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Lavori in corso per l’innovazione in sanità: a FORUM PA 2011 il progetto di FIASO ed Eli Lilly

“Reingegnerizzare i percorsi di diagnosi e di cura”, questo l’obiettivo del progetto “Innovazione Continua in Sanità”, presentato oggi a FORUM PA 2011 da FIASO (la Federazione che rappresenta oltre il 60% di Asl e Ospedali) ed Eli Lilly, azienda farmaceutica con sede a Sesto Fiorentino. La formula si traduce in un accorciamento dei percorsi diagnostici dei pazienti, in diagnosi anticipate, riduzione degli errori chirurgici, umanizzazione delle cure e, fatto non secondario, nella gestione ottimale della spesa sanitaria. Tutti risultati resi tangibili dalle innovazioni, soprattutto di processo, introdotte da Lilly in partnership con diverse aziende sanitarie associate alla FIASO.
I progetti non solo consentiranno di migliorare le performance delle Aziende coinvolte ma, grazie anche al programma di incontri inaugurato proprio a FORUM PA, contribuiranno a realizzare una vera e propria “comunità di pratica”, costituita dai vertici apicali delle aziende sanitare pubbliche e finalizzata ad “esportare” su più vasta scala le innovazioni sperimentate con successo negli specifici ambiti territoriali.
Nel ridisegnare i processi, Lilly ha utilizzato una nuova arma per la sanità: il metodo “Six Sigma” che mira all’eliminazione di difetti e sprechi piuttosto che al semplice miglioramento piuttosto della prestazione media, con il risultato di ridurre gli errori di processo a 3,4 su un milione.

Sono quattro al momento i progetti già realizzati o in fase avanzata di realizzazione: l’ottimizzazione del percorso di cura dei pazienti oncologici, realizzato con la Asl Cuneo2 , diretta dal Presidente della FIASO Giovanni Monchiero; l’umanizzazione delle cure in oncologia, realizzato con il Policlinico Universitario “Giaccone” di Palermo, diretto da Mario La Rocca; le realizzazione del “carrello chirurgico mono-intervento”, in collaborazione con il Policlinico di Modena, diretto da Stefano Cencetti; la riduzione delle liste d’attesa in radiologia oncologica, in collaborazione con la Asl 3 di Bassano, diretta dal Vice-Presidente FIASO, Valerio Fabio Alberti. Questi ultimi due hanno costituito la base di confronto tra manager sanitari ed universitari nel corso del FORUM PA.

Percorso di cura del paziente oncologico - L’obiettivo è quello di ottimizzare il processo di presa in carico del paziente. Nonostante la Asl Cuneo 2 si sia sempre distinta in Piemonte per gli elevati standard di performance raggiunti nella soddisfazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), la direzione generale ha voluto con questo progetto porre la lente di ingrandimento sul percorso che il paziente segue quando viene preso in carico dalle strutture residenziali di vario genere: dimissioni protette, assistenza domiciliare integrata, letti di prossimità ed altro ancora. Il risultato atteso è la riduzione del numero di pazienti “persi” al follow up, obiettivo da conseguire anche con la definizione dei percorsi già al momento della diagnosi.

Riduzione liste d’attesa in radiologia oncologica- L’obiettivo del progetto della Asl 3 di Bassano affronta una delle note dolenti dell’intero Servizio Sanitario Nazionale. I difetti processuali individuati nella fase di analisi riguardano soprattutto le prestazioni di Ecografia (escluso eco cardio), Tac e Risonanza magnetica. L’ottimizzazione dei processi, con conseguente riduzione delle liste d’attesa, viene realizzata attraverso la creazione di un “cruscotto” in grado di prevedere la domanda e programmare conseguentemente l’offerta.

Umanizzazione delle cure in oncologia- Il progetto consente di sviluppare un processo di umanizzazione delle cure attraverso la creazione di un gruppo di referenti/facilitatori in grado di formare e attivare il cambiamento dell’organizzazione rispetto alle problematiche dei pazienti oncologici,di quelli “fragili” (soprattutto anziani) e cronici, con particolare attenzione ai pazienti affetti da scompenso e diabete.

Realizzazione del carrello chirurgico “mono-intervento”- Nonostante l’innovazione tecnologica numerosi studi internazionali dicono che oltre il 30% degli “errori clinici” avviene in sala operatoria, dove parte di questi sono attribuibili a un uso non ottimale del carrello chirurgico, nella predisposizione del quale prevale spesso il modello “fai da te”, realizzato intervento per intervento. Al Policlinico di Modena, dove il 70% dell’attività chirurgica è in oncologia, ogni dispositivo è dotato del proprio bar-code. Ma questo non è sufficiente a tracciare completamente tutto l’intervento chirurgico e raggiungere così i massimi livelli di qualità e sicurezza. Livelli raggiungibili con l’utilizzo del “carrello mono-intervento” sperimentato da Lilly e Policlicnico di Modena con vantaggi anche di natura economica per la conseguente riduzione dei costi di gestione del magazzino. Un esempio di come in sanità qualità ed economicità possano avanzare di pari passo.

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