Editoriale

Per salvare capra e cavoli bisogna essere furbi, informati, flessibili

L’esercizio è di quelli difficili e ricorda la storia del lupo, della capra e della cesta di cavoli: come ridurre il costo globale della pubblica amministrazione tagliando gli sprechi senza tagliare i servizi. Un esercizio che richiede intelligenze flessibili, occhi attenti e informazioni corrette, retto giudizio. Altrimenti la capra si mangia i cavoli, il lupo si mangia la capra e noi ci troveremo da soli su una barca che fa pure acqua da tutte le parti!
In questo editoriale provo a vedere come siamo messi per finire con una proposta.

1. Cominciamo dai tagli: la prima cosa da chiederci ovviamente è cosa stiamo tagliando ed a chi. Per rispondere a questa domanda mi avvalgo dell’esperienza di un amico di FORUM PA che è il direttore generale del Comune di Reggio Emilia e che è già intervenuto qui e qui sullo spreco.
“Chi paga la manovra?” si chiede Mauro Bonaretti e risponde con un articoletto interessante che riporto per intero in questa newsletter.
Vi svelo però subito la risposta: la manovra la pagheranno i cittadini, i lavoratori della conoscenza, le fasce deboli della popolazione. Insomma se non stiamo attenti quelli che ci rimettono sono proprio quelli che dovremmo proteggere e far crescere se vogliamo far ripartire il Paese.

2. Dopo aver esaminato i tagli vogliamo parlare dei dati che dovrebbero guidare i nostri occhi attenti? Più sono citati, più sono demagogici e meno sono certi. Un esempio tra tutti: il polverone fatto sulle auto blu. Tutti i giornali hanno riportato come verificato un dato che pure era palesemente assurdo: 650.000 auto di rappresentanza, che vuol dire più di una macchina ogni cinque dipendenti pubblici, scuola compresa. Ovviamente era una bufala, ovviamente una ricerca seria che sta facendo il Dipartimento della Funzione pubblica porterà a numeri drasticamente più bassi [sono on line i primi risultati della rilevazione sulle auto blu], ma ormai il danno è fatto: lo strale è lanciato e il teorema che definisce PA=spreco era confermato.
Eppure non sarebbe difficile leggere i dati. Ci ha provato ad esempio l’Assoconsult che è l’associazione della consulenza italiana e ha scoperto che del miliardo e mezzo circa di spese per consulenza della PA che hanno fatto gridare allo scandalo perché così si sprecava e si avviliva la professionalità dei dipendenti, in realtà circa il 90% è dato da incarichi individuali a persone singole: professionisti, staff, consiglieri, segreterie, ecc. Insomma rapporti di lavoro coperti che un miope blocco dei contrati a tempo determinato ha costretto a rinominare[1].

Per saperne di più sul d.lgs 150/2009 naviga su SaperiPA

3. Infine abbiamo detto che il retto giudizio è fattore determinante per non farci male con le forbici dei tagli. Come ho avuto già modo di dire un “tagliatore” cieco si troverà alla fine lo spreco sulla schiena e adoprerà le forbici solo a suo danno. Come siamo messi allora con la valutazione? Molto male, grazie.
Una legge discussa ma coraggiosa come il d.lgs 150/09 aveva fatto ripartire il processo, istituito una Commissione Indipendente di valutazione, aveva costretto gli enti a dotarsi di Organismi indipendenti di valutazione (i famosi OIV) e ci era riuscita con un mezzo molto semplice. Il processo di valutazione era la condizione necessaria per attribuire la parte del salario legata al risultato. L’attuale manovra, che spero trovi almeno in questa parte una decisa svolta in Parlamento, azzera nei fatti questo processo impedendo di fatto qualsiasi aumento, ancorché legato all’aumento delle performance e della produttività. Si ha un bel dire che la riforma può andare avanti lo stesso: è come aver tolto il carburante ad una moto per poi incitarla a correre lo stesso. Certo le ruote girano, il motore c’è, ma non credo ne trarremmo molto.

Se continua l’analisi mi deprimo, finisco quindi come promesso con una proposta operativa: proviamo ad imparare insieme come tagliare, ma per conservare e aumentare il valore che la pubblica amministrazione restituisce ai contribuenti. Insomma proviamo a tagliare con occhi attenti, mente flessibile, retto giudizio.
Abbiamo messo in piedi (siamo NuovaPA e Methodos) un’iniziativa in questo senso per cui vi manderemo un invito specifico nei prossimi giorni. In estrema sintesi si tratta di un tentativo per orientare amministratori, funzionari e dirigenti della PA a “tagli intelligenti” che eliminino veramente lo spreco senza toccare la carne viva dei servizi e delle prestazioni. 
Sarà un corso online su piattaforma sincrona di otto ore suddiviso in quattro sessioni di due ore. Avrà un costo, seppure molto abbordabile, perché noi pensiamo che il lavoro, se fatto bene e nella chiarezza, vada pagato; avrà uno sviluppo nella costruzione di una community di “buoni tagliatori di spreco” che non siano né ciechi né sordi ai bisogni dei cittadini.

