Editoriale

Brunetta dice: pensione a 65 anni anche per le donne. È una buona idea? Da dove viene?

Il Ministro Brunetta, con la chiarezza che gli è propria, ha recentemente affrontato un altro argomento tabù. Non è il primo (ricordate i tornelli per la magistratura?) e come altre volte ha suscitato un grande dibattito che, come spesso succede in questi casi, ha rischiato di offuscare i fatti e le motivazioni.
D’altra parte è già una notizia che un ministro parli della discriminazione delle donne nella PA in modo non rituale. FORUM PA si occupa del tema da anni e proprio oggi lanciamo una strategia di iniziative ed eventi con il nostro nuovo sito www.donnepa.forumpa.it: proviamo, quindi, a fare un po’ di chiarezza.

Partiamo dall’inizio: lo scorso 13 novembre 2008, la Corte di giustizia europea dichiara, con sentenza, l’inadempienza dello Stato italiano per:“mantenere in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, venendo meno agli obblighi di cui all’art. 141 CE.” Siamo stati condannati perché l’anticipazione dell’età pensionabile delle donne determina una discriminazione.

Gli altri articoli sui provvedimenti del Ministro Brunetta li trovi su Saperi PA

Di fronte a questo che è un fatto, non un’opinione il sito stesso del Ministro Brunetta ci racconta cosa è successo:
In data 11 dicembre 2008 si è riunito un tavolo tecnico presso il Ministero degli Affari Esteri. Questo quanto emerso: la Ragioneria Generale dello Stato ha sostenuto che potrebbe essere favorevole a introdurre una norma che uniformi l’età pensionabile tra uomo e donna sia nel settore pubblico che nel settore privato.
Il Ministero del Welfare ha sottolineato che un intervento riguardante il solo settore pubblico sarebbe sufficiente ad eseguire la sentenza e più facilmente eseguibile senza sconvolgere il sistema previdenziale di diritto nazionale, ed ha manifestando contrarietà all’estensione della riforma al settore privato.
Il Ministero delle pari opportunità (PCM) ha chiesto che, qualora si aumenti l’età pensionabile per le donne, i risparmi di spesa conseguenti siano destinati a misure di sostegno per facilitare l’impegno delle donne nel mondo del lavoro.
Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (PCM) ha concordato sulla necessità di adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia ed ha sottolineato che l’individuazione delle modalità tecniche dell’intervento presuppone scelte politiche delicate riguardanti l’intero sistema previdenziale: pertanto, è stato assicurato che il Ministro eserciterà il suo potere di indirizzo in coordinamento con gli altri Ministri di settore interessati (MEF e Welfare).

Si è immediatamente acceso anche un dibattito politico e di opinioni. In sostanza Brunetta dice (leggete l’intervista alla Repubblica): “ci troviamo di fronte ad una sentenza e non possiamo fare finta di niente, le donne sono in effetti discriminate e andando in pensione cinque anni prima percepiranno mediamente pensioni più basse degli uomini, parlare di come sanare questa situazione non è un tabù a meno che non si voglia vedere le donne come «angeli del focolare»”.

Gli risponde dal PD la ministra ombra delle pari opportunità, Vittoria Franco, che parlando al Ministro dice (leggi l’intervista data al Messaggero): “Noi sosteniamo le sue proposte sull’equiparazione dell’età pensionabile e lei ci sostiene il nostro progetto che prevede misure per promuovere l’occupazione femminile e favorire la conciliazione fra lavoro, maternità e carriera”. Interviene anche la ministra ombra della PA e innovazione, Linda Lanzillotta che conferma la disponibilità a discutere di età pensionabile solo se c’è un impegno a far sì che tutte le risorse eventualmente ricavate vengano reinvestite a favore delle donne più giovani, per finanziare asili nido e servizi.

Innumerevoli sono state le reazioni immediatamente stizzite di chi non ha capito neanche di che si stava parlando e perché (dalle uscite di alcuni esponenti sindacali a Calderoli), ma di quelle non ci occupiamo.

