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Milano, on line una "mappa del crimine" in città

In ogni città ci sono quartieri considerati particolarmente pericolosi e altre zone che hanno una reputazione migliore: ma questa fama è sempre veritiera? Si basa su fatti oggettivi o su pregiudizi e luoghi comuni?
Daniele Belleri, un giovane giornalista, ha pensato di inserire su una mappa di google tutti gli episodi criminali di cui si ha notizia a Milano, mettendo così on line questi dati con una precisa localizzazione geografica. Ha creato quindi un blog, intitolato “Milano – Il giro della nera”, nome che richiama l’appuntamento mattutino in questura e in caserma con cui i giornalisti di cronaca nera vengono informati da polizia e carabinieri su quello che è successo durante la notte. Un nome non casuale, perché il lavoro di mappatura fatto da Belleri si basa proprio sui fatti di cronaca nera di cui parlano agenzie di stampa, quotidiani telematici e cartacei.
Anche in questo caso, quindi, non bisogna cadere in facili generalizzazioni o nella presunzione di poter fare una classifica dei quartieri più pericolosi della città. Lo stesso autore precisa che “il giro della nera è un progetto giornalistico. Non ha ambizioni statistiche, non ha ambizioni sociologiche, non ha ambizioni di analisi urbanistica” e che la mappa presente sul blog è “soltanto una tra le infinite mappe sul crimine che è possibile realizzare a Milano”. Insomma, una “mappa della cronaca nera”, non “una mappa della sicurezza”; perché, naturalmente, una cosa sono i quartieri dove si verificano più reati e un’altra sono i quartieri di cui si occupano di più i media.
Lo stesso Belleri fa notare che la maggioranza delle notizie del 2010 (usate per la mappa del suo blog) riguardano aree semi-periferiche o periferiche, mentre in uno studio di qualche anno fa del Politecnico milanese, a cura di Massimo Bricocoli, si notava come nella percezione di polizia, carabinieri, vigili urbani e altri, fosse ancora il centro città, lungo le arterie dello shopping, il luogo più criminoso della metropoli.
“Servirebbe – sottolinea Belleri – che le forze dell’ordine, come accade in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, mettessero a disposizione del pubblico, su internet, le mappe del crimine, con tutti i fatti violenti successi in città. Siccome questo (per ora) in Italia e a Milano non c’è, da giornalista ho sentito il bisogno di provare ad analizzare le informazioni sulla sicurezza che avevo a disposizione, e a metterle insieme: cercando di costruire un quadro d’insieme che andasse al di là dei singoli episodi di cronaca nera.”
Dopo un anno di lavoro è stata pubblicata sul blog la mappa di sintesi del 2010, in cui sono segnalati i singoli episodi avvenuti negli ultimi 12 mesi con le indicazioni dettagliate del luogo e della data e una breve descrizione. Sulla mappa ogni tipologia di crimine è indicata con un colore o un simbolo. E Belleri è già al lavoro sulla mappa 2011.
La domanda che rimane in sospeso è: perché in Italia le forze dell’ordine non mettono a disposizione un database geolocalizzato di tutti i fatti criminali, come già avviene all’estero e, in particolare, negli Stati Uniti e in Inghilterra?
Del crime mapping, del suo utilizzo e anche dei rischi che comporta parla l’autore del blog in un interessante post

 

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