monitoraggio e il controllo sul legittimo utilizzo di tali permessi, le informazioni vengono ora raccolte in un'apposita banca dati che lo stesso Dipartimento ha realizzato negli ultimi mesi ed è, dopo un periodo di rodaggio,  oggi pienamente funzionante. Grazie a questa è possibile conoscere l'identikit dei reali fruitori dei benefici previsti dalla legge 104/1992, verificarne l'entità e le forme di utilizzo, indirizzare i benefici direttamente sui disabili, evitare abusi e al tempo stesso semplificare il rapporto tra disabili e Pubblica Amministrazione. Nell'ottica della trasparenza totale espressa dall'art. 11 della Riforma Brunetta, questi dati sono oggi liberamente consultabili da parte di tutti i cittadini, sia pure ovviamente anonimi, nel rigoroso rispetto della privacy.

Dopo tanto parlarne è questo un passo concreto verso l'Open Data: quella trasparenza reale che consente di conoscere veramente la Pubblica Amministrazione e che favorisce tra l'altro anche l'elaborazione delle informazioni - tramite diverse chiavi di lettura - da parte di professionisti, ricercatori e studiosi, restituendo al Paese quei dati pubblici che costituiscono una risorsa economica importante, oltre che un presidio di democrazia e di controllo civico.

I dati raccolti dalla banca dati interessano, per ciascuna amministrazione, una serie di elementi tra cui il numero di dipendenti che fruiscono dei permessi mensili; i diversi gradi di parentela tra il disabile e i lavoratori interessati; il genere, le giornate e le ore di permesso fruite nel corso del 2010.

Aprendo la banca dati posso così, con una certa sorpresa, scoprire ad esempio che i due ospedali di Firenze (il policlinico di Careggi e l’ospedale pediatrico Meyer) distano poche centinaia di metri uno dall’altro, ma nel primo sono state fruite nello scorso anno 120 giornate di permesso ogni cento dipendenti, mentre per il Meyer le giornate sono la metà, circa 60; ma solo compulsando qui e là scopriamo poi, sempre solo a titolo di esempio, che all’Ospedale San Martino di Genova siamo sopra le 200 giornate ogni cento dipendenti, più del triplo del Meyer. I dati sono quelli che sono e certo le mie sono solo prime impressioni e non sono analisi, ma già questi tre esempi pongono domande che chiedono un esame più approfondito.

Su Saperi PA trovi altri articoli e materiali relaitivi alla legge 104 e all'open data

Un plauso quindi a questo esempio di Open Data, con una raccomandazione però. Per gli esempi precedenti sono dovuto andare a cercare un dato, ossia il numero dei dipendenti per ogni amministrazione, che nella banca dati non c’è. Senza questo parametro ogni confronto diventa impossibile e viene in parte disattesa l’efficacia della banca dati dal punto di vista del controllo sociale. Invito quindi il Dipartimento della Funzione Pubblica a introdurre tra le informazioni richieste anche questo indicatore, che per altro avrebbe infinite altre utilità permettendo di fare confronti in diversi campi. Potremmo scoprire così che due amministrazioni analoghe, in diverse regioni del paese, hanno un numero di dipendenti molto diverso e mettere a nudo quella necessità di mobilità e di razionalizzazione nella collocazione del personale che, invocata da tutti i Ministri, rimane ancora in gran parte inevasa.

