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La telematica a supporto del mercato del lavoro

Il 1° marzo le comunicazioni obbligatorie che i datori di lavoro, o i consulenti in loro vece, devono trasmettere agli organi competenti viaggeranno solo in via telematica. E' quanto prevede un decreto firmato dai ministri Damiano e Nicolais per eliminare adempimenti burocratici ormai superflui ed effetturare un monitoraggio del mercato del lavoro utile a realizzare politiche basate sulla conoscenza puntuale delle esigenze del Paese.

Le comunicazioni obbligatorie
Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e attori del sistema del lavoro promette di cambiare a partire dal primo marzo. A stabilire le nuove modalità di comunicazioni è un Decreto, firmato lo scorso 30 ottobre 2007 dai ministri Damiano e Nicolais, rispettivamente per il dicastero del Lavoro e per quello delle Riforme e Innovazioni nella PA Il tema è quello delle comunicazioni obbligatorie, cioè le informazioni che tutti i datori di lavoro pubblici e privati, o i consulenti in qualità di intermediari, devono trasmettere in caso di assunzione, proroga, trasformazione o cessazione di un rapporto di lavoro. La vecchia procedura prevedeva che i datori di lavoro inviassero un documento per ciascuna amministrazione coinvolta: centri per l'impiego, INPS, INAIL e Ministero del Lavoro. Il provvedimento arriva dopo una norma prevista dalla Finanziaria 2007 che stabiliva l'obbligo di comunicare con un giorno d'anticipo i movimenti del lavoratore. Le nuove disposizioni stabiliscono due importanti novità: anzitutto basterà compilare un unico modulo che sarà valido per tutti gli enti ed in secondo luogo dal 1° marzo questo modulo dovrà essere inviato esclusivamente per via telematica.

Le soluzioni tecnologiche
Il Decreto Interministeriale prevede che presso ogni Regione e Provincia Autonoma sia garantita la disponibilità di procedure applicative utilizzabili dai soggetti abilitati (aziende, pubbliche amministrazioni, consulenti del lavoro ed associazioni di categoria dei datori di lavoro) per effettuare l'invio dei moduli, nonché delle infrastrutture tecnologiche per la fornitura dei servizi di connettività ed interoperabilità, necessarie per trasferire le informazioni anche agli enti previdenziali ed assistenziali, all'ispettorato del lavoro e allo sportello unico per l'immigrazione. Le regioni che non hanno un proprio sistema informativo (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Molise, Sardegna e Sicilia) interoperabile hanno accesso ad una soluzione tecnologica transitoria realizzata dal Ministero del Lavoro. Mediante gli strumenti di cooperazione applicativa su cui il sistema è basato, la comunicazione inviata al Ministero verrà inoltrata in modo automatico agli altri destinatari istituzionali. In particolare, attraverso la porta di dominio (PDD) messa a disposizione dal Ministero, le comunicazioni inviate tramite il sistema delle Comunicazioni Obbligatorie potranno essere re-inoltrate ai sistemi locali (regionali e provinciali) di competenza. Le Regioni che invece hanno già un proprio Sistema informativo sono quelle che al momento trovano più difficoltà, come testimoniato da un comunicato stampa dell'ordine dei Consulenti del Lavoro pugliesi, contestato però dai responsabili dell'amministrazione regionale.

Una banca dati per il monitoraggio del mercato del lavoro
Il sistema delle CO mette a disposizione del Ministero gli strumenti in grado di fornire un monitoraggio in tempo reale dei flussi delle comunicazioni, che verranno archiviate in una banca dati dalla quale sarà possibile estrarre numerosi indicatori utili a caratterizzare l'andamento del mercato del lavoro, sia a livello nazionale che locale. Nel sistema confluiranno anche le informazioni in possesso delle società autorizzate all'attività di intermediazione e selezione e le inserzioni delle aziende in cerca di lavoratori. Questi dati andranno a formare la borsa del lavoro, già prevista dalla legge 30/2003 (la cosiddetta legge Biagi), che ha sostanzialmente le stesse finalità assegnate sei anni prima al Sistema Informativo del Lavoro, progetto rimasto sostanzialmente sulla carta nonostante vari tentativi d'avvio. Le informazioni della Borsa del Lavoro, se correttamente gestite potrebbero dare un contributo decisivo all'individuazione di problemi, esigenze e caratteristiche del mondo del lavoro. La banca dati potrebbe, dunque, diventare la base conoscitiva per individuare gli interventi più opportuni dal punto di vista normativo e amministrativo per assecondare le dinamiche positive del mercato e fronteggiare le situazioni di crisi. Si potrebbe sperare che le scelte relative a tipologie contrattuali, ammortizzatori sociali, prestazioni assistenziali e previdenziali, possano essere prese a ragion veduta, basate non più, o non soltanto su considerazioni astratte, politiche, o populistiche, ma costruite partendo dai bisogni reali del paese e dei suoi cittadini.

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