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L’internet libero e le libertà fondamentali dei suoi utenti. Hilary Clinton

“La diffusione delle reti d’informazione sta formando il nuovo sistema nervoso del nostro pianeta. (…) Per loro natura, le nuove tecnologie non si schierano nella lotta per la libertà e il progresso. Gli Stati Uniti invece sì. Noi vogliamo un solo Internet al quale tutta l’umanità ha accesso eguale per attingere conoscenze e idee. Per questo, oggi riteniamo cruciale garantire agli utenti di Internet alcune libertà fondamentali”. Così Hilary Clinton, nel suo discorso “Remarks on internet freedom" al Newseum di Washington - museo interattivo dedicato a 5 secoli di news. Ma quali sono le libertà fondamentali degli utenti di internet, nella visione del Segretario di Stato americano?

“Sotto molti aspetti – ha esordito Clinton - l’informazione non è mai stata così libera. Perfino nei Paesi autoritari le reti d’informazione aiutano la gente a scoprire cosa sta accadendo e costringono i governi a tener conto dell’opinione pubblica. Ma in questa esplosione senza precedenti di connettività, dobbiamo anche riconoscere che le tecnologie non sono soltanto una benedizione. Sono strumenti che possono venire utilizzati contro il progresso e i diritti politici. Come l’acciaio può venire usato per costruire ospedali o mitragliatrici, e l’energia nucleare può riscaldare le città piuttosto che distruggerle. Le stesse reti che aiutano a organizzare movimenti per la libertà permettono ad Al Qaeda di diffondere l’odio e incitare alla violenza contro gli innocenti. E le tecnologie che possono rendere i governi più accessibili e trasparenti vengono utilizzate per reprimere il dissenso e negare i diritti umani.

Le nuove tecnologie, per loro natura, non si schierano nella lotta per la libertà e il progresso. Gli Stati Uniti invece sì. Noi vogliamo un solo Internet al quale tutta l’umanità ha accesso eguale per attingere conoscenze e idee. La sfida potrebbe essere nuova, ma la nostra responsabilità nell’aiutare il libero scambio di idee risale agli albori della nostra repubblica e oggi riteniamo cruciale garantire agli utenti di Internet alcune libertà fondamentali.

La prima è la libertà di espressione. Che non si limita più alla possibilità per i cittadini di scendere in piazza. I blog, le e-mail, i network sociali e i messaggi hanno inaugurato nuovi luoghi di scambio di idee, e sono diventati i nuovi bersagli della censura. In questo momento censori governativi stanno lavorando furiosamente per cancellare dalla storia le parole che sto pronunciando. Muri virtuali vengono eretti al posto di quelli di pietra. Alcuni Paesi hanno costruito barriere elettroniche per impedire l’accesso a parte della rete globale. Cancellano parole, nomi e frasi chiave dai motori di ricerca. Violano la privacy dei cittadini. Una nuova cortina d’informazione sta scendendo su parte del mondo, dove i video e i blog sono ormai il samizdat dei giorni nostri.

È necessaria anche la libertà di religione, Internet può costruire un ponte tra credenti di diverse confessioni. Ma alcune nazioni usano Internet per ridurre al silenzio i credenti di diverse religioni.

È necessaria la libertà dal bisogno. Nel nostro mondo il talento è distribuito universalmente, a differenza delle opportunità. Oggi nel mondo ci sono 4 miliardi di cellulari, molti dei quali sono in mano ad ambulanti, guidatori di risciò e altre persone che storicamente non avevano accesso all’istruzione e alle maggiori opportunità. Le reti d’informazione sono un grande livellatore e dobbiamo usarle per aiutare la gente a uscire dalla povertà.

Bisogna anche essere liberi dalla paura. Qualcuno userà le reti globali per scopi oscuri: estremisti violenti, cartelli criminali, predatori sessuali e governi autoritari.. Chi cercherà di interrompere il libero flusso dell’informazione mette a rischio la nostra economia, il governo e la società civile. Paesi o individui che lanciano cyberattacchi devono pagarne le conseguenze. In un mondo interconnesso, l’attacco alle reti di una nazione può significare un attacco a tutti.

Infine vorrei invocare la libertà di connettersi. Che oggi equivale alla libertà di assemblea nel cyberspazio. In Iran, Moldova e altri Paesi l’organizzazione online è stata cruciale per promuovere la democrazia. E perfino in democrazie consolidate come gli Usa abbiamo visto la potenza di questi strumenti che hanno cambiato la storia. Vi ricorderete ancora le presidenziali del 2008.

Perseguire queste libertà è giusto. Ma è anche intelligente. Così possiamo allineare i nostri principi, i nostri obiettivi economici e le nostre priorità strategiche. Nessuno stato, gruppo o individuo deve rimanere schiacciato dalle macerie dell’oppressione. Non tollereremo che qualcuno venga separato dalla comune famiglia dell’umanità dai muri della censura. E non possiamo più rimanere in silenzio solo perché non sentiamo le loro grida”.


* traduzione da “La Stampa.it”
 

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OpenNet initiative, on line la rassegna 2009

La OpenNet Initiative ha reso pubblico sul web il "2009 Year in Review", in uno spazio in cui si offre per ciascun giorno/mese un report di inziaitive di filtraggio del web, azioni di controllo e di "guerra clandestina" all'informazione messi a punto in tutto il mondo.

La OpenNet Initiative stima che a fine 2009 il 32% degli utenti di internet avevano accesso a una versione filtrata del web.

http://opennet.net/about-filtering/2009yearinreview/

calabrò perplesso sul filtro ad internet

"Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall'altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori". E' il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, a ribadire le sue forti perplessità alla regolamentazione prevista dal decreto Romani in materia di web" . L'articolo di oggi su repubblica.it

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/01/news/calabr_filtro_web-21...

lo schema di decreto romani

Il cd decreto Romani in materia di web è stato redatto per recepire una nuova direttiva europea sull’audiovisivo -
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:332:0027...

Gli articoli incriminati del decreto sono il 3 e il 4, dando all’AgCom il potere di interrompere la ricezione di “servizi media audiovisivi” che provengono dall’estero, senza precisare cosa si vuole dire con tale definizione,
C'è chi sostiene che di fatto si isituisce un censore che può, secondo quello che pensa e giudica, imporre dei blocchi sia a YouTube, ma anche a qualunque servizio di trasmissione video tramite web, senza che sia riconosciuta la necessità di passare attraverso la magistratura.
Nei fatti AgCom potrebbe intimare al provider del servizio o a quello di connettività di darsi da fare per intervenire operativamente e attuare il blocco; in caso di mancata ottemperanza, la multa potrebbe arrivare fino a 150.000 euro.
Secondo la proposta nella sua forma attuale, i motivi di azione dell'Autorità vanno dalla tutela del diritto d’autore all’obbligo di rettifica.
Tra i blogger c'è chi ricorda che la nomina dei componenti dell’autorità è fatta dal Parlamento e dal Presidente del Consiglio (scelta del presidente).

Lo schema di decreto sarà all'esame delle Commissioni parlamentari competenti il 4 febbraio

Approfondimenti dai blog raccolti su liquida.it
http://www.liquida.it/decreto-romani/