Editoriale

MisuraPA: una nuova sfida

In questo ultimo editoriale prima della pausa estiva torno su un tema che ci è molto caro: quello della misurazione e della valutazione nella PA. Come sapete la valutazione è al centro di tutta l’azione di Governo e più volte abbiamo scritto di quel che ci convince e di quel che ci convince meno nel nuovo decreto legislativo che su questo principio si fonda. Comunque, qualsiasi sia la vostra opinione sulla riforma “Brunetta”, non potrete che convenire che condizione necessaria per la valutazione sia  la possibilità di misurare, di costruire indicatori affidabili, condivisi, efficaci e discriminanti per le performance e per gli outcome (parola difficilmente traducibile che qui sta per quei risultati dell’azione pubblica che hanno impatto sui cittadini) della pubblica amministrazione.

L’occasione per riparlare della misurazione nella PA è data da un’impresa sfidante che abbiamo iniziato e che vedrà a settembre, alla ripresa dopo le meritate vacanze, un suo momento importante. Il progetto, di cui abbiamo per altro già parlato, si chiama “MisuraPA”, è svolto dal nuovo consorzio “NuovaPA” fatto da FORUM PA e da Lattanzio E Associati, ed ha già prodotto un sito con centinaia di indicatori (www.misurapa.it).
A settembre partirà la seconda parte del progetto e nascerà il “Club MisuraPA” ossia una comunità di pratica di addetti ai lavori della Pubblica Amministrazione, che contribuisce "dal basso" a migliorare la misurazione delle performance della PA.

Il Club vuole essere lo strumento principale per ottenere una raccolta significativa di indicatori e la costruzione di una comunità che diventi una sorta di “circolo” della misurazione. Il Club sarà quindi il “luogo” di incontro di tutti gli operatori della pubblica amministrazione che si occupano di misurazione e di qualità.
I membri del club avranno  a disposizione sul portale del progetto un'area riservata in cui:

  • condividere indicatori di performance, commentarli, crearne di nuovi e "trasferirli" ad altre amministrazioni attraverso "schede indicatore";
  • consultare la banca dati degli indicatori messi a disposizione dai membri del Club;
  • scambiare prassi operative, metodologie, documenti;
  • confrontarsi on line sul forum e migliorare la pratica della misurazione con discussioni e condivisioni.

Nella costruzione e animazione della comunità di pratica, svolge un’importante funzione di stimolo l’impegno di restituire a ciascun operatore e alla comunità tutta la conoscenza rilevata.  La banca dati degli indicatori effettivamente usati dalle amministrazioni che avranno accettato di condividere il progetto, sarà quindi messa a disposizione di ciascun operatore partecipante e sarà parte di questo sito web dedicato alla misurazione nella pubblica amministrazione.
Il Club MisuraPA si propone di rafforzare la cultura della valutazione e della misurazione nelle pubbliche amministrazioni attraverso linee di azione integrate:

  • la creazione e l'utilizzo di una banca dati di indicatori di performance che vengono spontaneamente divulgati dalle amministrazioni, e sono tante, che hanno sviluppato una cultura della misurazione del loro funzionamento;
  • un’efficace e integrata azione di comunicazione sia verso i cittadini, sia verso le amministrazioni (con seminari e convegni) che aiuti divulgare il progetto e i suoi risultati e metta le basi perché gli indici e gli indicatori siano percepiti come standard di fatto.

Il Club avrà  due modalità di lavoro:

  • on line, sul portale, dove il web consente di concentrare tutte le informazioni e di poter interagire e fruire a distanza e in qualsiasi momento del contributo di tutti;
  • incontri organizzati in seminari a partecipazione volontaria, all'interno dei quali discutere e confrontarsi sui temi della valutazione delle performance.

Come vedete ancora una volta noi crediamo che non si possa misurare né migliorare con processi unicamente top-down, ma che sia necessario un lavoro collaborativo che sviluppi, secondo la metafora  più volte da noi usata, un’intelligenza collettiva verso la “PA 2.0”.
Arrivederci quindi a settembre con il Club MisuraPA e buone vacanze e buon riposo a tutti.

