Editoriale

Spostiamo l’attenzione verso l’82%, ovvero al buio tutti i gatti sono grigi

Ho visto con molta attenzione la campagna del Ministro Brunetta per la trasparenza delle retribuzioni e dei tassi di assenteismo. Delle retribuzioni  e dell’illusione del salario incentivante ho parlato nello scorso editoriale, oggi vorrei soffermarmi con voi sui famosi tassi di assenteismo.

Quando ci sono i numeri sono quelli che devono parlare. Allora qualche semplice calcolo sulle tabelle che il sito del Ministro Brunetta mette a disposizione: su 1.139 dipendenti del “gruppo” (i Dipartimenti della Funzione Pubblica e dell’innovazione, l’ARAN, il Formez e la Scuola Superiore) ci sono 54.489 giorni di assenza l’anno che fanno in media quasi 48 giorni a dipendente, se leviamo le ferie, che spettano in media per poco meno di 30 giorni, otteniamo circa 18 giorni l’anno di altre assenze (malattia, permessi, permessi sindacali, leggi agevolative della maternità, dello studio ecc.) ossia un tasso di circa il 6,9% sul monte totale dei giorni lavorativi annui.

Facciamo finta che questo sia un campione attendibile della PA centrale e traiamone qualche conclusione. Certo non è un dato splendido, ma nel privato oscilliamo, a seconda dei settori, dal 5% al 7%. Allora tutto bene? Magari! Purtroppo, come sappiamo, la PA funziona male e costa troppo. Il problema è che forse stiamo rischiando di polarizzare troppo l’attenzione su un indicatore che giustamente va misurato e tenuto sotto controllo (se i 18 giorni di assenza del “gruppo” di Brunetta sono tutto sommato nella media, i 38 del Comune di Roma ci fanno giustamente gridare allo scandalo!), ma che ci dice solo quel che può dirci: ossia se il dipendente è o non è in ufficio. Non ci dice invece quel che più ci premerebbe: se è in ufficio lavora? E se lavora, produce? E se produce, quel che fa è utile ed efficace? E se lo è, quel che fa potrebbe essere fatto meglio e a minor costo?

Insomma la mia proposta è di spostare rapidamente l’enfasi dal 18% di assenze tra ferie, malattie e permessi, all’82% di presenze. È lì che mi pare ci sia da spendere tutta l’intelligenza del management e della politica, ma anche del sindacato (e per favore evitiamo i “coup de theatre” e i tavoli rovesciati! …non è proprio aria!) per studiare indicatori condivisi di performance, ma sopratutto di risultato in termini di servizi resi ai cittadini e alle imprese. In termini, cioè, di “restituzione” di valore ai contribuenti.

Vorrei chiudere riportandovi un brano di una delle tantissime lettere che mi arrivano o direttamente (carlo.mochi@forumpa.it) o come commento ai nostri articoli sul nostro sito. È una lettera firmata, ma la riporto anonima perché è arrivata sulla mia casella:
Penso proprio che il Ministro stia sparando sulla  folla con il rischio di ferire qualcuno che non c’entra per nulla e tutto questo fa  presa sugli italiani, che si sa cosa pensano degli statali e comunali: sempre a  casa o a bere il caffè. Io lavoro al Comune di xxxxxxxx e francamente mi faccio il mazzo!!! Ho due figlie gemelle e dunque chissà forse sono tra le assenteiste visto che ho fatto la maternità (il minimo del minimo consentito visto che ho lavorato con un pancione da spavento fino ai 7 mesi, per partorire dopo 20 giorni). Gli obiettivi affidatimi dal comune? tutti raggiunti e oltre il 100%. Ma mi pare di capire che in quelle pubblicazioni faccia testo solo il numero delle assenze...poco importa se da casa ero sempre in linea col mio ufficio e che poi abbia quasi perso i compensi incentivanti perché non figuravo al lavoro. Pazienza....non polemizziamo……”

Io, nei miei quasi quarant’anni di lavoro, ho fatto anche l’operaio e per un periodo non breve (una decina d’anni tra una cosa e l’altra) e lì si impara subito che è controproducente controllare con il cronometro il tempo passato al gabinetto, perché se un dipendente vuole fregare il padrone…lo frega comunque! Quel che contava lì e che conta a maggior ragione per il lavoro pubblico può essere solo la motivazione, la soddisfazione del lavoro ben fatto e principalmente la certezza che se ti impegni sarai riconosciuto. Quel che è deleterio è il crepuscolo in cui tutti i gatti sono grigi…
Finisco, visto che mi sono lasciato trascinare in ricordi lontani, con un proverbio operaio romano “E’ mejo lavorà co’ chi nun te paga... che co’ chi nun te capisce!
Se è vero che al buio sono tutti grigi…sarà ora di accendere qualche riflettore e capire questi gatti di che colore sono! 

