Intervista

A Napoli l'innovazione entra nelle imprese sulle gambe dei giovani e con l'aiuto del Comune

La pubblica Amministrazione può avere un ruolo centrale nel favorire l’occupazione dei giovani laureati, basta saper valorizzare il loro “contributo innovativo”. Lo dimostra il Comune di Napoli che, partecipando al programma FIxO, è riuscito a inserire nel mercato del lavoro (privato) 30 giovanissimi neolaureati. Ne parliamo con Mario Raffa, Assessore comunale allo Sviluppo.

Trenta giovani neo-laureati sotto i 25 anni (sui 65 partecipanti all’iniziativa) inseriti nel mondo del lavoro con un contratto con un’impresa privata. È il risultato della prima fase del progetto FIxO realizzata all’interno del Comune di Napoli. “Mentore” di questa iniziativa è Mario Raffa, Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli e docente di ingegneria gestionale che abbiamo intervistato nel momento in cui l’amministrazione si sta preparando a dare il via alla seconda fase.

Il programma FIxO

Gli stage e i tirocini formativi in Italia non sono una vera porta di ingresso nel mondo del lavoro. Una recente ricerca dell’ISFOL ha, infatti, rilevato che solo il 21% degli stage si conclude con un’offerta di lavoro. I motivi di questo “mezzo fallimento” sono molteplici, ma tra questi c’è sicuramente una discordanza tra le competenze richieste dal mondo del lavoro e quelle acquisite durante la formazione universitaria. Il programma FIxO “Formazione & Innovazione per l’Occupazione” mira proprio a colmare questa distanza.
Sostenuto dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale FIxO propone una serie di azioni (sono 4) volte ad affrontare in maniera diversa il rapporto tra Università e imprese, proponendo percorsi innovativi di inserimento al lavoro di giovani laureati.

L'assessore Raffa ha presentato i risultati del progetto FIxO al FORUM INNOVAZIONE Mezzogiorno.

“Tra le molte azioni di FIxO – ci spiega Raffa – il nostro Comune ha scelto quella tesa alla sperimentazione di percorsi di accompagnamento al lavoro di giovani laureati. L’idea è stata quella di inserire giovani neo-laureati all’interno delle strutture del Comune per far loro acquisire competenze pratiche “spendibili” al di fuori dell'amministrazione. Nel disegnare questo percorso non potevamo che partire dalle competenze.”

La struttura dell’assessore Raffa, infatti, è partita proprio pubblicando un bando con 65 schede  in cui sono state descritte 65 “necessità” dell’amministrazione e, conseguentemente, i profili di altrettanti candidati a risolvere queste necessità.

A questo punto sono intervenute le Università, che hanno effettuato la selezione dei candidati ed hanno proposto al Comune 65 giovani laureati per un tirocinio di 6 mesi all’interno delle diverse strutture dell’amministrazione comunale (municipalità, dipartimenti, assessorati e direzioni centrali).
Alla fine del periodo di “formazione-lavoro” il Comune ha organizzato un career day invitando una trentina di aziende a conoscere questi giovani che avevano conosciuto l’amministrazione pubblica dall’interno. “Non è stata una passeggiata – continua Raffa – si è trattato di un grosso lavoro di relazioni, sia con le università che con le aziende, ma soprattutto di un minuzioso lavoro di monitoraggio e valutazione. Ogni fase del progetto è stata monitorata in itinere ed ex post attraverso una serie di questionari ai partecipanti, alle università che hanno effettuato la selezione, ai dirigenti delle strutture comunali che hanno accolto i giovani e alle imprese invitate al career day. Inoltre abbiamo incaricato l’università di verificare che i compiti assegnati ad ogni ragazzo fossero coerenti con l’esigenza di formazione evidenziata nelle schede del bando”.

Il career day

Si è trattato di una giornata pubblica in cui alle aziende (quelle che hanno risposto all’invito sono state una trentina) sono state presentate la storia e le competenze di ciascuno dei 65 giovani tirocinanti. Nel pomeriggio, poi, ogni azienda ha avuto la possibilità di fare incontri faccia a faccia con chi riteneva rispondesse maggiormente alle sue esigenze. Gli incontri sono stati effettuati presso la Camera di Commercio e la valutazione delle aziende doveva essere lasciata per iscritto.

“È indicativo il fatto che tutte le offerte di lavoro si sono concentrate su 25 di questi 65 – continua Raffa - ciò sta a significare che i più bravi si vedono a colpo d’occhio, anche se, a dire il vero, in quell’occasione non abbiamo potuto scegliere le lauree che, invece, ci erano state imposte dal bando. Le offerte si sono concentrate, quindi, sulle lauree tecniche.
Altri 4 ragazzi sono stati «ripescati» (se mi premette il termine) grazie ad un bonus di 2000 offerto dal Comune alle aziende. 29 ragazzi collocati su 65, una media del 45%. Un ottimo risultato se considera che mediamente i tirocini post laurea ottengono risultati attorno al 10% e che la media degli stage è del 21%.

Il vantaggio per l'amministrazione

Ma il risultato non è stato positivo solo per i giovani. Anche le strutture del Comune all’interno delle quali i ragazzi si sono inseriti hanno valutato l’esperienza come un successo da ripetere. Il meccanismo studiato da Raffa non ha messo, infatti, in discussione il ruolo di chi lavorava nell’amministrazione, ma ha creato sinergie e soprattutto ha portato una ventata di innovazione in strutture che da anni vivevano il blocco del turn over. “I dirigenti – spiega Raffa - sono entusiasti perché questi giovani portano esperienze e competenze che la PA non ha. Nonostante la loro esperienza sia solo teorica, dal punto di vista dei processi operativi sono mediamente vent’anni  avanti rispetto alle esperienze che hanno fatto i nostri dirigenti e dipendenti e il loro contributo è stato determinante in più occasioni nel miglioramento dello standard del servizio al cittadino o agli altri uffici”.

L’esperienza del Comune di Napoli non ha avuto eguali nel progetto FIxO nell’ambito pubblico e proprio per questo si è deciso di lanciare un progetto ponte, per altri 25 ragazzi. Il bando ha avuto un successo tale che molte richieste di laureati in discipline tecniche con 110 e lode sono state lasciate fuori. “Il progetto ha funzionato, però – conclude Raffa - perché lo abbiamo fatto funzionare. Spesso queste opportunità, infatti, vengono sprecate dalle imprese e dalle amministrazioni, che le utilizzano come espedienti per trovare «manovalanza» a basso costo. Per far funzionare un progetto del genere bisogna crederci ed investire. Far incontrare domanda ed offerta di conoscenza non è un lavoro facile, ma se si riesce il vantaggio per le imprese, e quindi per il tessuto produttivo del territorio, è altissimo.”

Your rating: Nessuno Average: 4 (2 votes)