Su Saperi PA trovi numerosi contributi ed approfondimenti relativi all'Osservatorio Donne nella PA

Ci occupiamo, invece, da tempo del tema delle donne nella PA e da questa esperienza e dall’esperienza dell’Osservatorio donnePA (vedi il nostro sito ad hoc) che facciamo con futuro@lfemminile nascono alcune mie considerazioni:

  • La discriminazione delle donne nella PA non è un’opinione, ma un fatto acclarato. Leggete le cifre e le classifiche che abbiamo elaborato  per rendervene conto;
  • Questa discriminazione viene da lontano e ha basi culturali, ma anche molto concrete: carenza di servizi (asili, sostegno alla maternità, trasporti decenti, ecc.), dissennato e disorganizzato uso del tempo nelle organizzazioni (le famose riunioni alle 18.00 della sera che non si sa quando finiscono mentre io ho la bambina che esce dall’asilo……), progressioni di carriera non basate sul merito né sulle performance effettive, ecc.
  • La minore lunghezza della carriera (spesso le donne entrano più tardi, interrompono per i figli, vanno in pensione prima) può essere una delle cause, ma non mi sembra la principale;
  • Come dice Brunetta non abbiamo scelto noi di cominciare dall’età pensionabile, ma la Corte Europea. Bene, allora utilizziamo questa occasione per mettere finalmente mano a tutto il tema della discriminazione delle donne nel pubblico impiego: è il momento;
  • Infine tabù per tabù dobbiamo avere il coraggio di dire (per altro lo fa anche la relazione del Ministero sui risultati della direttiva pari opportunità del 2007) che i vari Comitati per le pari opportunità non funzionano, che, così come sono, sono solo un sistema per metterci a posto la coscienza, ma che sono anche un grande spreco di risorse e, a volte, di buona volontà. Un ripensamento totale anche qui non sarebbe affatto male.

Come vi ho detto su questi argomenti abbiamo messo in piedi un focus specifico www.donnepa.forumpa.it che riporterà notizie, commenti, dati e interviste: se vi interessa dateci una mano a renderlo sempre più vivo.

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Commenti

ECCO COME FARE

DONNE VOGLIAMO ANDARE IN PENSIONE MOLTO PRIMA? ECCO COME FARE !!!!!!!!!!!!!!!!!!
CI LICENZIAMO DAL PUBBLICO QUALCHE ANNO PRIMA E CI FACCIAMO ASSUMERE DA UN PRIVATO CONOSCENTE PER QUALCHE MESE ED E' FATTA ...........................PENSIONE A 60 ANNI!!!!!!!!!!!!!!!
CHE NE DITE?
E SARA' BATTAGLIA........................... A QUESTO GOVERNO STUPIDO..............

pensione a 65 anni?

PENSIONE A 65 ANNI?
eh................già.....................uscita la legge......trovato l'inganno.................
FATE PURE.................PER QUANTO MI RIGUARDA I MIEI ULTIMI 10 ANNI SARANNO QUASI TOTALMENTE DI MALATTIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PERCHE' QUESTO SI VUOLE......................QUALE EFFICIENZA NEL PUBBLICO IMPIEGO CON DONNE 60 ENNI E CON PROBLEMI DI SALUTE PIU' O MENO INVALIDANTI COME LI HO IO?
E POI............LASCIATE I GIOVANI A DORMIRE A CASA..................GIOVANI CHE PER IL TEMPO CHE RESTANO LE DONNE NON TROVERANNO ALCUNA OCCUPAZIONE !!!!!!!!!!!!!!!!
PERCIO'................. DONNE A LAVORO FINO A 65 ANNI = DONNE A CASA SEMPRE IN MALATTIA FINO A 65 ANNI = GIOVANI DISOCCUPATI A CASA A DORMIRE PER ALTRI 10 ANNI.
MA CHE BRAVO QUESTO STATO ITALIANO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pensione a 65 anni per le donne del pubblico impiego

Prima di tutto é una discriminazione tra dipendenti pubblici e privati!
Le donne Italiane non hanno lo stesso stile di vita di quelle del resto dell'Europa.
Negli altri paesi figli e mariti stanno tutto il giorno fuori casa. Da noi le donne impazziscono per conciliare il lavoro con gli impegni della famiglia: porta i figli a scuola, vai a riprenderli, portali a fare sport, vai a riprenderli, se il marito viene a casa a pranzo, anche se sei al lavoro devi avergli preparato qualcosa la sera prima.
Sul fronte dei figli il governo, tanto per aiutare le donne, ha praticamente eliminato la scuola a tempo pieno. Per non parlare di tutto il resto che pesa sempre sulle spalle delle donne. Le donne, dopo una vita di doppio lavoro sono stanche anche prima dei 60 anni !!!

Il punto non è questo

Scusami, ma a 65 ancora vuoi portare i figli a scuola? Secondo te tutte le donne aspettano i mariti per preparare da mangiare? Il punto non è questo. La questione, secondo me, è che non tutti arrivano a 65 anni allo stesso modo. Inoltre se io voglio andare in pensione è perché sono stanco del lavoro, sono stufo di non poter gestire le mie ferie, mi piacerebbe ad una certa età programmare le mie giornate in un certo modo. Cosa faccio poi a 65 anni?

