Editoriale

'U pisc puzza da la capa

'U pisc puzza da la capa![1]: partendo da questa colorita espressione dialettale, comprensibile credo in tutta Italia, continuiamo la nostra discussione sulle politiche del nuovo Governo per recuperare efficienza ed efficacia nella PA. Grande sintonia, almeno sugli argomenti, tra il dibattito che si è acceso sul nostro sito con decine di commenti e di repliche (se volete lo trovate sulla stessa homepage di www.forumpa.it) e i discorsi ufficiali: entrambi puntano il dito sulla dirigenza pubblica (‘a capa, appunto) e sul modo in cui viene scelta, come causa di molte inefficienze e insieme come fattore chiave di qualsiasi riforma.

Ne ha parlato ieri il Ministro Brunetta aprendo il 4° corso-concorso per dirigenti proposto dalla Scuola Superiore della PA. Nei prossimi giorni riporteremo il testo completo, ma il succo del ragionamento del Ministro è che nella amministrazione manca il “datore di lavoro”.

Anzi per dirla meglio il datore di lavoro (la politica in primis) è del tutto deficitario, perché privo di quello che Brunetta ha chiamato, con espressione chiarissima, il “piede invisibile” del mercato, ossia la prospettiva del fallimento che è sullo sfondo per qualsiasi imprenditore lassista o anche solo distratto. A questo deficit si accompagna quello della dirigenza che, senza direttive politiche né valutazioni, senza premi né punizioni non è in grado di dirigere. Una volta corrette queste due anomalie e rimessi sui giusti binari sia il datore di lavoro che i dirigenti, facendo emergere il loro “conflitto di interessi” verso i cosiddetti fannulloni, il comportamento virtuoso dei dipendenti viene da sé, perché essi non sono certo peggiori di quelli che lavorano nel privato. 

La direttrice della SSPA, Valeria Termini, ha ribadito l’importanza della formazione per la creazione di una classe dirigente pubblica adeguata e ha confermato che il corso-concorso si è basato su procedure di selezione rigorose e trasparenti e che punterà a formare dirigenti dotati degli skill necessari per un’amministrazione moderna: la capacità di negoziazione, l’orgoglio dell’identità, la capacità di rivendicare e usare autonomia e responsabilità.

A queste considerazioni ha risposto, integrandole, Franco Bassanini che ha confermato come, a suo parere, il punto carente della riforma sia proprio la dirigenza e la sua valutazione. Bassanini, poi, ha messo in luce, come uno dei fattori chiave, l’accesso alla dirigenza stessa, che solo per una parte minoritaria avviene per regolare concorso pubblico e attraverso una selezione che sia, insieme, rigorosa e rivolta al più vasto numero  possibile di candidati. A suo dire siamo però assai lontani dall’obiettivo perché, se è vero che la formazione e la selezione è un elemento determinante, quel che accade è che al corso-concorso, serio e di qualità, si affiancano, invece, innumerevoli strade più o meno trasparenti per giungere alla dirigenza. Bassanini ha poi affermato con forza il suo dissenso rispetto al blocco del turn-over per i dirigenti: se vogliamo una nuova classe dirigente dobbiamo avere il coraggio di immettere giovani sulla base di una severa e trasparente selezione e di affidar loro posti di responsabilità, mandando via (solo dopo averli valutati però) dirigenti fannulloni ed incapaci.
È necessario dire di no a qualsiasi forma di spoil system e legare retribuzioni e carriera ad una oggettiva valutazione. Infine è indispensabile, per avere dirigenti in grado di dirigere, rafforzare la loro autonomia di budget e gestionale.

Insomma una rivoluzione meritocratica su cui tutti sembrerebbero essere d’accordo. Ma allora chi è contro? Apparentemente nessuno, dice ancora Brunetta, ma nella sostanza c’è, invece, chi,  attraverso connivenze trasversali, non ha capito che l’aria è cambiata e persegue ancora interessi particolari. Lui addita una parte “conservatrice” del sindacato. Voi che ne pensate?

Proprio sulle condizioni necessarie per dirigere si fonda il dibattito di un altro appuntamento che FORUM PA sta seguendo e che si svolgerà a Torino il prossimo 19 giugno organizzato dall’Andigel, l’Associazione Nazionale dei Direttori Generali degli Enti locali. Vi arriverà presto un invito dedicato. Per il momento mi preme mettere in luce la sintonia con i principi di fondo che tutti i commentatori e i politici oggi propongono e che sono musica per le nostre orecchie: autonomia, responsabilità, carriere meritocratiche, valutazione e misurazione dei risultati…
Ne siamo lieti, peccato che sono cose che ascoltiamo da anni!

La musica questa volta è davvero cambiata? Noi lo speriamo e aspettiamo con ansia qualche segnale, ad esempio il rispetto assoluto e trasparente dell’art. 97 della Costituzione che impone l’imparzialità della PA e  il concorso pubblico per merito per accedere alla PA e a maggior ragione alla sua dirigenza. Ce la faremo?

