Articolo

Ideamocracy, idee per l'e-democracy in Emilia-Romagna

Si chiuderà la settimana prossima il concorso di idee per lo sviluppo di applicazioni web o mobile che aiutino a migliorare la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche organizzato dalla Regione Emilia-Romagna. In palio un primo premio di 3.000 euro e 4 iPad 2. Le iscrizioni sono aperte fino al 23 maggio, con una proroga di 7 giorni rispetto alla deadline iniziale per far fronte a diverse richieste in tal senso formulate da persone interessate a partecipare.

Se il cittadino diserta l’e-democracy top-down, l’amministrazione va là dove il cittadino normalmente partecipa. E non finisce qui: quasi fossimo in una versione 2.0 della celebre parabola, l’amministrazione non si limita infatti a raggiungere le montagne più ambite della partecipazione, ma nel farlo chiede anche aiuto a chi di solito contribuisce ad animarle, per far sì che, una volta giunta a destinazione, possa proporre qualcosa di realmente interessante e degno di essere partecipato. È questa in estrema sintesi la descrizione del percorso che ha portato la Regione Emilia-Romagna all’organizzazione del concorso Ideamocracy, col quale si invitano sviluppatori, creativi, esperti di innovazione e semplici interessati a proporre idee per lo sviluppo di applicazioni web o mobile che puntino a migliorare e arricchire le esperienze di e-democracy nel territorio regionale. 

Il contest segna la nuova tappa di un cammino cominciato diversi anni fa con l’organizzazione delle prime iniziative di partecipazione digitale top down nell’ambito del progetto Partecipa.net, e che nel tempo ha reso la Regione sempre più consapevole che tutti i tentativi di coinvolgimento dei cittadini attraverso il digitale e le reti, anche quelli ispirati dalle migliori intenzioni, resteranno circoscritti a minuscole nicchie di persone estremamente motivate, fino a quando continueranno a essere promossi e organizzati partendo dal punto di vista e negli spazi di comunicazione e partecipazione on line delle amministrazioni. Il deficit di credibilità, autorevolezza e appeal che affligge l’intero universo della pubblica amministrazione è una delle cause evidenti di ciò, ma non basta probabilmente a spiegare il perché di questo limite invalicabile. Se anche le amministrazioni godessero infatti di una maggiore credibilità, resta che non sempre dispongono dei mezzi, delle risorse e delle competenze necessari per catturare l’attenzione e l’interesse delle persone in un ambiente caratterizzato da un’altissima offerta di stimoli ed esperienze quale quello delle reti.

Da ciò il progetto Ideamocracy: non solo si scelgono i social media come terreno ideale per provare a instaurare nuove forme di dialogo tra le amministrazioni e i cittadini, ma si prova anche a sfruttarne la vitalità e l’effervescenza per fare sì che queste nuove forme siano progettate e costruite direttamente con il contributo degli stessi cittadini. Come? Chiedendo idee appunto, nella consapevolezza che le iniziative di coinvolgimento più popolari nascono quasi sempre “dal basso”, nella mente di chi le reti sociali le popola e le anima quotidianamente, e che quindi anche nel campo dell’e-democracy le probabilità di proporre esperienze realmente coinvolgenti e accattivanti non possono che aumentare se si abbandona la logica delle proposte calate dall’alto. E siccome si punta all’emersione delle idee migliori, ci si affida inoltre al format del concorso, per stimolare una competizione positiva e propositiva tra tutti gli interessati e cavare il meglio dalle loro capacità di immaginazione e progettazione. In cambio di ciò, la Regione Emilia-Romagna mette in palio un premio in denaro di 3.000 euro all’idea migliore, e a seguire 4 iPad 2. Ma soprattutto punta sui meccanismi di crescita e valorizzazione della reputazioni che molto spesso sono il migliore propellente per la messa in moto di progetti e iniziative nelle reti. 

Questa la formula di Ideamocracy, una formula che nel suo piccolo sembra avere già catturato un discreto interesse, come dimostrano la quindicina di idee pervenute agli organizzatori del concorso in meno di un mese, e la richiesta da parte di numerose persone interessate di concedere loro più tempo per formulare, impacchettare e spedire le loro proposte. Richiesta che è stata prontamente accolta, con lo spostamento dei termini di partecipazione in avanti di una settimana, dal 15 al 23 maggio. Successivamente, una giuria composta da esperti e professionisti in ambito nazionale e internazionale delle tematiche dell’innovazione – primo fra tutti l’italiano Carlo Ratti, da anni alla guida del Senseable City Lab del Mit di Boston – valuterà le idee raccolte e selezionerà quelle ritenute più interessanti in termini di originalità, potenziale impatto, e reale fattibilità.

Nel frattempo, un personaggio decisamente autorevole ha a sua volta attribuito la patente di “ottima idea” allo stesso progetto Ideamocracy. Si tratta di Alec J. Ross, senior advisor per l’innovazione del Segretario di Stato Americano Hillary Clinton, e ancor prima colonna portante sul versante dei social media nella campagna elettorale che tre anni fa ha portato Barack Obama alla Casa Bianca e il web 2.0 nel linguaggio di tutti i giorni. Di recente a Bologna per alcune iniziative pubbliche, Ross ha trovato tempo per un meeting informale con i promotori del concorso, e ha sottolineato come iniziative del genere siano considerate nell’amministrazione americana la “best way” per ridurre il gap di dialogo, interazione e cooperazione tra cittadini e istituzioni, e provare in questo modo ad accrescere la qualità dell’operato e dei servizi delle seconde, in nome e per conto dei primi.

Le informazioni di dettaglio sul concorso e il bando sono on line nelle pagine del sito www.ideamocracy.it.
Ideamocracy è un progetto della Regione Emilia-Romagna, Servizio Comunicazione,Educazione alla Sostenibilità, nell’ambito delle attività per la promozione della partecipazione e dello sviluppo della cittadinanza digitale.

 

Your rating: Nessuno Average: 4.8 (4 votes)