 


[1] leggiamo sul Comunicato Stampa di Assoconsult: «A tale proposito va detto che l’87,7% del miliardo e mezzo di euro di spesa è stato destinato a circa 376 mila incarichi microscopici, 271 mila dei quali affidati a singoli professionisti» dice Ezio Lattanzio, Presidente di Assoconsult. «Solo il 12,3 % è stato erogato a soggetti organizzati in forma di impresa e nella indagine della Funzione Pubblica emergono solo 39 incarichi a primarie società di consulenza organizzativa». «Per non parlare poi di tutta quella parte di investimenti in consulenza destinati a enti cosiddetti in house, ovvero altri soggetti di proprietà pubblica, su cui non esistono dati aggregati trasparenti e aggiuntivi quindi alla spesa rilevata dalla Funzione Pubblica».
«Condividiamo la necessità di fare pulizia, di mettere ordine nei conti» continua Lattanzio. «Ma questo non deve penalizzare quella parte di servizi che potrebbe effettivamente dare valore aggiunto alla Pubblica amministrazione, ottimizzandone l’organizzazione e migliorando il rapporto con il cittadino.
Se il taglio sarà male indirizzato si rischia di compromettere il processo di riforma e modernizzazione, nonostante la spinta propulsiva del Ministro Brunetta ». Insomma è giusto spendere meno, ma anche spendere meglio il denaro pubblico.

 

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Commenti

organizzare il lavoro

Organizzatore industriale ho fatto raggiungere in un anno un aumento della produzione del 134% senza affaticare i dipendenti RIV di Pinerolo (1962) e nella scuola sono riuscito a far studiare tutti, senza ripetizioni nè compiti a casa, promuovendoli tutti !! Ho avuto 6 classi da 31 a 36 ragazzi nello stesso anno scolastico a Verona ( ITIS Ferraris ).
Nella Magistratura ci sono dei sovraccarichi bestiali : cambiamenti degli incarichi di G.O.T. dieci volte durante lo stesso procedimento + rinvii senza aver registrato alcun intervento + cambi di CTU + mesi per emettere sentenza ( ma come fa un magistrato a ricordarsi tutti i particolari ?? o vuol trattare la sentenza ?? ).
Per me Brunetta è troppo bravo perché non prevede la frusta.Alcuni Magistrati e docenti fanno proprio schifo sia per la mancanza di etica che per la disponibilità a vendersi o farsi pagare per la promozione o la sentenza personalizzata. purtroppo pagano quelli che fanno il proprio dovere. Basta guardare i dati statistici stranieri ( legati alla loro paga !!). Se i ns non lavorano hanno il dovere di accontentarsi di 4 soldi. Basterebbe PRODURRE CON COSCIENZA E CIVISMO! ing Prof Traldi

Tagli agli sprechi

Sono un dirigente di un Ente Pubblico e mi occupo dei servizi al pubblico. Nell'Ente in cui lavoro, il "pubblico" sono le imprese, con tutte le esigenze di risposta tempestiva alle loro richieste e la necessità di non causare danni economici appesantendo alcuni aspetti burocratici o non dando il servizio dovuto.
Con i tagli fatti dal decreto legge ed alcune interpretazioni quanto mai restrittive del DL che sono circolate, mi ritrovo con alcune attività semi paralizzate, inclusi i servizi ispettivi e di controllo o gli spostamenti da e verso le sedi distaccate. Si parla infatti di scandalo delle "auto blu", ma nessuno pare aver preso in considerazione anche il blocco del rimborso chilometrico per l'uso dell'auto propria che è nella stragrande maggioranza dei casi il modo di spostarsi più economico (per la PA), anche perchè crea meno perdite di tempo. Fino a prova contraria, il tempo di un impiegato ha un costo per la PA, ma pare che anche a questo nessuno sia interessato, come se perdere tempo prezioso non fosse importante.
In buona sostanza, dovrei affidarmi alla "bontà d'animo" dei miei collaboratori per garantire i servizi esterni all'ente, perché non è più rimborsabile l'auto propria neppure per raggiungere località non servite o poco servite da mezzi pubblici, e secondo qualcuno pare sia così anche per i servizi ispettivi. Tengo a precisare che nell'ente in cui lavoro non ci sono né auto blu né grigie. Ci saranno però i disservizi, come presumo si verificherà in molte parti d'Italia.
Credo proprio che nel tagliare si sia fatta una gran confusione tra "auto blu" e "gite turistiche" collettive camuffate da missioni internazionali, e operatività quotidiana di servizio al pubblico di chi non va a passeggio ma sta lavorando.
Risparmiare ed eliminare gli sprechi è sempre e comunque possibile, a patto che si abbia l'onestà intellettuale e il senso di responsabilità di verificare sempre i costi e la convenienza di un'azione, anche senza creare disservizi. E' su questo che dovrebbero puntare le PA per essere efficienti e non sprecare.
Il modo che è stato trovato, se in sede di conversione del DL non verranno trovati adeguati e sensati correttivi, comporterà disservizi inevitabili, nonostante i bilanci sani di molti Enti.

Eliminare gli sprechi

Il segreto è eliminare gli sprechi e gestire bene quella che è la spesa pubblica, dargli valore e farla fruttare.
Non è difficile in teoria, ma in pratica sembra impossibile.