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Commenti

sono a vostra disposizione

sono l'autrice del commento:(Lun, 27/07/2009 - 07:51 — Anonimo (non verificato)
caro ministro.....),
vorrei sapere con quale criterio viene formato il club che si occuperà del problema, se posso da umile b3 farne parte.
Sarei molto lieta di lavorare per un confronto costruttivo .
gradirei gentilmente una risposta a riguardo.
miriam

E' sufficiente iscriversi!

Gentilissima,
il Club MisuraPa è aperto a tutti coloro che desiderano confrontarsi sui temi e sui problemi della misuraizone delle performance della PA, apportando un proprio contributo iniziale. La condizione per partecipare è infatti condividere con l'intera community almeno un indicatore utilizzato presso il proprio ufficio/amministrazione, in modo da formare nel tempo una banca dati di indicatori che divenga patrimonio comune della PA.
Può iscriversi seguendo questo link: http://www.misurapa.it/iscrizioni/portal_factory/Iscrizione/iscrizione.2...

Misura PA

Ottima iniziativa.
Da anni mi occupo di sistemi di valutazione delle performance in sanità, settore in cui la scelta degli indicatori costituisce un problema contemporaneamente importante e appassionante.

Attendo notizie sugli sviluppi dell'iniziativa e spero di poter partecipare al “Club MisuraPA”.

Sapete perchè è impossibile

Sapete perchè è impossibile introdurre nella P.A. misuratori efficienti ed efficaci?
Perchè nella maggior parte di casi i dirigenti sono meno aggiornati, meno preparati e meno meritevoli dei loro sottoposti, quindi non hanno nessun interesse ad esaltarne le competenze, anzi meglio evitare il confronto con quest'ultimi, potrebbero fare (i dirigenti) veramente brutta figura.
Vi siete mai chiesti perchè un dirigente, nel momento in cui deve affidare gli incarichi del suo ufficio, quasi mai valuta i curricula dei prorpri dipendenti e si limita a giocare a dama coprendo le caselle scoperte (qui c'è una sezione scoperta da C2 e ci metto un funzionario C2, qui da C1 e così via) ma questi C2 o C1 hanno un forse nome? Una professionalità? Dei titoli? Un curriculum? ma che importa, io (dirigente) ho coperto la casella scoperta, sono stato quindi bravo, chi se ne frega se nella sezione che si occupa di bilancio ci ho messo un funzionario con la laurea in filosofia e nella sezione che si ocupa di contenzioso uno con la laurea in chimica.
E non mi si venga a dire che poi quel dirigente verrà penalizzato dal suo stesso illogico operato in quanto la sua incapacità organizzativa si riverberà sul mancato raggiungimento dei propri obiettivi.
Avete mai visto un contratto da dirigente, avete mai visto come sono individuati gli obiettivi da raggiungere? C'è da sganasciarsi dalle risate.
Allora mi chiedo, perchè da una parte si dice che la nostra P.A. è inefficiente e dall'altra i dirigenti (nelle relative schede di valutazione) risultano aver sempre raggiunto gli obiettivi? Che dite c'è forse qualcosa che non va, perchè delle due una:
o non è vero che la nostra P.A.è inefficiente (cosa che mi sembra molto difficile sostenere);
oppure le schede di valutazione dei nostri dirigenti (che raggiungono sempre i loro obiettivi) non dicono la verità.
Mi dispiace ma questo è un rigoroso sillogismo dal quale non si scappa; ma allora perchè il Ministro Brunetta non ci dice queste cose e se la prende invece con i fannulloni?
Conclusione: lasciate ogni speranza o voi che volete misurare (rebus sic stantibus) non ci riuscirete mai (ovviamente seriamente) per finta può darsi.

sono completamente d'accordo.

sono completamente d'accordo. Tutto ciò vale a prescindere da quanto il top management (l'alta direzione) faccia sforzi per migliorare la qualità e la performanca

sapete perchè è impossibile

Bravo!
Hai centrato il vero problema.
La mancanza di una formazione prepedeutica per i dirigenti provoca le conseguenze segnalate e gli obiettivi li raggiungono sempre perchè risultati di autovalutazione.

caro ministro.....