[1] Il titolo è quello di un commento di un nostro lettore che riporto integralmente qui:
Al di là delle statistiche, posso portare un contributo come ex funzionario pubblico, ridotto in pensione anzitempo per disperazione! Mi sono rimesso a fare la libera professione piuttosto che appendere la mia laurea al chiodo per far piacere al capo. Già, perché nella P.A., e non parlo solo per me, le professionalità ci sarebbero pure, ma vengono schiacciate da capi incompetenti, gente che fa carriera nei salotti o nelle anticamere dei politici e che possono privilegiare una corte di incompetenti, tanto l'impresa non fallisce mai, paga Pantalone! Il risultato dell'assenteismo si spiega anche così: la mancanza di motivazione. Premiati quelli che dicono di si, punito chi dimostra di nutrire un libero pensiero supportato solo dal suo senso morale e dalla sua professionalità. Ormai nell'apparato statale è difficile trovare qualche capo che sia sensibile ad uno solo di questi due temi: ciò che più importa è la capacità di vendere fumo. Giustissimo quindi puntare sull'82%, ma ricordiamoci..."'u pisc puzza da la capa!"
Mi permetto inoltre di far notare come l'Italia sia rimasto l'unico Paese di comunismo reale, quello che forse non si è conosciuto nemmeno nella Russia di Breznev. Non ci sono solo capi corrotti e incompetenti, ma un sindacato (senza distinzione di sigla) che mentre partecipa alla spartizione della torta, non difende "i lavoratori", come sostiene di fare, ma solo i fannulloni. Basta avere "la tessera" per godere dell'impunità. La gente non ha bisogno più di statistiche, sa benissimo come stanno le cose: la difesa partigiana di questi "lavoratori", la paga tutti i giorni alla richiesta di un qualsiasi servizio. Così l'interesse di parte finisce sempre per prevalere sull'interesse comune. Potrei scrivere tomi sulla mia esperienza pubblica, ma credo possa bastare così. Raddrizzare la canna viziata? Mah!... buon lavoro...buona fortuna.

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Commenti

accesso alla Dirigenza

IL MINISTRO BRUNETTA ENUNCIA -RIPETO ENUNCIA- QUELLI CHE SONO I DESIDERI DI TUTTI NOI.UNA DIRIGENZA STACCATA DA PRESSIONI POLITICO/SINDACALI, DIRIGENTI PREPARATI (SECONDO ME SOPRATTUTTO NELLE MATERIE IN CUI VANNO AD INDIRIZZARE I SOTTOPOSTI, ANCHE PERCHE' E' PROPRIO QUESTO CHE FA STIMARE ED ECCELLERE : QUESTE PRETESE "DOTI MANAGERIALI" ALLA FINE NON LE HA ANCORA BEN IDENTIFICATE NESSUNO).
IL PUNTO DOLENTE STA NEL COME CONCRETIZZARE QUESTI BEI PROPOSITI.
DOPO VENTIQUATTRO ANNI DI LAVORO FORTEMENTE TECNICO HO VINTO, CINQUANTENNE, CON OTTIMO PIAZZAMENTO, UN CONCORSO PUBBLICO DA DIRIGENTE.
IL MIO DIRETTORE REGIONALE MI HA ASSEGNATO AD UN ALTRO DIPARTIMENTO (CHE NON MI HA DATO ALCUN INCARICO CON LA CUSA CHE MANCAVO DI CONOSCENZE TECNICHE) TENENDOMI COSI' ARTIFICIOSAMENTE IN STALLO DA FUNZIONARIO PER QUASI DUE ANNI. DOPO UNA CAUSA LEGALE MI FU DATO UN POSTO NEL MIO DIPARTIMENTO MA IN UN SETTORE CHE NON CONOSCEVO E A 100 KM DA CASA ,PER GIUNTA IN UN UFFICIO "DIFFICILE" CHE RIUSCII COMUNQUE A MIGLIORARE.
CIO' INDISPETTI IL MIO CAPO SUPREMO, CHE FU COSTRETTO A DARMI UN BUON PUNTEGGIO NEGLI OBIETTIVI ISTITUZIONALI, MA MI PENALIZZO' FORTEMENTE NELLE COMPETENZE. .
FURIBONDO PER IL MIO RICORSO,IL CAPO SUPREMO FECE CONFEZIONARE, MEDIANTE SUOI FIDATI SCUDIERI, RELAZIONI SEGRETE ALLE MIE SPALLE, DI CUI HO AVUTO CONOSCENZA SOLO ANNI DOPO, CON LE QUALI RICONFERMO', L'ANNO SUCCESSIVO, L'ABBASSAMENTO DELLE COMPETENZE. PERTANTO NON VINSI INTERPELLI CHE AVREBBERO MIGLIORATO LA MIA FASCIA ED EBBI SEMPRE INCARICHI DI SUPPORTO CHE NON MI PERMETTEVANO DI USARE LA COMPLETA PROFESSIONALITA' ACQUISITA. POCO TEMPO FA, CON LA SCUSA CHE IL MIO SETTORE DOVREBBE ESSERE INGLOBATO CON SOPPRESSIONE DEL DIRIGENTE, MI VENNE OFFERTO (NON UN POSTO TECNICO FINALMENTE) MA UN "ESODO"...!
UN DIRIGENTISSIMO CON CUI VENNI A CONTATTO NEL 2000 MI DISSE CHIARO E TONDO CHE SENZA PROTEZIONE POLITICA SAREI RIMASTA RUOTA DI SCORTA: APPUNTO!
INTORNO A ME VEDO SOLO COLLEGHI CON APPOGGIO POLITICO E COLLEGHE CON MARITO IMPORTANTE. POCHI GIORNI FA HO SAPUTO CHE IN UN UFFICIO LIMITROFO VIENE SEGRETAMENTE PREPARATO A FARE IL DIRIGENTE UN TRENTENNE FIGLIO DI MAGISTRATO.
CON LA BENEDIZIONE DEL MINISTRO?

pubblica amministrazione

Si comprende benissimo perchè questo Paese è sull'orlo del fallimento. Credo che abbiamo raggiunto un tale livello di vergognosa gestione clientelare che non ha pari. Quando in Pubblica Amministrazione ci sono dirigenti che sono corrotti e collusi con la mala politica e il potere sindacale c'è poco da aspettarsi. Il panorama è davvero avvilente, se uno ha una laurea in tasca e una abilitazione e non è disposto a sottomettersi ai dirigenti privi di valore ha vita dura. Personalmente sono stata sottoposta a ricatti, ho subito angherie per non essermi piegata alle logiche di potere. Il merito è l'ultima caratteristica che viene richiesta. I posti sono già assegnati a chi è disposto a compromettersi e ai soliti raccomandati.

