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Trasparenza e amministrazione digitale: è tempo di pagelle anche per i grandi comuni

A che punto è il processo di trasparenza nei 20 capoluoghi di regione? Ad un anno dalla pubblicazione delle linee guida sui siti web della PA, FORUM PA ha applicato a tutti  comuni capoluogo la griglia utilizzata dal Ministro Brunetta per valutare i siti pubblici con dominio .gov. I risultati: Torino stravince e stacca tutti con un margine di dieci punti, ma la strada da fare, per tutti, è ancora moltissima.

Il processo di miglioramento dei siti web delle pubbliche amministrazioni prende avvio da un insieme di fattori chiave: la riconoscibilità della natura pubblica del sito; la chiara identificazione dell'amministrazione che lo gestisce; la concreta indicazione delle modalità per soddisfare i requisiti minimi derivanti dalle previsioni normative” si legge nelle Linee Guida per i siti web della PA.

La strada è segnalata in modo puntuale da indicazioni e prescrizioni, a questo punto non resta che domandarsi: a che punto siamo arrivati in questo processo di miglioramento?

Il Ministro Brunetta ha premiato al Forum PA 2011 i Comuni che si sono maggiormente impegnati per la qualità della comunicazione on line e l’utilizzo del web come strumento per la trasparenza dell’azione amministrativa. Per partecipare al “Premio Trasparenza” era necessario aver concluso il procedimento di iscrizione al dominio "gov.it". Primo passo verso la razionalizzazione del web pubblico che però è stato compiuto solo da 315 Comuni, per lo più di piccole dimensioni. Di questi solo 32 hanno raggiunto la sufficienza in base ad una valutazione oggettiva di rispondenza dei siti analizzati ai contenuti minimi previsti dalle Linee Guida.

Se questa è la situazione che emerge dal primo bilancio ufficiale sui piccoli e medi comuni “gov.it”, a che punto si trovano invece i grandi comuni?
Il FORUM PA ha deciso di testare la griglia di valutazione utilizzata per Premio Trasparenza anche sui siti web delle grandi città, analizzando i 20 siti dei capoluoghi regionali.

Il metodo utilizzato per la valutazione è volutamente semplice: 64 indicatori organizzati in 7 dimensioni che ricalcano le aree su cui le Linee Guida si esprimono nella sezione “Contenuti minimi e Trasparenza”. Se un sito risponde a tutte le indicazioni suggerite e alle normative vigenti in materia di amministrazione digitale, che le Linee guida raccolgono e sistematizzano, il punteggio massimo che può ottenere è 100.

E il risultato della rilevazione che è emerso merita una riflessione: Torino, Venezia, Firenze, Cagliari, Bologna e Bari sono le prime della classe, ma sono anche le sole a superare la quasi sufficienza, in termini di punteggio complessivo. Il sito torinese è senz’altro il migliore, distanzia di circa 10 punti la seconda e la terza classificata. Un vantaggio per lo più imputabile all’area “Servizi on line” e a quella “Procedimenti Amministrativi” in cui il capoluogo piemontese totalizza ben 91,7 punti su 100, a fronte di ben 13 Enti per cui di procedimenti amministrativi sul sito non c’è traccia.

Al buon risultato di www.comune.torino.gov.it contribuisce anche l’en-plein totalizzato per l’area Bandi di Gara e di Concorso, che condivide con Milano. In quest’ambito sono ben 5 gli Enti che non rispondono a quanto richiesto, deficitando di una corretta strutturazione dei contenuti afferenti alle gare e ai concorsi interni.

I risultati complessivi dei 20 siti analizzati appaiono buoni anche per i contenuti che rientrano nell’area Organigramma PA: sul podio sale Bologna. In quest’area sono 13 i Comuni che vanno oltre la sufficienza, a testimonianza del fatto che in molti hanno già compiuto il primo passo nella direzione di una maggior riconoscibilità dell’Ente.

