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ICT nelle amministrazioni locali. Nuovi dati ISTAT su cui lavorare

1,3 miliardi di euro è la spesa totale in ICT sostenuta dalle amministrazioni locali italiane nel 2008 (lo 0,5% della loro spesa totale). In “cosa” si traduce”? Protocollo informatico, PEC e firma digitale? Formazione? Servizi on line? Se si, di che tipo? E cosa dicono i numeri su open source e banda larga? Vediamo questo ed altro nella nuova rilevazione ISTAT “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle amministrazioni locali”, rilasciata pochi giorni fa.

A fronte di una spesa complessiva in ICT delle amministrazioni locali italiane registrata nel 2008 a 1,3 miliardi di euro, l’ISTAT ha raccolto e elaborato dati su organizzazione, informatizzazione delle attività, dotazioni tecnologiche, connettività, utilizzo dei servizi telematici,sito web, rapporti con l’utenza. Vediamo lo stato dell’arte  per le principali voci della rilevazione.

Organizzazione e gestione
20 Regioni su 22 dichiarano di disporre nella propria struttura di uno o più uffici di informatica. Lo stesso succede per l’85,3% delle Province mentre la percentuale scende rispettivamente al 21,8% e 15,3% per Comunità montane e Comuni. Le media di addetti ICT/100 è di 2,9 per le Regioni, 2,3 per le Comunità montane, 2.0 per le Province e 1,6 per i Comuni.
Il 13,9% delle amministrazioni locali ha pianificato in un documento strategico l’acquisizione e l’utilizzo delle ICT.
La maggior parte degli enti locali ricorre all’outsourcing per le funzioni di gestione ICT, dall’attività di studio, analisi e progettazione allo sviluppo software alla formazione.
Per quanto riguarda l’informatizzazione di attività gestionali, nella top3 rientrano contabilità (22,9% delle amministrazioni locali), anagrafe e stato civile (20,9%), tributi e pagamenti (a pari merito con il 20,5%).
Complessivamente il 22,9% delle amministrazioni locali, con percentuali significative per le Regioni (77,3%) e le Province (79,4%), ricorre all’e-procurement.

Dotazione tecnologica e connettività 
L’86,7% delle amministrazioni locali fa ricorso a server.
Il numero di pc/100 dipendenti è di 84,6 nei Comuni e di 103,6 nelle Province.
Il 99,9% delle amministrazioni è connesso a internet, mentre risulta connesso il 72,6% dei dipendenti. Le amministrazioni con collegamenti ad Internet in banda larga sono al 75,2%.
Il 41,7% delle amministrazioni è dotata di rete intranet, per un totale del 75% del personale coinvolto. Esiste un collegamento in rete di tipo lan nel 95,6% delle amministrazioni. Di queste il 32,2% usa reti locali wireless.

Formazione
Nel 2008 21 Regioni su 22 hanno organizzato corsi di formazione in ICT. Ha fatto lo stesso il 61,8% delle Province, il 19% delle Comunità montane e il 17% dei Comuni. Il personale coinvolto è pari al 16,9% nelle Regioni, 12,7% nelle Province, 8,4% nelle Comunità montane e 7,7% nei Comuni (nel caso di questi ultimi con una variazione progressiva all’aumentare della dimensione demografica). L’oggetto della formazione è “applicazioni e software specifici” per il 72% delle amministrazioni locali e “web e office automation” per circa il 34%. L’e-learning è utilizzato dal 68,2% delle Regioni, dal 24,5% delle Province e dal 7,5% dei Comuni.

 

Protocollo informatico
Il 92,3% delle amministrazioni locali ha adottato il protocollo informatico, ma solo il 22,5% si è spinto fino alla realizzazione dello stadio di gestione documentale e il 6,5% fino alll’intera gestione del workflow documentale.

PEC e firma digitale
Il 98% delle amministrazioni locali si è dotato di sistemi di posta elettronica e il 62,6% utilizza sistemi di PEC. Tra queste tutte le Regioni, l’85,3% delle Province, il 62,6% dei Comuni e il 50,8% delle Comunità montane. (Sui Comuni si registrano grandi differenze da una Regione all’altra).
Il 98,0% delle Province, il 95% delle regioni e il 56,6% dei comuni fanno uso della firma digitale.

Servizi telematici  e servizi on line al cittadino
L’82,6% delle amministrazioni - oltre il 95,0% di Province e Regioni - utilizza servizi forniti da altre amministrazioni locali o centrali. I servizi offerti dagli Enti di previdenza, dai Ministeri e da altre amministrazioni si presentano come l’offerta telematica di cui usufruisce la maggior parte delle amministrazioni locali, toccando le percentuali rispettive di 80,9%, 74,5% e 78,8%. Le connessioni telematiche per utilizzare servizi offerti dai Comuni riguardano invece il 16,9% delle amministrazioni locali e per quelli delle Aziende sanitarie locali il 20,4%.
Il 91,3% delle amministrazioni locali ha un proprio sito web istituzionale e tra queste l’89,8% dichiara di consentire agli utenti l’accesso ai servizi di visualizzazione e/o acquisizione delle informazioni. Il 76,7% permette di scaricare modulistica, il 49,8% di inoltrarla on line e il 44,8% permette l’avvio e la conclusione dell’intera procedura relativa al servizio richiesto.
Nei rapporti con l’utenza solo il 2,4% utilizza applicazioni software del tipo CRM. Tra queste il 50% delle Regioni del centro-nord. L’8,5% delle amministrazioni locali offre serivizi on line attraverso reti di prossimità diverse da quelle della PA, in particolare il 36,4 % delle Regioni, il 35,2% dei Comuni con più di 60.000 abitanti e il 7,0% di quelli di minore dimensione.

Open source
Il 48,9% delle amministrazioni locali adotta soluzioni open source.

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