dirigente scolastico appena pensionato

Condivido pienamente il commento riportato in nota all'editoriale.
E vorrei aggiungere, però, qualcosa.
I dirigenti scolastici, ex presidi ed ex direttori didattici, sono diventati dirigenti dell'area V della dirigenza statale.
I dirigenti scolastici sono tutti entrati per concorso altamente selettivo (i direttori didattici da sempre, i presidi da poco più di vent'anni), ma ora che "per grazia ricevuta" sono diventati dirigenti, ma di serie B, almeno dal punto di vista economico (un dirigente scolastico percepisce uno stipendio che è circa la metà degli altri dirigenti pubblici che, peraltro, non hanno le sue stesse, gravose responsabilità; per es. il dirigente scolastico è anche datore di lavoro, e questo vuol dire tanto in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, un luogo di lavoro che è una scuola con qualche centinaio tra docenti e non docenti, qualche migliaio di alunni ecc.)
Vogliamo essere valutati (son diversi anni che se ne discute) ma vogliamo essere trattati almeno come gli altri dirigenti statali e degli enti locali che sappiamo tutti bene come e perché sono dirigenti.
E poi la dirigenza politica: d'accordo col ministrino Brunetta, ma cominci a far licenziare i parlamentari pianisti accattoni, che per qualche centinaio di euro truffano lo stato.
Se Brunetta è capace di costringere i suoi compari a dare l'esempio (alla scuola, ai giovani, agli italiani) si può anche parlare del suo "piano industriale" che i suoi "azionisti (pianisti)di riferimento", a cominciare dai pesci più grandi -qualli che "fetono" di più, a proposito di 'o pesce fete d''a capa'- hanno tanto apprezzato e decantato.
Saranno proprio loro, d'accordo con la casta dei sindacati, a impedirne l'attuazione.
Ma la speranza è talmente flebile che converrebbe augurarsi uno tsunami generale che conduca nelle fogne la gran parte dei politici che ci hanno governato negli ultimi vent'anni.

ALPINO DIXIT

Parto da questo commento che traggo da un social network....
"
Dai retta all'Alpino il quale suggerisce, per trovare il sentiero, di partire con lo sguardo non già dai
proprii scarponi bensì dalla vetta che si vorrebbe raggiungere e,
a ritroso, scendere sino a valle.Giura l'Alpino - e io gli credo - che sia il modo migliore per "ascendere".
"

Il problema dell'efficienza e dell'efficacia della PA è davvero complesso e non vorrei cimentarmi per non perdermi, ma un commento desidero farlo e prendo come spunto la "saggezza" di chi vuole scalare una montagna, come sopra riportato.

La PA ha compiti e competenze molto vaste e le persone della PA che ho conosciuto e con cui ho lavorato mi hanno dimostrato quanto fossero competenti. Uno dei problemi che ho incontrato è il sovraffollamento di obiettivi, attività, relazioni per cui il richiamo dell'alpino, potrebbe voler dire semplicemente quanto segue (perdonatemi per tutto quello che avrò dimenticato):

A. VISIONE...che significa: identificare il o gli (pochi !) obiettivi da cui poi far derivare gli (pochi) obiettivi dei dirigenti e così via (è il classico "deployment" aziendale degli obiettivi)
B. PRIORITA'...dove vogliamo andare ? quali vette possiamo e vogliamo scalare ? è uno strumento validissimo per ridurre il numero degli obiettivi e capire la loro correlazione
C. METODI...con chi scaliamo le vette ? significa capire che occorre la squadra, la collaborazione e così via tutto ciò che serve per l'efficienza
D. METRICA....a che punto della scalata siamo, come stiamo. Misuriamoci.
E. VALUTAZIONE DEI RISULTATI...vediamo chi e come si è arrivati al traguardo, la vetta e chi non c'è arrivato

Mi fermo qui.

Buona discussione a tutti.