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Commenti

La Pubblica Amministrazione

La Pubblica Amministrazione è da sempre una zona griggia del Paese.
Questo però lo vuole la POLITICA, perché così fa meglio i propri comodi....
Perché si parla dei lavoratori e non si parla di chi li dovrebbe formare, utilizzare, dirigere????
I dirigenti, i responsabili dei centri di spesa, sono pagati da nababbi, e praticamente non hanno alcuna responsabilità reale, tant'è che sforano i tetti di spesa assegnatigli, creano debiti paurosi,(vedi Alitalia, Ferrovia, Asl, Asi, Enti vari) dobbiamo dare loro stipendi annui di 300-750 mila euro e anche la buon'uscita di decine di milioni di euro....per il danno che causano all'erario cioè a tutti noi.
E' il paese delle meraviglie per questi signori e i loro compari POLITICI che li propongono li nomina li proteggono e noi.. guardiamo il povero lavoratore con 1000 EURO.

I GIORNI NON LAVORATI NEL PUBBLICO IMPIEGO.... POI...." SONO 36 (ESATTAMENTE 32+4) E NON 30 I GIORNI DI FERIE MEDIAMENTE PER CONTRATTO", RIFATE LE PERCENTUALI DI ASSENTEISMO E INDIVIDUATE I SETTORI, VEDRETE LE SORPRESE... MA INCOMINCIATE DA ROMA E DAI COLLABORATORI DEI MINISTRI. grazie
E' doveroso lavorare per un dipendente pubblico o privato, è dovuta la disponibilità verso l'utenza, è fondamentale dare risposte immediate, ma per fare questo basta semplificare le procedure, dare i mezzi tecnologici adeguati, e cancellare le norme che bloccano la velocizzazione. Se tutti facciamo opera di verità alla fine avremo un paese con una coscienza pubblica. Ma dire la verità significa dover ammettere la realtà anche quanto è scomoda. Verità ed esempio sono le migliori scuole di vita e la guida ferma per i nostri giovani, sacrificati oggi da una società di anziani che difendono con faziosità privilegi a volte vergognosi.

Condivido pienamente. Lavoro

Condivido pienamente.
Lavoro come privato per la Pubblica Amministrazione Locale e sono a contatto quotidiano con i dipenedenti comunali.
Non sono costitruzionalmente una categoria di fannulloni ma semplicemente persone che, salvo eccezioni, non ricevono incarichi precisi con scadenze da rispettare e misure di rendimento.
Quindi, anche i più volonterosi, si abituano a fare poco o niente tanto non cambia nulla.

82%

Condivido. Studiamoli per favore qs indicatori di performance e risultato, misuriamoci e rendiamo pubblico il risultato!

gatti grigi

E' vero: occorre spostare l'attenzione sul "come" si lavora nella PA, ed è giusto un sistema che premi i meriti. Il timore, già in questa "seconda fase", è che i meriti vadano ai soliti amici...
Ma sorvoliamo su ciò perchè mi premeva sottolineare invece come la PA "costi troppo". Riporto alcune conclusioni del "libro bianco della Cisl", ricerca dell'Eurispes presentata a fine 2007: «... Gli stipendi pubblici italiani sono tra i più bassi in Europa, nettamente inferiori a quelli francesi, tedeschi, spagnoli ed inglesi. (...) Il costo delle retribuzioni del personale incidono sulla spesa pubblica solo per il 22,7%. La spesa si è stabilizzata : serve un’accorta politica di turn-over per riequilibrare e non per tagliare» e l'incidenza sul Pil è in linea con quella di altri Paesi Europei: «I Paesi che gravano di più sul Pil per la spesa per il Pubblico Impiego sono la Danimarca e la Svezia (18,1%), seguiti dalla Finlandia (17%), dalla Francia (12,8%), dall’Austria (12,7%), dall’Italia (12,5%), dalla Spagna (12,3%), dal Regno Unito (11,7%), dalla Germania (10,1%) e, per finire, dai Paesi Bassi (8,6%)» )

