La ricerca commissionata da Andigel ad Alma Mater: la seconda fase

Il progetto partito nel 2008 e presentato l’anno scorso a ForumPA è un’iniziativa promossa da Andigel che ha deciso di mettersi in gioco, di guardare alla propria professionalità, di fare una sorta di autoanalisi che portasse a capire meglio che tipo di ruolo svolgono le figure di vertice negli enti locali e che competenze sono necessarie. La Fondazione Alma Mater ha quindi supportato la scelta di Andigel con un sostegno tecnico e metodologico, attraverso modelli di analisi dei profili e dei ruoli. Prospettiva innovativa che ha portato a scoprire cose molto interessanti soprattutto per chi svolgeva già quel ruolo negli enti locali. I soggetti presi in esame svolgevano un ruolo di interfaccia tra la politica e gli apparati gestionali. Uno degli aspetti più importanti che è emerso è proprio questo ruolo di mediazione svolta dal dg, in secondo luogo, l’altro aspetto emerso è quello di una figura professionale con un taglio sempre più manageriale.

Questi ruoli quindi sono spesso molto simili ad altre professionalità, per esempio alle figure dirigenziali. Nella prima parte si è  tenuto conto anche del punto di vista degli amministratori locali: la fase uno si è svolta con queste caratteristiche:

  • indagine via web (questionari on line);
  • interviste (anche a sindaci e presidenti di provincia);
  • seminari tematici (con l’approfondimento di tematiche comuni e l’attenzione sulle best practice);
  • la ricerca è stata poi presentata in una conferenza di psicologi internazionali del lavoro, per una consulenza internazionale. La ricerca apprezzata molto apprezzata per gi aspetti innovativi;

i risultati della fase uno hanno contribuito in due ambiti principali a fornire un profilo di competenze chiave che fanno riferimento principalmente a due punti: la gestione dei rapporti con la politica e la gestione e il coordinamento delle attività amministrative e  quel ruolo di interfaccia sovracitato. Si è poi messo a punto un protocollo per la valutazione delle esperienze professionali e a cascata la progettazione di un fabbisogno formativo sulla base delle competenze individuate e definite sulle esperienze dei soggetti esaminati.

Dopo la prima parte gli scenari sono cambiati e ci si è trovati davanti a nuove sfide per allargare la platea e completare il lavoro. Cambia lo scenario normativo con la riforma della Carta delle Autonomie Locali  e il reclutamento e  la selezione delle figure di vertice.

Gli obiettivi della seconda parte sono:

  • validazione dei percorsi professionali dei partecipanti (attraverso uno schema tarato in faseuno)
  • orientamento e sviluppo professionale (anche a coloro che si avvicinano a questo ruolo)
  • promozione dei profili più adatti presso gli amministratori locali (possibilità di disporre di profili con una storia)

Oltre a prendere in esame i dg e le figure di vertice si sono inclusi nella ricerca anche quei dirigenti che hanno la prospettiva di ricoprire un ruolo di vertice in futuro negli enti locali.

Il progetto si articola in attività di valutazione e di intervento, le prime riguardano i profili professionali, con le seconde si intende la restituzione individuale dei risultati con un elaborazione personale. Occorre porre l’attenzione sull’orientamento e il supporto della crescita dei partecipanti con la formazione sia specialistica che sottoforma di consulenza di carriera personalizzata. Doppia valenza, feedback restituito ai partecipanti e un utile riferimento fornito agli amministratori nella scelta delle figure di vertice.

E’ un processo dinamico procedendo con una prima fase di analisi seguito da un aggiornamento periodico su base triennale per verificare i cambiamenti ed aggiornarsi. Altro aspetto riguarda la rete di relazioni che nelle prima fase sono state una delle tematiche chiave, la capacità di fare networking.

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