Ho compiuto 60 anni da poco

Ho compiuto 60 anni da poco e nel pieno della maturità professionale anch'io sono costretto ad abbandonare il mio lavoro in un Ente locale di medie dimensioni dell'Emilia Romagna, dopo diverse decine di anni di servizio. Un lavoro che non mi pesa, anzi mi stimola a cercare sempre nuove soluzioni di qualità. Sono obbligato al pensionamento per il timore che ancora una volta la riforma sia fatta pagare alla fascia non protetta dei pubblici dipendenti, annullando i diritti acquisiti riguardo il conteggio della pensione maturata. Sono costretto a lasciare il mio lavoro perchè i risultati qualitativi prodotti e documentati non hanno il giusto riconoscimento professionale, di carriera e conseguentemente di stipendio. Dopo un periodo di insegnamento nella scuola superiore come precario, dopo ennesime partecipazioni a concorsi comunali dove arrivavo sempre primo nella prova scritta e solo "idoneo ", ma non vincitore, alla prova orale, con la mia laurea votazione 110 e lode nella facoltà di magistero, nel 1982 sono riuscito a vincere un concorso per applicato di segreteria/dattilografo.C'era sempre quel piccolo problema: non avevo nessuna tessera ( non sindacale) politica. Ero allora uno dei pochi laureati del mio Comune. Per due anni ho battuto a macchina le multe presso il Comando della Polizia Municipale. Nel 1984 ho partecipato al concorso esterno indetto dal mio Comune come direttore della casa di Riposo Comunale. Vi sono rimasto per 16 anni, rinnovando la struttura dal punto di vista organizzativo e della qualità assistenziale. Rimaneva il solito problema della tessera... L'applicazione del CCNL mi riconobbe nel 1989 il livello di funzionario. Nel 1998 "la politica" ha voluto che ritornassi in Comune a coordinare il Settore Servizi Sociali, la cui dirigenza era vacante. Nonostante il mio curriculum e l'esperienza maturata, fu nominato per chiamata diretta a dirigere i servizi sociali un collega laureato in chimica ( che rivestiva anche una carica politica a livello provinciale) e che fino a quel momento si occupava di ambiente. Nonostante la leale disponibilità a collaborare sono stato esautorato senza comunicazioni verbali o scritte di tutte le mie prerogative di coordinamento come funzionario, rendendomi un fantasma nel mio settore e lasciandomi per mesi senza lavoro. La comprensione del Sindaco di allora ( non sempre la politica è così ottusa!) nel 2000 mi diede la possibilità di ricominciare da capo nel settore Risorse Umane, affidandomi la creazione ex novo dell'Ufficio Formazione. Ho fatto raggiungere al mio lavoro di servizio per la formazione di tutta l'organizzazione livelli di qualità riconosciuti a livello nazionale ed europeo (siamo in attesa del riconoscimento di qualità a livello europeo, collaboriamo con il Dipartimento della Funzione Pubblica ed altre Pubbliche Amministrazioni. Nonos tante ciò la gestione clientelare delle carriere nel mio Comune non mi ha permesso nemmeno di provare attraverso prove trasparenti la mia possibile attitudine alla dirigenza. Così rispetto anche a colleghi più giovani rimango con quanto sono riuscito ad ottenere tramite l'applicazione dei CCNL. Non sono stato ritenuto idoneo a svolgere le funzioni di Posizione Organizzativa ( mentre lo sono colleghi senza laurea o curriculum professionali adeguati), non si è voluto utilizzare nel mio Ente lo strumento dell'attribuzione delle alte professionalità, forse perchè avendo nel mio curriculum anche la frequenza ad un Master annuale di specializzazione nella formazione e interventi su pubblicazioni della PA, avrei potuto essere un possibile concorrente.. Forse potrei attivare una causa di mobbing.. a questo punto non mi interessa.. Terminerò il lavoro con entusiasmo e soprattutto con la stima dei colleghi e dei miei figli, nei confronti dei quali forse ho mancato in qualcosa, ma nei confronti dei quali ho cercato di trasmettere il tentativo di coerenza.
E' stato uno sfogo? non era mia intenzione.. desidero far conoscere che la PA è fatta anche di queste storie.

la formazione e le competenze non sono sufficienti!

Leggo in questi commenti alcune cose che conosco molto bene.
L'unica cosa che al momento mi manca è l'anzianità di servizio, per il semplice fatto che ho solo 35 anni.

Sono laureata in architettura con 110 e lode, la mia tesi ha ottenuto la dignità di pubblicazione, ed è stata poi realmente pubblicata in un volume curato FAI (fondo per l'ambiente Italiano), a seguito di un concorso per tesi di laurea.

Nel 1999 ho partecipato ad un concorso per esami (senza titoli!) in Comune di Genova, nel settore lavori pubblici, e pur non risultando vincitrice, sono stata assunta dopo soli 4 mesi.
Ho lavorato quasi tre anni in Comune, svolgendo incarichi di progettista e direttore dei lavori, in un ambiente assolutamente efficace e premiante, in cui mi sono sempre sentita trattata come una professionista.
Nel frattempo ho avuto contratti di collaborazione alla didattica in corsi della facoltà di architettura, ed in seguito anche corsi di docenza a contratto (che ho svolto sempre al di fuori dell'orario di lavoro, senza mai venir meno ai miei impegni d'ufficio e con pieno accordo con il mio dirigente, che mi ha sempre appoggiato, ritenendo che tale attività non ostacolasse il mio lavoro ma, anzi, portasse un reale contributo)

Nel 2003 ho vinto un concorso in una Provincia ligure, nel settore pianificazione territoriale, in un ruolo (sulla carta) più attinente al mio percorso formativo.
Da quel momento sono cominciate le mie sventure!!!
Da professionista che ero sono diventata un impiegato. Dopo 4 mesi dalla mia assunzione, quando ho manifestato la mia intenzione a rientrare in comune di Genova, mi è stato offerto di rivestire il ruolo di responsabile dell'ufficio tutela paesistica, per tenenrmi buona per i due mesi necessari a farmi completare il mio periodo di prova ed a perdere ogni diritto a rientrare a genova.
Dopo di che sono state assegnate le posizioni organizzative, e l'ufficio è risultato affidato ad un geometra, senza alcuna competenza in materia di paesaggio, se non il fatto di avere istruito qualche pratica di progetti presentati in area vincolata (io sono iscritta all'albo regionale degli esperti in materia paesisitica, sono abilitata a partecipare a commissioni edilizie in qualità di esperta, ho tenuto lezioni sul paesaggio alla facoltà di architettura, ho scritto saggi in materia su libri e riviste specialistiche).

Senza perdere le speranze ho pensato che avrei continuato la mia formazione, a prescindere dalle valutazioni che ne venivano fatte nell'ente.

Nel 2004 mi sono iscritta ad una master annuale in pianificazione e gestione degli interventi, collocantomi al terzo posto su 75 disponibili e frequentando le lezioni al di fuori dell'oarario di lavoro. Nonostante diversi proclami dell'amministrazione sulla formazione, nonostante il corso fosse finanziato dall'unione europea e curato dalla Regione Liguria, dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, dalla Facoltà di Architettura, il mio dirigente e l'ufficio personale si sono palleggiati la responsabilità di autorizzare il corso come attività formativa utile all'ente, fino a negarlo apertamente dopo circa un mese di frequenza (parallelamente, intanto, il dirigente di un altro settore provinciale, frequentata il corso in orario di servizio, autorizzato dal direttore generale!).
L'esito di tale master è stato la possibilità di entrare a far parte del'Ufficio del Piano Territoriale di Coordinamento, chiamata a tale ruolo dal responsabile dell'ufficio (naturalmente mantenendo inalterati inquadramento e stipendio).