Quindi, credo il giudizio non sia in termini meramente economici giacché questi perdono un po' di peso di fronte alle cifre emerse dalla ricerca; ricerca che però - stranamente - non ha avuto molto risalto. Direi, in conclusione che lo Stato funziona perchè c'è una bella fetta di persone che lavora...anche per qualcun altro.
Ringrazio dell'ospitalità.

Problemi di coscienza!

Leggo e partecipo, con interesse, a tutto ciò che possa riguardare la P.A., da cittadino, utente e...aspirante lavoratore del pubblico impiego...mah! Sono una trentenne laureata in Scienze della Comunicazione, lavoro per una Cooperativa sociale con mansioni amministrative in un Ospedale da 5 anni. Vorrei commentare la proposta del Ministro Brunetta sugli assenteisti e gli sprechi della P.A.. Premesso che gran parte dei "privilegi" riconosciuti ai lavoratori, in particolare del settore pubblico, sono diritti acquisiti dopo anni di lotta sindacale, e per tanto meritano il giusto rispetto!
Per esperienza, però , ricoprendo nella vita vari ruoli sociali (utente, studente, lavoratore, ecc.), ho potuto constatare che purtroppo, per molti, questi diritti sono diventati dei giorni di vacanza aggiuntivi, per diversi motivi, poche volte e solo in qualche caso, utilizzati per necessità.
Forse perchè in Italia manca una vera cultura del lavoro, perchè il danno reale non è mai veramente tangibile, la colpa in Italia è sempre di quel qualcuno (politico, extracomunitario, tangentista di turno ecc.)... Ma da cittadino, posso solo confidare nella buona fede di quanti non si presentano sul posto di lavoro, per i più svariati motivi...ciò che merita un pò più di attenzione, secondo il mio modesto parere, è la categoria del lavoratore che, pur fisicamente presente, forse, (beh! la timbratura attesta che il lavoratore è presente!) non espleta la mansione che gli compete.
Potrei fare diversi esempi, è capitato a tutti, no? Purtroppo questa è una storia vecchia, nei manuali di comunicazione pubblica si descrivono leggi e metodi per recuperare la fiducia del cittadino, attraverso la trasperenza, la qualità, l'efficienza, l'efficacia, la competenza, l'ascolto...ma il dipendente pubblico spesso ha la memoria corta, solo quando assolve il ruolo di cittadino/utente, si rende conto che qualcosa in Italia non và, borbottando e lamentandosi ad alta voce, apre il suo giornale...trova il suo capro espiatorio!
Il giorno dopo a lavoro avrà di che raccontare!
Quindi, ben vengano i controlli, ma Gent.mo Ministro, facciamo attenzione...quantità non sempre è qualità...comunque meritevole l'interesse, da qualche parte si dovrà iniziare...per smuovere la coscienza! (o l'autocoscienza?).

F.M.

Condivido appieno i commenti

Condivido appieno i commenti fatti da chi dentro la Pubblica Amministrazione ci vive e lavora. Il problema è della classe dirigente e della politica che di tale classe gestisce e dispone carriere, poltrone, incentivi, compiti. I risultati di un certo tipo di gestione, scusate, ma dovrebbe proprio essere ricercata in tale ambito. Altrimenti quanto sta succedendo rimarrà solo un'operazione di facciata per raccogliere consensi, giusta nel fine, ma assolutamente parziale nella ricerca di una soluzione efficace circa il funzionamento della Pubblica Amministrazione. Non soffermiamoci solo alla lettura dei numeri, che possono essere interpretati in tanti modi, ma proviamo a farci un giro ed una chiacchierata con chi in certi ambienti opera e lavora, troverete che i problemi veri sono altrove. Ma potrà mai la politica rinunciare a gestire per suoi fini la pubblica amministrazione? E allora addosso a chi fa dieci giorni in più di malattia all'anno ... è li che sta il problema!! Intanto gli anni passano e l'Italia scende sempre più giù

Perchè evidenziare le assenze delle donne?