Anche l’analisi dei contenuti minimi che afferiscono alla dimensione denominata Pubblicità legale, restituisce dei risultati positivi. L’Albo pretorio è ormai on line in quasi la totalità delle Amministrazioni analizzate, è corredato di un servizio di consultazione della pubblicità legale e raggiungibile dall’home page del sito, nonché chiaramente indirizzato da etichette esplicative. Anche riguardo alla pubblicazione degli atti soggetti a pubblicità legale contenuti nell’Albo gli indicatori utilizzati per la valutazione dimostrano una buona capacità informativa degli Enti; questi risultano, infatti, chiaramente presentati, completi nelle informazioni di base e facilmente “navigabili” dall’utente grazie all’organizzazione per tipologia presente in circa la metà dei siti analizzati. I migliori in questa dimensione: Venezia e Napoli con un punteggio di 100/100.

Le aree in cui, invece, i miglioramenti nell’impostazione della comunicazione web sono decisamente più fievoli sono, oltre alla già citata Procedimenti Amministrativi, la sezione “Trasparenza, Valutazione e Merito” e la dimensione Caselle di posta elettronica e PEC.

Per quanto riguarda la Trasparenza le amministrazioni analizzate hanno fatto, si potrebbe dire, un’innovazione formale ma non ancora sostanziale. La sezione “Trasparenza, valutazione e merito” c’è, è accessibile e ben visibile nell’home page e, spesso, è riconoscibile attraverso il logo ufficiale. Il che dimostra che, almeno nelle intenzioni, i siti istituzionali vengono interpretati dai Comuni analizzati come strumento di trasparenza attraverso il quale i cittadini possono conoscere il livello di efficienza e produttività degli uffici pubblici. Tuttavia, i contenuti pubblicati in questa sezione sono ancora una minima parte rispetto a quelli previsti ai sensi del Decreto legislativo 150/2009. Un’eccezione positiva è rappresentata dai comuni di Genova, Bari e Cagliari.

Infine c’è l’area “Caselle di posta elettronica e PEC. Le Linee Guida sono piuttosto chiare nel dare le indicazioni in quest’ambito: deve essere presente sul sito un elenco delle caselle di posta elettronica attive e per ciascuna casella devono essere specificati nome e cognome del dipendente destinatario o titolo dell’ufficio destinatario o descrizione della funzione cui la casella è riservata; se si tratta di casella di posta elettronica certificata. Si tratta evidentemente di modifiche minime nel proprio sito da cui però è garantita una comunicazione chiara e una maggiore “vicinanza” alle esigenze informative dei cittadini. E invece solo sei dei capoluoghi regionali raggiungono il traguardo della sufficienza; al primo posto, con 100/100, il sito del comune di Trento che risponde a tutte le indicazioni contenute nelle Linee Guida.

Al di là della metafora scolastica quello che più colpisce dai risultati della valutazione è quanta ancora sia effettivamente la strada da fare. Considerando che dalla pubblicazione delle Linee Guida è già trascorso un anno, ma che le norme che queste raccolgono e sistematizzano portano date ben più antiche, i risultati non si possono certo dire incoraggianti. Sarebbe forse il tempo di non parlare di struttura, di tempi di aggiornamento, di criteri di riconoscibilità, ma di contenuti e strumenti avanzati per la partecipazione reale del cittadino. Adeguare l’architettura dell’home page o articolare i menu di navigazione in base a quanto prescritto è, evidentemente, una condizione necessaria ma non sufficiente per avere un sito web di qualità, in cui il cittadino è in grado di orientarsi con semplicità e dove è possibile rintracciare informazioni e servizi e interagire con le amministrazioni. 

Comune RATING COMPLESSIVO Numero indice complessivo
Torino 1 73,4
Venezia 2 64,8
Firenze 3 63,3
Cagliari 4 61,7
Bari 5 59,4
Bologna 5 59,4
Trieste 6 55,5
Genova 7 54,7
Ancona 7 54,7
Perugia 8 53,9
Napoli 9 53,1
Trento 10 52,3
Roma 11 50,0
Aosta 12 49,2
Milano 13 47,7
Potenza 14 43,0
Campobasso 15 39,1
Palermo 15 39,1
Catanzaro 16 33,6
L'Aquila 17 31,3

 


* Valentina Piersanti è sociologa presso Artea studio srl

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