Nel 2007 ho conseguito il titolo di dottore di ricerca (in materie assolutamente attinenti al mio ruolo nell'amministrazione) ed ho stupidamente ritenuto che il mio nutrito curriculum potesse in qualche modo aiutarmi per ottenere qualche riconoscimento.
Nonostante la possibilità prevista dalla legge di ottenere l'aspettativa per la frequenza al dottorato, mantenendo il mio stipendio, ho preferito non lasciare il mio posto di lavoro, in quanto era previsto il pensionamento del mio dirigente e la riassegnazione degli incarichi di dirigenza e di posizione organizzativa.

Purtroppo tutti i miei sforzi sono serviti a pochissimo: il mio responsabile è diventato dirigente, e mi ha comunicato con faccia dispiaciuta che mi considerava la persona più degna di avere la posizione organizzativa, ma che avrebbe seguito un criterio che privilegiava l'anzianità di servizio rispetto al curriculum o alle competenze, per evitare discussioni all'interno del settore.

Per completare il quadro, la provincia ha sempre usato le risorse del contratto decentrato per finanziare passaggi orizzontali all'interno della categoria, ponendo come unici criteri premianti l'anzianità di servizio. Per tale motivo, la sorte ha voluto che fossi sempre esclusa da tale possibilità, in quanto non ho mai avuto i requisiti temporali fissati.

Ho letto che "la pulce" ha ritenuto che non fossero state istituite le alte professionalità nel suo comune per evitare di premiarlo in virtù del suo curriculum. Credo che non ci si debba preoccupare di tali possibilità, in quanto nel mio ente esistono posizioni organizzative ed alte professionalità, ma non ci si è mai posti troppi problemi in merito ai tioli di studio (basti pensare che nel mio settore ci sono 3 posizioni oprganizzative assegnate a geometri e 1 a un ingegnere, con la presenza nel settore di 5 architetti ed un geologo, senza neppure prendere in considerazione i titoli post laurea!!!).
Tra l'altro ho inoltrato all'ente la richiesta dal parte dell'Associazione Dottori di Ricerca Italiani di conoscere il numero e le mansioni affidate ai dottori di ricerca nell'ente, a fini statistici, e non ho ottenuto risposta a distanza di quasi un anno.

Naturalmente non ho intenzione di fare annuallare da nessuno la mia voglia di conoscere e crescere professionamente, per cui continuo a studiare, ad avere incarichi di professore a contratto in università, a scrivere saggi su libri e riviste.
L'unica cosa che seriamente sto pensando è quella di dedicarmi alla libera professione; ciò che mi ferma è il fatto che i miei committenti sarebbero presumibilmente gli stessi politici che avvallano questa gestione degli uffici pubblici, e rischierei di passare dalla padella nella brace.

MI SPIACE MA DEVO

MI SPIACE MA DEVO ASSOLUTAMENTE CHIARIRE CHE IL LIVELLO DEI DIPENDENTI PUBBLICI E' MOLTO INSUFFICENTE.- IL LASSISMO E' MOLTO
DIFFUSO VISTO ANCHE IL POCO CONTROLLO SULLA PRODUTTIVITA' E IL
POCO IMPEGNO PROFUSO.- I POCHI CHE FANNO IL LORO DOVERE FINO
IN FONDO SUPPLISCONO COME POSSONO A QUESTE VERE DEFICENZE.-
INOLTRE (PRECISO CHE IO HO LAVORATO NEL PRIVATO E NEL PUBBLICO
E SO QUAL'E' LA DIFFERENZA ABISSALE CHE ESISTE) DEVO ANCORA RI-
BADIRE CHE OLTRE AL CONTROLLO E' NECESSARIO INTRODURRE IL MERITO.-
E' IMPENSABILE CHE IL PREMIO DI PRODUTTIVITA' SIA DISTRIBUITO
A TUTTI SENZA DISTINZIONE ED A PIOGGIA.- SONO TUTTI BRAVI? SONO
TUTTI SEMPRE ASSIDUI E SGOBBONI?.- C'E' QUALCOSA CHE NON QUADRA.-
IL PESCE PUZZA SOLTANTO PER COLPA DELLA TESTA? - E I FUNZIONARI
PREPOSTI CHE FANNO? TRACCHEGGIANO?.-
ORDIALMENTE PIER

il pesce puzza...

Pienamente d'accordo con il nostro amico lettore che ha involontariamente suggerito il titolo dell'articolo di Mochi Sismondi.
La mia esperienza può confermare pienamente la sua, con l'unica differenza che sono rimasto qui a "resistere". Ma solo perchè non provo alcun interesse per la professione libera (che poi libera non è affatto)che ho volutamente abbandonato molti anni fa.
Vorrei però aggiungere una riflessione ai ragionamenti di Mochi Sismondi e di Brunetta: perchè mai un dirigente dovrebbe opporsi a questo sistema di carriere, programmate per gli "yes man", rischiando di compromettere la sua? Per eroismo, per senso del dovere, per dignità, per tutte queste cose insieme? Daccordo, ma per ottenere quale risulatato? Quello di essere emarginato e di non poter più incidere nemmeno per la propria piccola parte! I bravi dirigenti ormai sono ridotti alla "resistenza", ad una guerriglia costituita da un complesso equilibrismo tra la difesa dall'ingerenza del potere politico (del quale fanno parte anche i sindacati, tutti) e il tentativo di soddisfare le attese dei cittadini. Tempo fa Eugenio Scalfari, in un bellissimo articolo sullo "specchio in pezzi" della società italiana, faceva appello al senso del dovere della "classe dirigente" (di cui i dirigenti pubblici fanno indubbiamente parte)affinchè si facesse carico di una battaglia per la rinascita del Paese che non compete esclusivamente alla politica. Appello sacrosanto. Ma è probabile che qualche dirigente, magari seguendo quell'appello, si sia immolato, nel disperato tentativo di difendere la propria autonomia e la dignità di quel ruolo di "servo" della collettività al quale tutti dovremmo tendere. Senza che nessuno abbia mosso un dito per proteggerlo da chi non tollera l'autonomia nè, tantomeno, il dissenso. Nessuna battaglia di libertà e dignità è mai inutile, nemmeno quando è perdente. Ma quale prezzo ha per i singoli (ed isolati) combattenti!