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Commenti

domanda l. 104/92

salve, vorrei una delucidazione sui benefici della legge 104/92.
io sono un militare vfp4 (con ferma per 4 anni, quindi non ancora in servizio permanente) ho mia madre a cui è stata riconosciuta la 104 con connotazione di gravità (100 %), ho perso mio padre lo scorso anno e mio fratello maggiorenne residente in un comune diverso dal nostro. Vorrei sapere se ho facoltà di chiedere il trasferimento della sede di servizio pur non essendo ancora di ruolo?grazie per l'attenzione

Legge 104/92

Ma come è possibile che una Legge NON mi permette di assistere mio padre invalido al 100% il quale vive con la moglie di 65 anni e che lavora ancora e NON ha la patente...Questo SOLO perchè io nn sono sul suo stesso stato di famiglia????!!!! a 43 anni mi sembra legittimo essermi costruita una famiglia!!!!!! sono veramente schifata

legge 104, opendata e controllo sociale

trovo interessante il modo analitico del procedere:
1) tra i vari casi si segnalano due ospelli di Firenze, sostenendo che sono vicini, (difatti solo in Firenze esistono ospedali contigui e comparabili, unico caso Italiano!)
2) si comparano ad un'altra struttura di Genova ( che notoriamente ha dipendenza strutturale, geografica, e di personale con i suddetti ospedali di Firenze)
3) i dati dei dipendenti sono assolutamente estratti nello stesso modo in cui vengono alimentate la banche della "Funzione Pubblica";
4) c'è chiara evidenza del godimento dei benefici difformi tra il pubblico ed il privato;
5) sicura è la correlazione tra le persono che "godono" di una grave invalidità ed i richiedenti dei benefici;
6) in un luogo con turnisti, e godimento di benefici, chiaramente distinti tra richieste orarie e giorni interi,
il tre per cento e spicci del "Careggi" ed il 2.5 del "Mayer" ed il 6% di Genova, hanno significato !?
ovviamente non parlo di scienza, non parlo di tecnica, ma almeno di corretta infornazione;
lasciando ad un buon lavoro, il Carlo Mochi Sigismondi
con la sperenza di avere una minima informazione e dei dati pubblici di quanto avviene nella P.A.
l'occasione è gradita per esprimere il senso della pronda stima.
Fulvio Martino

Ed ora che la nebbia si è

Ed ora che la nebbia si è diradata, quale straordinario provvedimento verrà attuato a favore delle famiglie, all'interno delle quali esistono persone in condizione di disabilità e non autosufficienza?
L'azione, intrapresa dall'attuale Governo, è stata meritevole nell'intento, cioè stabilire chi e perchè ha diritto ad usufruire della legge 104/1992, ma ahimè, come prevedevo, spinto più da interesse a far cassa che a migliorare la condizione dei disabili e dei loro familiari.
Si rendono conto i nostri rappresentanti politici che il costo dell'assistenza e della cura del disabile in famiglia è di gran lunga inferiore ai costi che lo stesso Stato, anche attraverso le Regioni, è portato ad affrontare quando la famiglia, provata dal disagio, è costretta a consegnare alle istituzioni pubbliche, sia pure con dispiacere, il proprio familiare?
Tempo fa, nella Pubblica Amministrazione, si è persa una occasione importante con l'art.72 del D.L. 112/2008, convertito nella Legge 133/2008 (esonero dal servizio). Oltre a chiedere al personale prossimo al compimento dell'età di 40 anni di servizio, di essere esonerato dal servizio, a metà stipendio o al 70% in caso di attività di volontariato, non sarebbe stato opportuno e doveroso nei confronti di quelle famiglie interessate dalla legge 104/1992, comprendere in tale esonero anche la motivazione per la cura dei propri familiari disabili? E visto che lo Stato, e di conseguenza le Regioni, avrebbero risparmiato sulle cure domiciliari, la percentuale dello stipendio sarebbe potuta essere maggiore del 70%. Ecco perchè, sono convinto, la finalità di tutto questo è limitare e non migliorare la condizione di vita del disabile e dei propri familiari, alla faccia delle tanto sbandierate politiche in favore delle famiglie.
Cordiali saluti.