Concordo con i contenuti dell'articolo, in particolare sull'obiettivo di individuare indicatori condivisi e capaci di dare finalmente "valore al lavoro". Un ragionamento approfondito andrebbe fatto suo ruolo della dirigenza.Ma vorrei oggi sottolineare un dato: sempre e comunque viene evidenziato il tasso di assenza delle lavoratrici,omettendo sempre di dire che dentro quelle assenze ci sono maternità,congedi parentali, assenze per il lavoro di cura di familiari anziani o gravemente ammalati.Lì c'è la contraddizione di un sistema a forte presenza femminile, che continua a non essere in grado di valorizzarne il potenziale ed anzi ne sottolinea implicitamente una-molto presunta-inaffidabilità. Eppure proprio dal lavoro delle donne potrebbe partire il rilancio della PA.Se lo si volesse,però. Il chè, visto il silenzio assordante sull'argomento, mi pare non sia. Forse davvero questo meriterebbe una riflessione ad hoc, che sarebbe opportuno iniziare.Senza pregiudizi e finalmente con consapevolezza.

'u pisc puzza da la capa

Al di là delle statistiche, posso portare un contributo come ex funzionario pubblico, ridotto in pensione anzitempo per disperazione! Mi sono rimesso a fare la libera professione piuttosto che appendere la mia laurea al chiodo per far piacere al capo. Già, perché nella P.A., e non parlo solo per me, le professionalità ci sarebbero pure, ma vengono schiacciate da capi incompetenti, gente che fa carriera nei salotti o nelle anticamere dei politici e che possono privilegiare una corte di incompetenti, tanto l'impresa non fallisce mai, paga Pantalone! Il risultato dell'assenteismo si spiega anche così: la mancanza di motivazione. Premiati quelli che dicono di si, punito chi dimostra di nutrire un libero pensiero supportato solo dal suo senso morale e dalla sua professionalità. Ormai nell'apparato statale è difficile trovare qualche capo che sia sensibile ad uno solo di questi due temi: ciò che più importa è la capacità di vendere fumo. Giustissimo quindi puntare sull'82%, ma ricordiamoci..."'u pisc puzza da la capa!"
Mi permetto inoltre di far notare come l'Italia sia rimasto l'unico Paese di comunismo reale, quello che forse non si è conosciuto nemmeno nella Russia di Breznev. Non ci sono solo capi corrotti e incompetenti, ma un sindacato (senza distinzione di sigla) che mentre partecipa alla spartizione della torta, non difende "i lavoratori", come sostiene di fare, ma solo i fannulloni. Basta avere "la tessera" per godere dell'impunità. La gente non ha bisogno più di statistiche, sa benissimo come stanno le cose: la difesa partigiana di questi "lavoratori", la paga tutti i giorni alla richiesta di un qualsiasi servizio. Così l'interesse di parte finisce sempre per prevalere sull'interesse comune. Potrei scrivere tomi sulla mia esperienza pubblica, ma credo possa bastare così. Raddrizzare la canna viziata? Mah!... buon lavoro...buona fortuna

La grande anomalia di questo

La grande anomalia di questo paese é che nella piramide della pubblica amministrazione, tutti i vertici, anche quelli intermedi, vengono scelti per motivi clientelari, politici e nepostisti, che nulla hanno a che fare con il merito. Poi, arrivati alla base (cioé quelli che lavorano) si pretende trasparenza e meritocrazia e si addossa a quest'ultima la responsabilità delle disfunzioni. Dal Ministro Brunetta, per esempio, non ho sentito una parola sullo scandalo delle università italiane, tutte a "conduzione familiare", dove non si entra e non si fa carriera se non sei filgio di.., moglie di... o amante di...
Tutto ciò determina una incapacità dirigenziale che é la prima e vera causa dei mali dell'amministrazione pubblica. E risulta che qualcuno di questi signori abbia mai pagato? Noi abbiamo una catena di comando fatta di incompetenti e carrieristi, agganciati a carri politici e proni nei confronti del potere. E cosa il signor Brunetta? Colpisce tutti, senza distinzioni, bravi e non, lavoratori e non. E' accettabile tutto questo da parte di una classe politica discreditata agli occhi del paese? Di una Parlamento che, non dimentichiamolo, conta 82 indagati e 25 condannati in via definitiva? Quale autorità morale hanno per riversare fango sui dipendenti pubblici? Adesso si dice che partirà la fase due. Perché quale sarebbe stata la fase uno? Forse la sconfitta dell'assenteismo basata su una rilevazione che contava 27 amministrazioni su 9.000 e 7 Comuni su 8.000?
Questa sarebbe statistica? E nella fase due, quale sarebbero gli strumenti e le risorse per premiare i migliori? E dunque, tolto il fumo ciò che resta, purtroppo, mi sembra solo propaganda.