trovare la cura.
la pubblica amministrazione,situazione da risolvere.
io credo che il problema si possa affrontare con un semplice scambio di competenze.
in primis dando alla dirigenza ed al personale tutto il compito di individuare le carenze organizzative e strutturali.
far ruotare tutte le figure in modo che nessuno possa fare del proprio lavoro un uso quasi privato, che è poi secondo me il male maggiore.
attribuzione di risultato è forse proprio qui un altro problema che paralizza tutta la nostra amministrazione.
come si può raggiungere un risultato senza coinvolgere tutto l'organico?
perchè viene dato solo ad alcuni il frutto di questo raggiungimento?
la redistribuzione fa si che tutti si sentano coinvolti nel raggiungimento degli obbiettivi il che non è affatto da sottovalutare.
motiviamo e pretendiamo un coinvolgimento di tutta la struttura di appartenenza.
solo così riusciamo ad ottenere con il minimo sforzo di tutti il massimo risultato per tutti.
non si nasce fannulloni, ma senza una giusta motivazione lo si potrebbe diventare.
condividere il lavoro e non farne un segreto di stato,
essere sempre disponibili a trovare una soluzione condivisa,
dialogare con tutti i componenti e fare in modo che si arrivi ad una soluzione comune,
non permettere che le "simpatie politiche" del momento interferiscano con il buon funzionamento della struttura,
etc..etc...
nella pubblica amministrazione io ho incontrato persone eccezionali e non ho mai imitato quelli che non lo erano.
non demonizzazione dell'impiegato per farsi pubblicità gratuita,ma piuttosto riconoscimento di quelle che sono le vere carenze .
sono convinta che solo con il buon lavoro si può risolvere il buon funzionamento.
nella speranza che una presa di coscienza unanime possa farci affrontare con ottimismo il problema, rimango a disposizione ed in attesa che ci venga dato un segnale.

Sapete perchè è impossibile...

bravo.
Secondo me hai centrato il problema.
Brunetta ancora non se ne è accorto ma la gran parte dei problemi della p.a. italiana e della sua scarsissima efficienza dipendono dalla assoluta inadeguatezza del management (piccolo e grande).

sono assolutamente d'accordo

sono assolutamente d'accordo con voi!!!!

modalità di scrittura dei vostri messaggi, tutti

Sui contenuti dei vostri messaggi sono d'accordo, e li leggo sempre con interesse. Per quanto riguarda gli indicatori di valutazione si tratta di un problema quasi insolubile, perché solleciterà i più furbi a escogitare gli espedienti più stravaganti, per usare un serafico eufemismo!
Mi irrita moltissimo, però, e l'ho già scritto, che la maggioranza dei vostri testi si debba leggere, e STAMPARE, su sfondo colorato, perché si consuma troppo il toner. Poiché chi vi legge lavora in genere nella Pubblica Amministrazione, si tratta di uno spreco che non aiuta nessuno. Anzi!
Ovviamente è possibile ogni volta togliere lo sfondo prima di memorizzare il vostro articolo o stamparlo, ma spesso non si vuole sprecare tempo o si stampa direttamente, senza pensarci.
Comunque, auguri e buon lavoro, ..e grazie per il vostro impegno.

Partecipazione a Club

Mi sfugge una cosa: come è possibile prendere parte a questo "club"? Saluti

Valutazione e merito

Sentite, non mettela giu' dura sulla valutazione di chi merita e di chi no.-
Troppi dipendenti pubblici non sono efficenti ed efficaci nel lavoro
di tutti i giorni.- I capi nei vari uffici ci sono e in abbondanza.- Pertanto
si vede ad occhio nudo chi opera con profitto e lavora e chi no.-
Non ci sono scuse che tengano.- Bisogna sfrondare il bosco di chi
batte la fiacca.-
Pier

Valutazione, merito e ....demerito

Questo è il commento di un "non PA".
E' importante definire i parametri di valutazione per le attività della PA.
Penso che sia molto importante non limitare la valutazione ad astratte entità quali la PA, l'amministrazione XY etc., ma occorre anche calare la valutazione su chi opera per premiare i bravi (a tutti i livelli) e scoprire e ..."sfrondare il bosco di chi batte la fiacca" ....capi e gregari che siano.
Finchè non saremo capaci di indirizzare premi e rimbrotti verso persone fisiche identificate, continueremo ad aprire tavoli di discussione, chiaccherifici specializzati ed inefficenza diffusa nella qual i bravi saranno penalizzati ed i "meno bravi" vivranno felici.
E per concludere un tema di discussione: "Un capo che non sa far lavorare bene i propri collaboratori è altrettanto colpevole di un capo che non sa valutare i propri collaboratori?".
Attilio A. Romita