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Istat: più pc e internet nelle case degli italiani

Aumentano le famiglie italiane che utilizzano computer e web, ma il nostro Paese è ancora indietro rispetto al resto d’Europa. Lo rileva l’indagine Istat “Aspetti della vita quotidiana”, svolta nel febbraio 2009 su un campione di 19mila famiglie, per un totale di 48mila individui. I dati riguardano la disponibilità delle nuove tecnologie e il loro utilizzo, le attività svolte con Internet, il web come strumento per comunicare e l’e-commerce.

Nell’anno che sta per chiudersi è aumentata la percentuale di famiglie con un computer in casa (54,3% contro il 50,1% del 2008) e anche quella di chi ha accesso a Internet è salita dal 42% al 47,3%.
Le famiglie più “connesse” sono quelle con almeno un ragazzo under 18: per queste le percentuali di possesso di pc e Internet passano rispettivamente al 79% e al 68,1%.
Per le famiglie composte da sole persone con 65 anni e più, invece, le percentuali crollano al 7,7% per il possesso di un computer e al 5,9% per l'accesso a Internet.

Insomma, resta forte il digital divide legato all’età e, anche se le famiglie italiane sembrano aprirsi sempre più alle nuove tecnologie e aumenta la quota di famiglie con connessione a banda larga (dal 27,6% del 2008 al 34,5% del 2009), tuttavia il salto non è ancora sufficiente. Infatti le tecnologie più amate restano ancora tv (ne possiede almeno una il 96,1% delle famiglie) e cellulare (90,7%).

E l’Italia è indietro rispetto agli altri Paesi europei sia per la diffusione della banda larga che per l'accesso generale al web.
Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiede un accesso Internet da casa, l’Italia è al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%. Vicini all’Italia troviamo paesi come Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca registrano un tasso di penetrazione che supera l’83%.
Se guardiamo, poi, le famiglie che possiedono un accesso mediante banda larga, anche in questo caso l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56%. Valori vicini a quello dell’Italia si riscontrano per la Slovacchia (42%), la Grecia (33%), la Bulgaria (26%) e la Romania (24%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione più che doppio.

Leggi la sintesi integrale dell’indagine

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Commenti

Internet dove, quando, perchè?

Si può pensare ad implementare “innovazione tecnologica” da casa risparmiando denaro pubblico?
Ci sono insegnanti delle scuole superiori (ad esempio)… che pur non godendo di benefici (es. travel costs, accomodations, fees) … non si scoraggiano e attraverso internet scambiano progetti ed “opinioni” cercando il bene comune, almeno ci provano.

L’idea è quella di implementare il bene comune, o no?

PS- Sorry but... potete concedere un po’ di tempo … dead lines troppo repentine?… così repentine… non consentono di far realizzare i progetti per istituti che scompaiono? Si pensava ad un nuovo indizizzo innovativo … ad esempio?
Non c’è tempo?

All the best

Agata