La riforma della PA per l'occupazione al femminile.

Antonio Naddeo parla della forte collaborazione sul tema del lavoro femminile tra il suo dipartimento e la Consigliera di parità, sia nella scrittura della riforma della PA, che nella fase applicativa all'interno della Civit, la Commissione che si occupa del tema della valutazione. Buona la collaborazione anche con il dipartimento delle Pari Opportunità, con cui è partito in passato un monitoraggio ora diventato annuale per capire la condizione del lavoro femminile nella PA, in cui la situazione risulta a suo avviso migliore rispetto al privato.
Secondo Naddeo, in generale la riforma della PA non fa distinzione tra il lavoro maschile e quello femminile, almeno negli intendimenti. Se esiste infatti una differenziazione nella valutazione della performance tra sistema pubblico e privato, ciò non avviene a livello di genere, anzi il proposito è di tener conto della condizione di svantaggio in cui si trova la donna a causa del carico familiare. L'auspicio è di continuare la collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Pari Opportunità, soprattutto ora sul tema del part time all'interno del collegato lavoro. Il suo dipartimento è disponibile ad una revisione tenendo conto delle esigenze femminili, ma secondo il principio fondamentale che il part time, vista la carenza di personale, è un lusso per la PA.

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