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Da twitter a facebook dove vanno le amministrazioni, come ci vanno e chi ci trovano

Il Barcamp InnovatoriPA 2011, alla sua terza edizione, è stato dedicato ad approfondire e discutere il rapporto tra pubblica amministrazione e Social network. La PA scopre il web sociale, lo utilizza per comunicare, interagire, confrontarsi con i cittadini ma solo partendo dalla presentazione di casi concreti, dalle amministrazioni pubbliche che stanno sperimentando il social web e il valore della partecipazione in rete, è possibile capire come lo sta presidiando, in che modo le dinamiche conversazionali e relazionali del web sociale vengono integrate all’interno delle strategie di comunicazione della PA.

“Abbiamo sperimentato un nuovo format”. Il format adottato quest’anno dal Barcamp degli innovatori ha puntato sulla presentazione sia di esperienze, comportamenti, soluzioni adottate da pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali, sia di progetti e modelli di riferimento sviluppati da aziende del settore con l’obiettivo di favorire la presenza della PA nei social media.  Nelle due sessioni – mattina e pomeriggio – su 4 tavoli si è discusso di tecnologie e innovazione, di policy di gestione ai modelli partecipativi, di apprendimento e condivisione attraverso i social network.

Tra twitter e facebook, dove va la PA?
Le esperienze delle amministrazioni presenti al barcamp raccontano di una PA che adotta un approccio organizzativo snello, basato sulla comunicazione di informazioni rapide, leggere ma allo stesso tempo credibili e adatte a un target differente dall’”utente tradizionale dello sportello” (il caso del comune di Modena) così come di piccole esperienze di enti che si affacciano ora, con molti dubbi e resistenze interne, ai canali e agli strumenti del web sociale. Deficit culturale, un effetto moda e la mancanza di una metodologia e di una strategia da adottare i principali problemi da affrontare, secondo Giovanni Arata, che individua nei cittadini e nelle modalità di relazione con la PA il driver in grado di innescare il cambiamento, per far si che l’adozione dei social media da parte della PA divenga una scelta adattiva.

Giovanni Arata, giornalista e analista internet “La PA che twitta, in un minuto

E i cittadini?
Per capire come questa sia la direzione verso cui andare, qualche numero: con i suoi 500 milioni di utenti Facebook è diventato lo scorso anno “il quarto continente al mondo per abitanti”; gli utenti di Twitter cinguettano, in media, 150 milioni di tweet al giorno (fonte Nilsen); LinkedIn ha raggiunto pochi mesi fa 100 milioni di membri, circa 1.7 milioni qui in Italia (fonte LinkedIn). I costi che la PA deve sostenere per andare laddove già stanno i cittadini sono molto bassi: le barriere all’ingresso non esistono, piccolo o grande che sia l’ente in questione, la disponibilità di strumenti è paritaria.

Elizabeth Linder, Facebook Europe “Più di 500.000.000 i cittadini su fb, e la PA?

 Questione (anche) di innovazione e trasferimento tecnologico
I vantaggi dell’essere dentro la rete e gli svantaggi del non esserci ancora sono evidenti quando si parla di innovazione e di trasferimento tecnologico. Nella proposta di Flavia Marzano, l’idea di usare i social network come piattaforma in grado di far convergere l’innovazione prodotta dalle università, dai centri di ricerca e dai parchi tecnologici, con i bisogni e le necessità di sviluppo di medie e piccole imprese. Incrociare in un unico luogo la domanda e l’offerta di conoscenza tecnologica in un marketplace delle competenze integrato e insieme promuovere eventi e iniziative di comunicazione dedicate: con l’obiettivo di realizzare una strategia connettiva, diventare una rete nella società delle reti.

La sperimentazione necessaria
Da questi pochi ma significativi riferimenti si delinea un quadro articolato e per vari aspetti: sperimentale, di utilizzo dei social media da parte della pubblica amministrazione. Non esistono ancora percorsi ed esperienze consolidate; è un tema sfumato da molti contrasti, uno su tutti la mediazione tra la complessità e i tempi della burocrazia e la rapidità che è tipica della rete e in particolare dei social network. Al termine della giornata, dello scambio di idee, visioni, progetti, resta - su tutto - la sensazione di quanto ormai sia davvero indispensabile per la PA avviare serie riflessioni per integrare i social network e i social media nella propria strategia di comunicazione, avviando percorsi di sperimentazione che portino coinvolgimento e servizi informativi avanzati per i cittadini. Di contro il rischio è di restarne fuori, perdendo un’importante occasione d’innovazione.

 

 

Laura Manconi, FormezPA  “…allora come è andata (e cosa succederà ora)"
 


* esperti FormezPA, rete InnovatoriPA

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