Riforma Brunetta e contrattazione collettiva

La riforma del pubblico impiego del 1993 introdusse il concetto di privatizzazione che mise in evidenza la necessità di modernizzare gli appartati pubblici e moderare i salari dei dipendenti per far fronte ai caratteri di antieconomicità e improduttività della PA. Quindici anni dopo, la riforma Brunetta riprende il concetto di privatizzazione. Valerio Talamo presenta le tappe salienti dal 1993 ad  oggi,  ponendo l’accento sulla contrattazione collettiva, sui processi di delegificazione e decentralizzazione politica che negli anni hanno creato asimmetrie tra produttività e redistribuzione delle risorse nel sistema pubblico. In questo contesto, la riforma Brunetta si presenta come risposta forte , volta a ridefinire il rapporto fra legge e contrattazione, a ridurre la frammentazione delle sedi contrattuali, a curare e a tutelare l’utilità della contrattazione integrativa con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un sistema pubblico efficace ed efficiente.

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