l'82%

é vero, guardiamo all'82%. Ho lavorato alcuni anni all'Agenzia delle Entrate: le attività di supporto (personale, amministrazione interna, acquisti, audit) hanno raggiunto lo scorso anno un incidenza vicina al 20%, una percentuale esorbitante! nelle aziende americane le attività di supporto alle aree di business non devono superare l'8/9% altrimenti si va incontro al fallimento! Le cause di questa gestione: varie; vediamo alcune. 1. Non si assumono specialisti: si preferisce, dopo aver investito in formazione tributaria, destinare dei buoni funzionari tributari a svolgere (male) attività per le quali non sono preparati e ci si ritrova dei laureati in legge o in sociologia a fare gli acquisti e persino gli informatici, laureati in economia e commercio fare le selezioni del personale o la comunicazione interna. 2. i dirigenti generali sono nella grande maggioranza assolutamente incompetenti, quelli competenti vengono lasciati ai margini dell'organizzazione (mandati in Puglia o in Val d'Aosta) senza la possibilità di incidere oppure, ancora peggio, allontanati per effetto di spoil system o per licenziamento. 3. non si investe in innovazione e quando lo si fa, per i motivi di cui al precedente punto 2., il risultato è scadente: ancora adesso il sistema informativo della fiscalità è frammentato in circa un migliaio di applicazioni "silos" con una o più basi dati asservite a ogni applicazione; ancora più scadenti, quando esistono, sono proprio le applicazioni destinate alle attività di supporto!
Nonostante la suddetta analisi ritengo che ci siano margini e potenzialità per significativi miglioramenti. Il "middle management" conta su professionisti che potrebbero essere eccellenti anche nel privato e poi basterebbe collocare al posto giusto quei pochi veri top manager ora emarginati.

concordo anch'io sui capi...

