Società dell’informazione: parola d’ordine interoperabilità

Lo sforzo di coordinamento della PA verso cittadini ed imprese ha bisogno di fondarsi sulla ripartizione delle competenze scritte nella costituzione e nel nostro ordinamento amministrativo. Gli interrogativi che si pongono sono molteplici: compete a stato e regioni solo la funzione legislativa e non anche quella amministrativa? il complesso delle funzioni amministrative deve essere allocato ai comuni alle province e alle città metropolitane, come scritto nel art. 118 della costituzione?

Ci si è resi conto che bisogna porre a fondamento di questo pluralismo istituzionale l’esigenza di un coordinamento informativo, informatico e statistico. Non a caso un comma dell’art.117 della costituzione, esplicitamente, affida allo stato il coordinamento informativo, informatico e statistico dei dati della PA statale, regionale e locale. Se questo è il suo compito, lo stato non dovrebbe spogliarsi delle competenze regionali e fare soprattutto attività di coordinamento e d’indirizzo per permettere a tutto il sistema di funzionare? Deve quindi rivedere il ruolo tradizionale avuto nella gestione dei Sistemi informativi legati agli apparati ministeriali? Questo è il vero nodo su cui ci siamo impantanati. Non si è avuta chiarezza riguardo i nuovi ruoli e si sono sovrapposte competenze, funzioni ed investimenti.

Se il coordinamento informativo e diverso dallo sviluppo della società dell’informazione questo sviluppo è o no di competenza legislativa regionale? Sicuramente sì, perché è un orientamento di investimenti che vengo fatti sul territorio.

Se i compiti sono questi, enti locali, comuni e province devono essere interessati al coordinamento in cui si co-decide e si collabora. Ancora però non si ha chiarezza dei ruoli da svolgere, nel territorio c’è bisogno di sedi di sviluppo dove svolgere le attività di competenza proprie delle regioni.

La logica dell’interoperabilità comporta che si faccia funzionare il principio dell’autonomia, della responsabilità della trasparenza di ogni pezzo del sistema, occorre avere uno scambio di informazioni e servizi secondo i livelli che sono dati e definiti da un sistema di regole condivise.

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