open data e legge 104

un vecchio detto indiano (indiani d'america) dice che prima di giudicare un uomo dovresti camminare una settimana nei suoi mocassini.. questo dovreste fare prima di giudicare gli usi e gli abusi della legge 104 dovreste provare ad avere in casa una persona inferma e bisognosa di cure continue.. capiresti come la legge sia assolutamente insufficiente ai bisogni di queste famiglie e quanto sia ingiusto giudicare gli utilizzatori come parassiti o peggio ancora "furbi", se abusi ci sono è più che giusto reprimerli condannando severamente chi abusa e ne gode benefici non dovuti ed altrettanto seriamente medici compiacenti e dirigenti complici che per i propri tornaconti gettano fango su una categoria di persone che supera la soglia dell'eroismo, fango che anche voi gettate con le vostre insignificanti analisi, l'open data è uno strumento democratico e potente che va usato con la consapevolezza di cio che è e per fini positivi e produttivi, sbandierarlo come un traguardo con dati riferiti ad una o due strutture è fuorviante e strumentale, perchè non avete indagato sui permessi di tanti uffici ministeriali e governativi, sicuramente perchè il vostro obbiettivo è sparare fango su due strutture sanitarie che in toscana sono un eccellenza, vergognatevi!!! usiatelo per reprimere e colpire duramente i " furbetti" e tutto quello che si riesce a recuperare reinvestiamolo per integrare i benefici della legge 104 a favore delle famiglie con più bisogno di assistenza, guardiamo anche dove sono quelle associazioni che per strada o in occasione di festività elemosinano fondi per assistere queste famiglie e che poi al bisogno nessuno riesce a più a trovare.. vi auguro di non aver mai bisogno di richiedere permessi in base alla legge 104.

parole parole parole

voi parlate parlate parlate di legge 104 e di problemi di handicap, ma sapete cosa significa per un familiare? Io ero una dipendente pubblica prima usufruivo di 18 ore al mese di permessi, poi ho preso due anni di congedo straordinario per assistere mia madre e, al mio rientro, il mio posto , ufficio e funzioni non c'erano più. Avevo chiesto il part time, non me l'hanno dato. E al mio rientro non sapevano che farmi fare.Così mi sono vista costretta a dare le dimissioni, perchè ho una dignità mentre certi segretari comunali e politici non ce l'hanno. Ho lasciato il lavoro fisso perchè non posso pagare una badante che a tempo pieno sti con mia madre. Adesso mi son aperta la partita iva e farò consulenze. Avete capito? questo è sulla pelle del problema!

legge104

Mi dovete spiegare cosa c'entra la mobilità del personale con la Legge 104 ?
Gli abusi della 104 vanno repressi con una seria politica di controlli non con la cancellazione o limitazione di una legge civile. La disparità di risorse umane a disposizione di medesime strutture pubbliche nel territorio nazionale si combatte con assunzioni gestite nei territori e con blocchi temporali sui trasferimenti, e non con mobilità forzose. o no?

Si in effetti che cosa

Si in effetti che cosa c'entra la mobilità? E poi paragonare due amministrazioni a senso solo se per simili si entende che erogano gli stessi sirvizi con lo stesso bacino di utenze e morfologia territoriale simile, non solo in base agli abitanti come fanno sempre . Se no basta prendere il cumune vicino al mio dove si gli abitanti sono gli stessi ed il personale è la metà, peccato che abbaino subappaltato quasi tutti i servizi mentre noi li faccimo tutti dall'interno, e non hanno neppure un tornaconto economico visto che spendono quasi il doppio di noi e sono indebitati fino al collo. Per la 104 basterebbe che venissero ben analizzata la situazione prima di autorizzarla con regole precise e venisse verificata l'effettiva fruizione invece gli amministratori la concedo ed elargiscono come favore politico.

Vorrei solo precisare che a

Vorrei solo precisare che a parere mio è la legge che non permette agli operatori di verificare l'effettiva fruizione. I controlli che possono essere effettuati purtroppo sono pochissimi e purtroppo non esauriscono assolutamente tutte le modalità di abuso possibili.