L’esperienza della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense: la quota per i progetti

La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense è un ente di modeste dimensione che gestisce la previdenza e l’assistenza di circa 200 mila avvocati iscritti agli albi in Italia.

Fino al ‘93 il premio aziendale di risultato era erogato a pioggia, dopo la privatizzazione si è cercato attraverso gli strumenti contrattuali, di modificare l’andamento del sistema premiante aziendale. Si è riusciti così a congelare il fondo pari al 23% con cui si premiava a pioggia usandolo in misura molto minore. A questo fondo, dopo numerose contrattazioni sindacali, è stato aggiunto un secondo pilastro incentivante che è servito a retribuire in maniera differenziata e meritocratica. Il metodo adottato è stato quello di affidare a dei gruppi degli obiettivi e una volta  raggiunti  tali obiettivi viene distribuito il budget. Nell’accordo 2010 la quota per i progetti è del 14%. Si è valorizzato il principio del gruppo di lavoro e del budget, esiste un budget fisso pari al 14% che è interamente speso all’interno del gruppo e ripartito secondo una scaletta stabilita. Questo porta ad una evidente differenziazione nell’erogazione dei premi. L’accordo 2010 prevede anche altri due punti che sono però in fase di sperimentazione: il bonus d’eccellenza e il premio d’innovazione, che sono totalmente discrezionali.

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