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"Il Sistema Sanitario visto dai cittadini": più sicurezza, ma Sud inefficiente e scarsa attenzione ai cittadini

Questo il quadro che emerge dal VI Rapporto Audit civico di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato presentato oggi a Roma presso la Sala della Biblioteca del Cnel.

Il Servizio Sanitario nazionale sta imparando a combattere gli errori, ma il Sud è sempre di più fanalino di coda, anche per lungaggini burocratiche, tempi di attesa e comfort mediocre. Grande neo la scarsa informazione al cittadino, così come l'inadeguata possibilità di avere ristoro e tutela. Inoltre, la partecipazione dei cittadini, gli strumenti di informazione e comunicazione, così come la tutela dei diritti sono tristi conferme di un sistema ancora poco incentrato sulle esigenze dei pazienti.

I dati sono il frutto dell'analisi di 87 tra Asl e Aziende Ospedaliere (35 Aa.Oo., 1/3 delle aziende italiane; 52 Asl su 195, pari a circa il 27%) condotta da 3000 cittadini in equipe miste che, appositamente formati, hanno passato al setaccio ospedali, ambulatori e uffici.
Da questa analisi nasce il VI Rapporto Audit civico di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato presentato oggi a Roma presso la Sala della Biblioteca del Cnel alla presenza del Ministro Fazio e di importanti attori del mondo sanitario.
Obiettivo del progetto, fornire una fotografia critica e sistematica che metta al centro i bisogni dei cittadini, renda più trasparente e verificabile l'azione delle Asl, sia uno stimolo per contenere le eccessive disparità di un sistema nazionale frammentato e disomogeneo, promuovendo l'adozione di azioni di miglioramento chiare e misurabili.

“L'informazione che se ne ricava è quella di un sistema nel quale ogni questione, dal dolore alla sicurezza, dall'assistenza domiciliare all'oncologia, è normata, acquisita, messa in agenda, fino al livello di azienda”, ha commentato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Quello che manca è la certezza dell'attuazione, con una grande frammentazione, da zona a zona, da dirigente a dirigente, quasi che non siano queste le questioni che pesano e che fanno la differenza tra un bravo dirigente ed uno cattivo, tra una Asl virtuosa e una no. Non si valuta su questi oggetti, cioè su ciò che interessa realmente ai cittadini”.

FONTE: Cittadinanzattiva

 

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