L’informazione tra vecchi e nuovi media: trasformazioni e opportunità

Nell’era di internet e del web 2.0 come cambia il giornalismo e, in particolare, il giornalismo d'inchiesta? Michele Mezza, vicedirettore di Rai international, modera il convegno, sollevando nel corso dell’incontro una serie di questioni: il processo di disintermediazione indotto dal web, per cui gli individui, scindendosi dalla massa, si stanno "mettendo in proprio" e i mediatori (tra questi i giornalisti) stanno perdendo la loro funzione; la moltiplicazione delle fonti e il problema della velocità e dell'attendibilità; la radicalizzazione dei generi; le notizie come pratica sociale (in molti casi, vedi 11 settembre 2001, la maggior parte dei "racconti" non sono arrivati da fonti professionali, ma da persone che non fanno i giornalisti per mestiere). Mentre giornali e Tv hanno un pubblico, internet ha dei coproduttori: è questa differenza, sottolinea Mezza, a modificare la geometria dei rapporti. Ci dobbiamo chiedere: perché su internet i prodotti partecipativi vincono rispetto a quelli proprietari? E perché il giornalista non deve cogliere le opportunità offerte dalla rete, vedendola come un mezzo alternativo e non come una propaggine del mezzo tradizionale?
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