Condivido tutto quello che

Condivido tutto quello che hai detto, Gabriella. ma perché le donne non fanno una rivoluzione e buttano dalla finestra questi ministri e ministre che hanno perso completamente il contatto con la realtà? Dovremmo scendere in piazza tutte le settimane contro questa gente attaccata ai propri privilegi che spara a zero sui cittadini che si fanno il mazzo tutti i giorni. Vania

è vero le donne hanno molti

è vero le donne hanno molti più compiti ma la soluzione qual'è? Accettare tutto ciò con il contentino della pensione anticipata? Io, come donna, tiro fuori le unghie e denti per dividere i compiti con il mio compagno (spesa, lavatrice, cena etc). E se questo dovesse compromettere il mio rapporto, preferisco stare sola. E, come donna, voglio avere il diritto di andare in pensione più tardi, perchè sono soddisfatta del mio lavoro e voglio guadagnare di più. Non è che gli uomini stanno con la frusta a imporci di fare le cose. Forse noi donne dovremmo farci valere di più e non tollerare certe cose. Dovremmo avere più coraggio anzichè piangerci addosso. Purtroppo però molte donne preferiscono fare le vittime purchè avere un compagno e non stare sole.

Donne contro

La rovina di noi donne,che non abbiamo nè la fortuna di avere un marito "docile", comprensivo, collaborativo, nè il piglio deciso di buttare tutto all'aria, sfasciando la famiglia (danno anche per la società tutta), è quella di avere contro anche donne come te che proclamano di voler restare al lavoro fino all'età di Matusalemme.
A proposito...potresti dire che lavoro svolgi?
Sai com' è...non tutti sono uguali...o sbaglio?

IL COMMENTO E' STATO MODERATO DALLA REDAZIONE DI FORUM PA
Si raccomanda di utilizzare un tono di discussione civile e garbato.
Grazie

risposta

Mi darai una voce quando avrai 60 anni e non ce la farai piu'! Inoltre c'e' sempre stata la possibilita' per la donna di scegliere di continuare a lavorare dopo i 60 anni, ora invece e' obbligatorio! Non capisci che la sbandierata parita' e' un inganno? Vogliono fare in modo che alla pensione non ci arriviamo mai, perche' moriremo prima...

Il lavoro è alla base di

Il lavoro è alla base di tutto anche per le donne (pensa un pò: serve anche per soddisfare il bisogno di nutrimento fisico e spirituale).
Forse bisogna studiare un sistema per non rimetterci le penne.
Speriamo di non morire di LAVORO!Ciao a tutti

donne e pensioni

Non è vero che le donne del pubblico impiego sono ora obbligate ad andare in pensione in anticipo e x questo a non fare carriera. Andare in pensione a 60 anni, come per il privato, era soltanto una possibilità e non un obbligo.
Le donne, infatti, potevano restare al lavoro nella P.A. fino a raggiunti limiti di età, cioè fino a 67 anni.
E fare così una spendida carriera proprio in questi ultimi 5-7 anni! (?!?!?)
Ma avete mai dato un'occhiata ai dati sulle caratteristiche di genere della dirigenza pubblica?
Anche io amo e rispetto il mio lavoro e la pubblica amministrazione ed è anche x questo che non mi piace essere presa in giro...

Mi pare tu faccia confusione

Mi pare tu faccia confusione tra il "diritto" ed il "dovere" di andare in pensione a 65 anni... e poi, le dipendenti del settore privato cos'hanno in meno di noi "agguerrite" lavoratrici del P.I.: la legge non dovrebbe essere uguale per tutti?

Il paese + maschilista d'europa

Purtroppo siamo il paese più maschilista d'europa. E per un uomo che condivide la vita familiare con la sua compagna ce ne sono tanti altri che arrivati a casa si sbracano. Puoi stare per anni a chiedere, a litigare, a sottolineare, tentare di educare ecc.. E la cura degli anziani pesa sulle figlie femmine. E alle riunioni scolastiche siamo quasi tutte donne. E ai saggi siamo per la maggior parte mamme. Chi dice che tutto questo non è vero mente sapendo di mentire.

