Articolo

La telemedicina è realtà in Val d'Ossola

Trenta pazienti nei primi novanta giorni di operatività e trecento nell'arco di tutta la sperimentazione triennale. E' questo l'obiettivo del nuovo servizio di telemedicina avviato dall’Azienda Sanitaria Locale del Verbano Cusio Ossola. Pazienti che potranno essere seguiti e curati direttamente da casa, senza dover andare dal medico.

Nato dalla collaborazione fra Regione Piemonte, (Assessorati Innovazione e Salute), Provincia del Verbano Cusio Ossola, ASL VCO e CSI-Piemonte, il progetto permette di assistere e seguire on line in tempo reale pazienti affetti da alcune patologie croniche: scompenso cardiaco, diabete, broncopneumopatia e malattie oncologiche. Il tutto grazie alle tecnologie ICT e a dispositivi medici specifici, che vanno a completare la normale offerta di servizi specialistici e ospedalieri.

L’iniziativa, che ha potuto contare sul supporto tecnico del CSI-Piemonte nella definizione del modello organizzativo e nella fase di avvio operativo presso l’ASL, è stata finanziata dall’Assessorato regionale all’Innovazione e permette di ridurre al minimo la necessità dei pazienti di recarsi in ospedale. Ognuno di loro sarà sempre in contatto da casa sua con un team medico che analizzerà i dati raccolti dagli strumenti installati nelle abitazioni. Per ogni anomalia scatteranno tutti i controlli previsti dai protocolli medici: dalla rimodulazione dei farmaci alla visita del medico, fino al ricovero.

A garantire l’erogazione del servizio di telemedicina è un’apposita Centrale Operativa, gestita dall’associazione di imprese che si è aggiudicata la gara indetta l’anno scorso dal CSI.
Fra i numerosi compiti della Centrale quelli di attivare il servizio a casa degli utenti, ricevere i dati clinici delle persone prese in carico, organizzare le informazioni in una banca dati accessibile ai vari operatori che hanno in carico gli utenti, fornire teleconsulenza infermieristica mediante checklist e protocolli concordati con l'ASL e provvedere alla manutenzione delle apparecchiature installate.

«Si tratta di un’iniziativa – ha commentato il Direttore Generale dell’ASL VCO Ezio Robotti – doppiamente innovativa. Da un lato, infatti, garantisce l’interazione fra tutti i soggetti coinvolti, dai medici di famiglia agli specialisti ospedalieri. Dall’altro si è scelto di sperimentare un modello a più patologie, più utile per il cittadino ma sicuramente più complesso per i protocolli da seguire e per le tecniche da utilizzare. Ma sarà anche un modo per cercare di diminuire la pressione sui nostri ospedali, grazie a strumenti sofisticati ma molto facili da usare da parte dei pazienti».

Nessun voto