... infatti è proprio così: il pesce puzza dalla testa, ha ragione il collega che l'ha simpaticamente espresso in colorito dialetto napoletano. Io sono nelle "larghe braccia dello Stato" da oltre trent'anni: ho avuto diversi capi, capetti, caporioni, caporali di giornata, dittatori di turno, "squagliossi"(vecchia categoria di capi che si appoggiava al suo sottoposto facendogli fare anche il lavoro suo e lui spariva dalla circolazione, poi tornava solo per firmare senza sapere nemmeno COSA firmava!!!) Capi incompetenti che andavano avanti solo a raccomandazioni più o meno politiche e senza concorso.. Behh quest'ultima è la categoria peggiore, ma vi posso assicurare che ne ho visti a centinaia negli anni passati... Ora ci sono più canali di controllo, filtri, concorsi pubblici, ecc... ma il malesempio, lo strapotere, il mobbing, la mancanza di trasparenza e di controllo sul loro operato rimane. Per non parlare dello stratosferico stipendio che si portano a casa rispetto all'impiegato: sono quasi tutti vecchi, restii alle nuove tecnologie, non sono previsti corsi di formazione per loro e cosa peggiore non sono assolutamente in grado di valutare i loro collaboratori... e questa gente dovrebbe controllarci? E con quale garanzia di giustizia? Quindi il caro ministro Brunetta incominciasse proprio da LORO! E non sparasse nel mucchio come al solito criminalizzando la categoria nel suo insieme, già tanto criminalizzata nell'immaginario collettivo dai tempi della cd. "guerra del cappuccino" dei primi anni 80 al punto di vergognarmi di dire a chi me lo chiede che lavoro faccio: perchè la risposta è sempre la stessa: "ahhh allora stai bene, non fai un c....!!" E' contento di questo il sor ministro e i suoi miopi predecessori?? Secondo il popolo noi non facciamo e non valiamo un c..!! Adesso quest'altro intervento a cavolo non ci voleva proprio!Eppure anche io sono un laureato anzi bilaureato, ma A VUOTO! nemmeno la soddisfazione di vedermele riconosciute non dico professionalmente, ma nemmeno formalmente ho avuto: e tanti sono come me con cultura e professionalità degne di nota, ma mai fatte emergere e premiate con i giusti riconoscimenti... Io potrei benissimo fare il capo e ne saprei più di loro e condurrei meglio.. In paesi come gli Stati Uniti non conta chi sei e che livello occupi: se vali e sei in gamba ti fanno avanzare in carriera per il bene di tutti... Ecco perchè molti nostri giovani cervelli emigrano li. In Italia conta solo il nepotismo, oppure chi ha avuto il "calcio" per vincere un concorso: poi se sul campo non vale non importa: ormai è un capo! E poi l'Italia è fatta di gente pressappochista e globalista: una cosa va male per colpa di pochi? Prendiamocela con tutti... BASTA!! In queste condizioni anche chi fa il suo lavoro è demotivato a farlo... non si può sempre accusare una categoria di lavoratori additandola al pubblico disprezzo: per quanto ci siano cifre sciorinate da questo o quell'ufficio statistico (che poi bisogna pure vedere come sono stati presi i dati) stiamo sempre parlando di minoranze che sono fisiologiche anche nel settore privato: sì, anche lì esiste l'assenteismo non lo sapevate? Però siccome non paga Pantalone non fa notizia....!!!
Non è certo con queste ventate scontate e di cattivo gusto che si otterrà la vera efficienza: ma riconoscendo le tante professionalità, capacità e spirito d'innovazione di tantissime persone che compongono il panorama del pubblico impiego con incentivi non solo economici, ma sopratutto morali e professionali... e introducendo un serio controllo dalla base sui capi, se si vuole ottenere qualcosa sul serio: altrimenti sono solo illazioni demagogiche, quando non pettegolezzi seminazizzania che non servono a nulla se non a svilire ancora di più la categoria di lavoratori più svilita d'Italia...

sono molto d'accordo con il

sono molto d'accordo con il collega. vorrei far notare al ministro brunetta che la pubblicità degli stipendi di alcuni uffici della funzione pubblica sono incompleti specialmente quelli degli organi di amministrazione. spesso allo stpendio mostrato va aggiunto quello percepito per altre cause. poi la cosa indegna che non è possibile accettare e che nella stessa struttura ci sono persone: dirigenti, funzionari con la stessa fascia o qualifica con stipendi differenti a volte fino a 40.000,00 euro annui. forse anche di questo si dovrebbe occupare il ministro rendere uniformi gli stipendi in tutta la P.A. presidenza compresa. Auguri.

Brunetta dice che "sa"

Ho ascoltato il discorso del Ministro Brunetta, che ha inteso ribadire più volte il fatto che lui conosce perfettamente le situazioni su cui intende intervenire, e pertanto non accetterà
interferenze in quanto lui "sa".
Ma se la controparte con la cui collaborazione intende avviare il risanamento della P.A. sono i Dirigenti, stiamo freschi! E mi fa dubitare che "sappia"...
Per tutte le ragioni descritte nel post precedente, e per molte altre con le quali si potrebbero veramente scrivere - come detto sopra - dei voluminosi tomi!

i dirigenti fanno,disfanno per conto del politico di turno

Concordo pienamente con il post ('u pisc puzza da la capa), nepotismo e dirigenza incapace ma legata ai politici (signorsi') fanno il duplice danno :
Costi alti e rendimento basso .
E' inutile urlare all'assenteismo , in molte realtà, sopratutto regioni e comuni , i dirigenti fanno,disfanno per conto del politico di turno e poi il conto lo paga pantalone assieme a quei 4 fessi che in ufficio ci vanno per lavorare (mobbing, giornalate etc..)
Nessuno di questi soggetti risponde di quello che fa' , non sono assenteisti , semplicemente non timbrano il cartellino spesso non ne hanno l'obbligo, poi quando la gente non ce la fa piu' danno in pasto qualche soggetto scomodo , politicamente non allineato al pubblico giudizio e voilat' il gioco ricomincia.
La soluzione ? Fate voi , io mi sto cercando un lavoro all'estero , lascio il mio posto di "ladro" a carico dello stato e saluto.
Ogni paese ha cio' che si merita. E' inutile gridare allo scandalo e poi piangere sulla spalla del politico di turno per un favore ...
82% o 18% che sia ....

