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Giovani idee cambiano l’Italia

WHAT IS DA BIG IDEA

by Cassidy Curtis

Creatività, talento, inventiva, spirito di iniziativa e capacità progettuale. Sono le qualità dei giovani “under 35” che hanno partecipato al Concorso “Giovani idee cambiano l’Italia”, promosso nel 2007 dal Ministero per le Politiche giovanili e le Attività sportive (POGAS), dal quale sono venute fuori “64 buone ragioni per avere fiducia nel nostro Paese”. Così sono stati ribattezzati, infatti, i 64 progetti selezionati tra gli oltre 3600 presi in esame per le quattro categorie previste dal bando: Innovazione tecnologica, Utilità sociale e impegno civile, Sviluppo sostenibile, Gestione di servizi urbani e territoriali.

 

Dopo la premiazione, che si è tenuta il 21 febbraio scorso, sta partendo ora la fase operativa, grazie ai 2 milioni di euro messi a disposizione dal POGAS attraverso il Fondo per le Politiche giovanili: ogni progetto finanziato potrà ricevere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 35mila euro. Uno degli obiettivi del concorso, infatti, è offrire a queste idee innovative l’opportunità di trasformarsi in realtà, di passare dalla fase di ideazione a quella progettuale e, infine, alla realizzazione concreta. Insomma, dare un’occasione ai progetti più meritevoli, selezionati con cura, superando da un lato gli ostacoli che spesso si incontrano sul mercato dei capitali per questo tipo di iniziative, dall’altro la logica dell’assistenzialismo e dei finanziamenti “a pioggia”.
L’erogazione dei contributi sarà gestita dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (ex Sviluppo Italia), che si occuperà anche di monitorare lo svolgimento e i risultati del bando e di affiancare i vincitori, per aiutarli a perfezionare la fattibilità dei progetti e agevolarli nella preparazione della documentazione e nello svolgimento delle pratiche burocratiche.

La prima edizione del concorso “Giovani idee cambiano l’Italia” ha visto la partecipazione di oltre 15mila giovani tra i 18 e i 35 anni (divisi in 3.600 gruppi di almeno 4 persone). Quasi equamente divisi tra uomini e donne e tra occupati e disoccupati, provenienti da tutte le Regioni della penisola (anche se con una leggera prevalenza del Sud Italia), con un alto titolo di studio (nella maggioranza dei casi laureati): questo l’identikit dei giovani che hanno partecipato al concorso. Il settore più premiato è stato quello dell’Innovazione tecnologica, con 25 progetti su 64; a seguire, Utilità sociale e impegno civile (22 progetti), Sviluppo sostenibile (12) e Gestione di servizi urbani e territoriali (5). Destinatarie dei progetti vincitori saranno soprattutto le Regioni del Centro-Sud (prime in classifica, Campania, Lazio, Sicilia e Puglia).

Tra i progetti selezionati, alcuni puntano sull’uso delle tecnologie in chiave di sostenibilità (come il sistema informatico per la gestione del “pool-car” per gli studenti dell’Università di Salerno, o l'albero-arredo urbano capace di produrre energia pulita); altri su servizi per migliorare la qualità della vita di persone in difficoltà (come la piattaforma informatica per il monitoraggio da casa delle condizioni cliniche dei pazienti, il progetto Dhomotica per facilitare la vita e la sicurezza di anziani e malati all’interno dell’ambiente domestico, il lettore multimediale per persone con disabilità motoria, il percorso museale per non vedenti); altri ancora su servizi a beneficio della collettività, in particolare per potenziarne la sicurezza (tra questi, il computer di bordo per mezzi pubblici e ambulanze, un sistema di brockeraggio on line per acquisti consapevoli, un software per regolare i percorsi ciclabili, un sistema di monitoraggio elettronico per prevenire gli incendi). Ma non mancano progetti dedicati alle scuole, alla comunicazione sociale, alla promozione turistico/ambientale. Molto originale il progetto Walls di Roma, vincitore nell’area Gestione dei servizi urbani, che prevede l’assegnazione ai “graffitari”, o writers, di spazi pubblici, periodicamente fotografati, reimbiancati e resi di nuovo disponibili, in modo da valorizzare l’espressione giovanile limitando gli atti vandalici.
Se e in quale misura queste giovani idee innovative cambieranno davvero l’Italia si potrà sapere solo fra qualche tempo: mettere in pratica un progetto è spesso un percorso ad ostacoli. Per ora, l’unica certezza è che avranno comunque una chance per essere realizzate.

 

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