resistere, resistere ..... fino al licenziamento!!

Ebbene sì, i pochi dirigenti che tentano di svolgere con dignità il proprio lavoro e operano nell'interesse dei cittadini e dello Stato purtroppo sono destinati all'emarginazione e, se vi sono le condizioni (nel mio caso un contratto a tempo determinato rinnovato a tutti i colleghi - ottimi professionisti - tranne al sottoscritto) al licenziamento.
Il dirigente generale, mio superiore, con "aria fraterna" mi ha detto: "caro dottore, lei con un contratto a tempo determinato doveva essere più accondiscendente! cosa sperava di risollevare le sorti della nostra organizzazione da solo!".
La risposta è emblematica, e conferma proprio l'affermazione dell'editoriale.
Purtroppo, quelli che una volta venivano chiamati "boiardi di Stato" vogliono solo degli "yes man", guai a fare critiche o prendere iniziative non condivise dal vertice!
Il prezzo che si paga è molto alto, caro signor Francesco, è molto alto, anche perchè ricollocarsi, quando ci si è spesi soltanto per l'organizzazione che ti ha retribuito, senza cercare appoggi politici o costruire delle "relazioni" utili per ... dopo!

Nei miei 30 anni di

Nei miei 30 anni di esperienza nel pubblico impiego ho visto come i politici e i sindacati hanno distrutto la PA. I sindacati cercando di prendere adesioni e per dimostrare la loro forza hanno difeso comportamenti che spesso meritavano sanzioni o licenziamenti. I poiliti che hano utilizzato la PA per piazzare loro amici parenti elettori senza alcuna meritocrazia.
Ma ancora oggi gli stessi alleati del Ministro Brunetta piazzano amici di partito come dirigenti. Nell'ente dove lavoro (nel Veneto), il DG ha piazzato amici come dirigenti, portaborse, facendo contratti contro il regolamento dell'agenzia, facendo vincere concorsi ad amiche, tutto fregandosene della meritocrazia e spesso dei regolamenti.
Tra l'altro il Ministro Brunetta anche lui non è stato eletto, ma piazzato dov'è da amici... Non credo ci si possa aspettare chissa cosa...

Dipendenti P.A.

Tutti avete descritto le vostre personali esperienze, chi ha evidenziato la parte sana, che lavora, di dipendenti pubblici, chi ha sottolineato le connivenze politica-dirigenza-fannulloni ecc...
Vorrei ricordare che uno dei maggiori sprechi in Italia è costituito (oltre che da un parlamento a doppia camera: al giorno d'oggi inutile!) da quella miriade di società ed enti magari SpA o con una forma giuridica privatistica che però sono di proprietà al dal 51% al 100% di una o più P.A. Queste entità sono un vero ricettacolo di Presidenti e CdA di nomina esclusivamente politica che vivono parassitamente (molti non tutti ovviamente) ed alla fine non rispondono di niente. Ce ne sono migliaia e migliaia e ci costano miliardi di euro!
Privatizzarli veramente! Azioni in vendita libera e nomina di un manager privato che prende i soldi (anche tanti) se fa risultati, altrimenti zero!
Per chiudere, lavoro in un ufficio pubblico che esegue controlli, nel corso dell'esecuzione di una categoria di questi controlli sono state rilevate diverse "irregolarità" che sono state segnalate a chi di dovere. Risultato?
Ci tolgono questi controlli! E ci stanno in mezzo sia destra che sinistra, sindacati, associazioni di categoria (leggi corporazioni)! Tutti! Questa è l'Italia, Brunetta non ce la farai mai! Non ti ho votato, spero che tu ce la faccia ma stai sicuro che in questa situazione a rimetterci le penne saremo noi che lavoriamo e, malgrado 30 anni di pesci in faccia, continuiamo a lavorare con passione civica e non i soliti raccomandati dai politici di turno.
Mio figlio si sta per laureare ed ha già deciso. Aff***** l'Italia. Andrà all'estero.
Chiudo con un inciso sul nucleare: non serve ad un tubo! Solare termodinamico e geotermia profonda. Informatevi! USA e Francia si stanno muovendo in quest'ultima direzione! Costa di meno, rende di più e si realizza più velocemente.
Scusate lo sfogo.
Saluti, Luigi

Già. Purtroppo è chiaro

Già. Purtroppo è chiaro che sono molti gli enti pubblici che la stessa politica che li gestisce non ha interesse a far funzionare, in particolare quelli che, appunto, eseguono controlli, come ci ha dato testimonianza Luigi.
Magari fosse "solo" che non c'è "interesse a fare", perchè tanto non si fallisce mai, ma, molto peggio, c'è anche un grande "interesse a non fare", soprattutto quando si tratta di controlli su chi produce, inquina e guadagna...in italia, spesso, molto vicino a chi governa.
'U pisc puzza da la capa...e la capa non è solo a livello di dirigenza degli enti pubblici, ma anche molto più in alto...

gabri

Fannulloni !!!

