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Le tecnologie innovative per la sicurezza partecipata

Chiunque si trovi a governare una comunità non può fare a meno di confrontarsi quotidianamente con le esigenze di sicurezza dei cittadini, il che significa anche agire sulla sicurezza percepita, quindi garantire un ambiente che dia serenità a chi ci vive.
Per fare questo è necessario agire secondo tre principi, come ha evidenziato il Generale Pasquale Lavacca dell’Arma dei Carabinieri nel corso del convegno di presentazione di TechFOr a FORUM PA ’08:
- coinvolgimento, tutti devono sentirsi coinvolti nelle problematiche della sicurezza;
- condivisione, ovvero individuare insieme gli obiettivi per cui bisogna operare;
- compartecipazione, tutti, ciascuno con il proprio ruolo e nel rispetto delle competenze, devono contribuire a raggiungere questi obiettivi.

Questo, ha ricordato Lavacca, vale soprattutto quando si parla di prevenzione, azione che è al centro di tutte le politiche di sicurezza. 
Ecco quindi il concetto di sicurezza partecipata, che significa coinvolgere in un’azione comune e condivisa i diversi attori: istituzioni, forze dell’ordine, operatori del sociale e della scuola, imprese e cittadini, nel pieno rispetto delle competenze e delle prerogative di ciascuno. Le sinergie, infatti, migliorano l’intervento delle forze dell’ordine sul territorio e anche i cittadini possono contribuire esercitando un controllo informale.
In questo scenario, le tecnologie innovative possono favorire in modo dirompente il controllo del territorio, la collaborazione e lo scambio di informazioni. Alcuni di questi strumenti, già in uso alle forze dell’ordine, sono stati illustrati dal Generale Lavacca nel corso del convegno.


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