Bah. Dire che dissento

Bah. Dire che dissento dall'intervento precedente è usare un eufemismo.
Mi trovo ormai da 20 anni nello stato e mi sono trovato spesso in compagnia di persone preparate (il settore è quello dei Beni Culturali ed in particolare quello del Restauro) competenti, che lavorano ben oltre l'orario di lavoro e che portano il lavoro sempre con se, nel senso che molti lavorano in realtà quasi tutto il giorno.
Nel mio caso specifico (sono webmaster) vorrei mostrare ai pontificatori del facile discorso "Statale corrotto e fannullone" i log delle operazioni fatte da casa ad orari quesi ridicoli. Me come centinaia di miei colleghi.
Il tutto per 1450 euro al mese e senza alcuna distinzione tra me e la persona che, magari, timbra,regolarmente alle 8 esce e torna (dove và) torna a ri-timbrare alle ore 14.00 con sconcertante regolarità. Forse questo è un problema. Non ne conosco molti di casi ma ne conosco.
Ma vogliamo parlare delle retribuzioni dei dirigenti???? questo si che sarebbe un discorso interessante. Scopriremmo che queste, si, sono pari al settore privato ma senza i fastidiosi inconvenienti della incertezza. Mi porti a conoscere il primo caso, se mai ci fosse, di dirigente NON confermato perchè incapace o perchè non ha raggiunto gli obiettivi..
Nel frattempo la maggiornaza delle persone che io conosco, frequento, osservo è come me.
Io gestisco 2 siti con milioni di accessi. Quale sarebbe la mia posizione se fossi in un ente privato? Quale la mia retribuzione?
Ho lavorato per 20 anni in un istituto di restauro che lavora come un dannato, produce restauri impressionanti, tiene in piedi una scuola, etc etc, etc... Partecipazioni a convegni, seminari, attività di consulenza per le Soprintendenze e altre attività sempre e solo alla retribuzione che ho prima dichiarato.

Allora raccontare luoghi comuni e banalità sui sindacati (signora mia non ci sono più le mezze stagioni) o su assenteismo e via di seguito non tiene conto di un livello di professionalità che molti organi dello stato hanno, dimostrano e mantengono.

Allora sarebbe certo preferibile parlare di queste cose. Altrimenti, mi permetta, si continua a esercitare la pratica del "finto antagonismo" che è in tutto e per tutto solo ed esclusivamente mantenimento dello status quo.

Per mille euro al mese

Io sono contenta che tu lo possa fare per 1.450 euro al mese, a me tocca farlo da cinque anni a questa parte per meno di mille ed oltretutto non ho diritto ne a ferie, ne a giorni di riposo, ovviamente non si sa cosa sia tredicesima, addirittura ore di straordinario , null'altro che aspettare cosa decidino di fare i nuovi attivisti della efficienza sui contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Eppure sparare sui fannulloni della P.A è sempre facile. Ho intravisto qualche tempo fa prima che sparissero dal web i redditi dei signori delle "giacche appese" nei grandi uffici delle superamministrazioni centrallizzate e sono sicura che i redditi annuali passavano abbondantemente i 200.000 euro.... ci potrei vivere per 10 anni..... chissà se a loro ritoccheranno lo stipendio o come al solito ritorceranno la quaestio sui nostri miseri oboli.....laurea, esperienza, capacità, know out......tutto vanificato, tutto messo su di una bilancia che deve garantire al cittadino che il nuovo governo frenerà l'inefficienza amministrativa imponendo un sano, rigoroso blocco di assunzioni e di contenimento della spesa. Vedremo a che livello arriverà questo paese, quando le persone come noi saranno salutate e mandate a casa! (i ringraziamenti non si fanno ai fannulloni!)