Come non essere d'accordo ! E come non condividere la diagnosi de "U' pisc puzza da capa". Sacrosanto.Vorrei aggiungere che, forse, una delle fabbriche dei futuri "accoliti e generatori di connivenze e parentele" è proprio la Scuola Superiore, ove Brunetta ha detto belle parole all'apertura del nuovo corso-concorso. Il fabbricatore dei nuovi "Mangers" .... ma quando mai. E' il nuovo ricettacolo ove la Casta assicura il futuro ai propri figli e parenti, esattamente come nelle Baronie di Medicina delle Università del SUD. Visto che si parla di "Managers" e nuovi "Dirigenti".... ma scusate, visto che si ciancia tanto di equiparazione al privato, ma avete mai visto che alla FIAT (unica grande azienda forse paragonabile allo Stato Centrale: 300.000 dipendenti) venga assunto a Dirigere un reparto uno sbarbatello che abbia superato un colloquio ed un corsetto sempre sulle stesse menate, tutt'altro che operativo, come all'ENA, sul campo del vivere quotidiano ? Ma quando mai ? Ma che ne sa uno sbarbatello, figlio di papà e raccomandato, si raccomandato (ne ho già visti 7 di codeste nuove colonne, a uno gli ho dovuto dare anche i primi rudimenti di Contabilità di Stato, non conosceva neanche le procedure per acquistare un fax) del gestire quotidiano. Alla FIAT affiderebbero ad un tizio del genere la gestione di un Ufficio delle Entrate o del Lavoro ?
Un piccolo suggerimento per Brunetta: la Scuola Superiore dovrebbe essere buona solo se diventasse un'accademia della P.A. si come funziona per Carabinieri e GdF, e funziona. La Scuola va bene per formare i quadri. Alla Dirigenza si deve arrivare gradatamente e con crescendo di assunzioni di responsabilità, dimostata sul campo. Al Ministero Affari Esteri funziona così, con i Carabinieri funziona così, con la GdF. funziona cos' con tutto l'Esercito Italiano funziona così, con i Piloti funziona così,k con la Marina funziona così ... solo nella PA no !!! Solo nell'Amministrazione pubblica esistono carriere super lampo !!!! 25-26 anni, un calcio di raccomandazione nel sedere e poi, minimo 3.4.000 € al mese ... ma chi sono ? I figli di Cacini, si dice a Roma. Se Brunetta modificasse la funzione della SSPA come suggerito, otterrebbe subito due grandi risultati: 1.- i figli dei potenti, potenziali raccomandati, sparirebbero (perchè non più remunerativo un futuro iniziale da 4 soldi come funzionario pubblico) ma in cambio vi sarebbero, magari figli di povera gente, ma preparata e volenterosa; 2.- Si comincerebbe a creare, dal basso, una futura classe dirigente, motivata, ma che la dirigenza dovrà conquistarsela sul campo, e non per investitura divina grazie alla Casta che lo protegge.
In breve ricreiamo le "CARRIERE", si le carriere, cosa ormai completamente eliminata grazie alla trimurti sindacale. Ma vi rendete conto che io oggi, dopo 38 anni di servizio, esperienza estera e 3 concorsi pubblici superati - mai diventato dirigente perchè NON ho preso MAI nessuna tessera - mi vedo affiancato nello stesso grado da chi, senza veri concorsi ma grazie a corsi di qualificazione burletta e spesso senza uno straccio di laurea, all'epoca del mio ingresso ed anche dopo era un o una dattilografo/a ?
Brunetta è qui che bisogna agire ! Brunetta è un Prof. che pontifica bene, ma come tutti i pontificatore NON hanno tempo per vedere le loro creature (riforme) crescere ed irrobustirsi, ed allora per forza di cose cercano le scorciatoie con ampie eccezioni ai principi. Perfino la Costituzione che dovrebbe stare alla base dei principi, ormai viene disattesa... figuriamoci.
Non ne parliamo, poi, di quel mostro di principio creato da Bassanini: "la privatizzazione della funzione pubblica". Bello e semplice, in apparenza. Risultato, visto che parliamo di privatizzazione, perchè non assumere come i privati ? E giù Enti, Agenzie ecc, ove i concorsi (strumento non ideale, ma pur sempre un filtro) sono scomparsi: si 12 Ministeri ma con 20 Agenzie sotto. Ma che senso ha ? E' questa la riduzione delle strutture pubbliche ? Difatti se è visto !!!
Mah scusater lo sfog, ma davvero certi ipocriti dovrebbero sparire dall'arena pubblica.

Matteo

I fannulloni

Era ora che qualcuno si accorgesse del banale fatto che se nello Stato alcuni non hanno niente da fare è solo perche' ci sono dei superiori incapaci di organizzare il lavoro e soprattutto di distribuire le competenze. In tal modo si eviterebbe di creare "forzatamente" i "migliori" che hanno la strada spianata fin dall'assunzione a chiamata diretta, mentre noi, impiegati di serie B, sbarcati a Lampedusa col gommone, ci siamo dovuti sorbire: concorsi, valutazione, pagellino, premio di produttivita', dato a discrezione del Dirigente, sempre ai soliti noti, raccomandati, cocchi del Dirigente medesimo o del Sindacato che va per la maggiore in quel momento. Senza contare che poi questi "migliori" creati artatamente si lamentano tutto il giorno del troppo lavoro ma guai ad offrirsi di prendergliene un po' ... ma come! Dopo anni passati a fare anticamera nella segreteria del capo hanno finalmente ottenuto l'ambito incarico, figuriamoci se sono disposti a condividerlo con chicchessia! Ci vorrebbe piu' concorrenza leale. Facciamoci valutare una buona volta ma da commissioni esterne al proprio posto di lavoro e stiamo a vedere che succede!

dirigenza, scuole e merito

sono molto stupito del modo in cui si organizza la scuola per la dirigneza nella pubblica amminstrazione.

In Francia e' una vera e propria Scuola Superiore (ovvero un accesso post laurea diretto, con il valore di un master di II lievllo ... e costi equivalenti) .

da noi si propone come un inseme di corsi piu' o meno slegati da proporre ai vari GIA' dirigenti (ovvero prima si diventa dirigenti e poi si fanno i corsi per fare i dirigenti?)

e se non e' questa la scuola per dirigenti, qual'e' ?
e se non c'e' come ci si puo' lamentare di avere dirigenti non capaci, dirigenti che sono nominati politicamente e quant'altro? e' OVVIO .. e quelli che si sono letteralmente arrampicati in molti anni (e quindi sono necessariamente anziani o quasi ...) non possono che ridurre al minimo gli sforzi .. considerate le enrgie ridotte.....

Tradotto: perche' non ralizzare un percorso formativo per dirigenti della PA da cui creare graduatorie / albi da cui andare a pescare?

per quel che riguarda il metodo di valutazione e di motivazione al lavoro, sono costretto a notare che in Italia, tanto nel pubblico che nel privato, non c'e' la cultura del CONTROLLO ... degli obiettivi e dei risultati .... piuttosto che degli orari di presenza/assenza ...
Inevitabile rimanere indietro rispetto a chi ha fatto del controllo lo strumento per ottenere le migliori prestazioni (anche perche' dopo il controllo .. segue l'azione preventivamente concordata e concosciuta da tutti ... uguale per tutti .. amici e non..... ma forse e' un mondo ideale!!!!)
Saluti a tutti!

Un messaggio per il signor Ministro.

Egregio Ministro,

ero ad ascoltarla giovedì 15 u.s. ed avrei tanto desiderato un contraddittorio, impraticabile, per la situazione, eravamo in tanti, sicuramente in molti avrebbero voluto intervenire.
Sarò breve cominciando dalla cima della gerarchia: I segretari di partito stabiliscono le liste con i candidati al Parlamento, sottoponendoli al voto degli elettori (impotenti di scegliersi il candidato, in spregio alla democrazia rappresentativa); tra questi, appena eletti (non sempre di regola), vengono nominati i Ministri. Essi nominano, a loro volta, di solito tra i propri fedelissimi, i Direttori Generali, e questi ultimi decidono, di concerto con il ministro di riferimento, coloro che dovranno occupare le poltrone dirigenziali, colonizzando così Enti pubblici, Ministeri ecc..
La realtà in cui vivo è fatta di Dirigenti scelti con i criteri di cui sopra, gente che ha occupato posizioni che un tempo sarebbero state assegnate ad altri, solo quale premio di fedeltà, per venire ad apprendere il mestiere. Qualcuno di questi transitato poi per quella inutile SSPA creata per scimmiottare la tradizione francese (che ci fa sembrare pari a loro). Una riflessione, viste le premesse: sono questi personaggi il nerbo della P.A., oppure meritano maggior rispetto i funzionari formati all’interno del Sistema che garantiscono i Servizi al cittadino (accettabili o meno che siano), che pur in possesso dei prescritti titoli, per una politica miope e clientelare è stata preclusa la possibilità di accedere alla dirigenza perchè i concorsi, tutti i concorsi, non sono banditi per selezionare i capaci ed migliori, sulla base di esperienze, note di servizio e curriculum, ma per garantire un posto al fedele funzionario di partito o del sindacato.
E lei parla di fannulloni ? Togliamo qualsiasi alibi ai fannulloni, per primo eliminiamo lo scandalo di vedersi “governati” dai figliocci, dei partiti o dei sindacati, ridiamo dignità a coloro che lavorano o vorrebbero farlo, spesso inermi davanti al condottiero imposto, non all’altezza di tracciare una rotta costante e credibile, che per ingenuità, incapacità palese o impossibilità a dire di no all’azienda vicina al partito o sindacato di riferimento, è indotto a sperperare denaro pubblico .
Sig. Ministro, riflettiamo sulle ragioni storiche che consentirono all’Italia, dopo la disfatta di Caporetto, di rimontare la china. La Caporetto di oggi non è diversa, senza un contributo spontaneo di tutti, ottenibile con il rispetto delle elementari regole etiche, non intravedo sbocchi positivi ad una crisi che è soprattutto dei valori.
Per riferirmi al Dlgs 29/93 e seguenti, posso sentirmi d’accordo che un dirigente venga dall'esterno della Amministrazione, scavalcando chi la macchina la conosce dall’interno, ma solo se è foriero di qualche innovazione, di esperienza non riflessa per innovare, da suggerire. Vedersi governare da chi ha i titoli senza l’esperienza per una, due, tre volte … ma nel mio caso siamo alla sesta volta...! Ho vergogna di subire inerme questo stato di cose, Lei ha chiesto di darle una mano, personalmente vorrei rendermi utile, ma la ragnatela è talmente vasta che … Lei ricorderà, prima e dopo il tentativo di Massimo Severo Giannini, quali siano stati i destini degli innovatori troppo intransigenti. La contraddizione nasce proprio dalla penalizzazione di coloro che vorrebbero una macchina pubblica efficiente, ma perché ciò sia realizzabile, dovrebbero essere emarginate le clientele, che il sistema stesso ha reso numerose e forti e, proprio per ciò, non vogliono fare un passo indietro. Comunque sia tanti auguri signor Ministro e mi perdoni lo sfogo!