noi donne e nonne

Ho 57 anni e , sono una dipendente del pubblico impiego..divorziata da anni...grande fatica ve lo assicuro gestire lavoro e due figli praticamente da sola..ma la grande forza della volontà e della gioventù mi hanno dato una grande mano a procedere nella vita. Non è facile vivere da sole ...fare le veci di entrambi i genitori e...non poter condividere i pensieri e le notti bianche al capezzale dei figli malati !!! Mia figlia 8 anni fa ha avuta una bambina e..vive da sola...monoreddito...sacrifici a non finire e...sua uscita dal lavoro alle 19!!!! Quale scuola chiude a quest'ora? (oltre che trovo socialmente indecente lasciare i propri figli in mano altrui tante ore !!! ) Ma torniamo a me: ora mi ritrovo a fare le stesse corse per uscire dall'ufficio e andare a prendere mia nipote....e dopo 2 anni di questa vita mi sento veramente giunta al limite.....sapevo di dover fare ancora tre anni di questa logorante vita e poi avrei potuto dedicarmi a mia nipote MA..grazie alla comunità europea, e ai nostri governanti, mi ritrovo a trascinarmi ancora per molti altri anni !! Pensano che togliendoci anni di vita, rimpingueranno le nostre acsse statali..ma via!!!! Ma perchè i nostri goveranti non rinunciano almeno ad una delle loro plurime pensioni?..perchè non fanno una vera lotta all'evasione...e no..la strada più facile è quella di affamare il pubblico impiego...lo sapete che quando stiamo a casa ammalati ci tolgono una parte di retribuzione?....E poi, .cosa mi interessa la carriera..cosa mi interessano i soldi se perdo le cose più belel della vita?..se sto erdendo le amicizie perchè non mi rimane altra energia che quella per gli impegni familiari e lavorativi...se poi non potrò godermeli perchè dovrò comperare medicine?...perchè avrò bisogno della badante? Io credo che staremo meglio solo quando sapremo veramente scegliere fra l'essere e ...l'avere....grazie per l'attenzione

risposta

Brava, sottoscrivo tutto cio' che hai scritto, e' la pura verita', qui stanno facendo un gioco sporco sulla pelle dei piu' deboli...e' una vergogna!

noi donne schiave del sistema mercato e del consumismo

TUTTO IL SISTEMA DELL'ECCESSIVO CONSUMISMO SI POGGIA SULLE DONNE CHE "TANTISSIME" DA 40 ANNI CIRCA "LAVORANO" ANCHE FUORI CASA. UNA VOLTA CON UNO STIPENDIO LA FAMIGLIA RIUSCIVA A VIVERE E A CRESCERE SEMPRE GRAZIE ALLE DONNE CHE LAVORAVANO SOLO IN CASA FACENDO TUTTE QUELLE ECONOMIE, PICCOLE E GRANDI, CHE SOLO UNA DONNA SA' FARE! GRAZIE ALL'ILLUSIONE ED AL LAVAGGIO DEL CERVELLO CHE ERA EMANCIPATIVO E GRATIFICANTE LAVORARE FUORI CASA COME GLI UOMINI, CHE IN CASA NON FACEVANO ALCUN LAVORO, CI SIAMO ACCOLLATE ANCHE IL 2° LAVORO. RISULTATO: PIU' SOLDI IN ENTRATA MA PIU' SOLDI IN USCITA NEL BILANCIO FAMILIARE PER L'AUMENTO DEI BISOGNI INDOTTI E NON INDOTTI DAL "CONSUMISMO", DAL PAGAMENTO DELLE SUPPLENTI DELLE DONNE EX CASALINGHE, ECC. CI SAREBBERO TANTE COSE DA DIRE MA HO L'IMPRESSIONE CHE L'INCANTESIMO E' FINITO E NOI DONNE NE PAGHIAMO LE CONSEGUENZE IN MISURA MAGGIORE.

Pensione 65 anni

...ma dove sei rimasta al tempo della pietra o vivi in qualche meandro del Italia meridionale???
Io, come molti altri papà, preparo la cena, lavo, distendo, piego, faccio i mestieri, porto mia figlia dal dottore o in ospedale, gioco con lei la sera e...LAVORO (timbro) dalle 7:30 alle 17:00 TUTTO IL GIORNO x 5 gg. la settimana, mia moglie uguale!!! Dov'è il problema?
La pensione dovrebbero darla a TUTTI (sett. pubblico e privato) dopo 40 anni di servizio (laureati, diplomati, ecc.,ecc.,...). Ergo, sarei favorevole di anticipare la pensione per quelle categorie di operai quali, minatori, metalmeccanici, chimici, ecc.,ecc., che hanno operato in condizioni di estrema difficoltà fisica per almeno 4/5 della loro vita contributiva!

risposta

E' arrivato SUPERMAN!!!

secondo me tu sei uno che

secondo me tu sei uno che timbra e poi fa il cavoli suoi con l'aria condizionata -il bar ecc.. i tickets per mangiare ecc.- prova a lavorare in una scuola per otto ore comprensive dell'assistenza alla mensa con i tuoi bambini che fanno casino -A fine giornata non avresti neanche in mente di timbrare e ti sbracheresti sul divano, altro che fare bucato, -

non tutti i mariti sono come

non tutti i mariti sono come te !

Ricordati che il tuo caro

Ricordati che il tuo caro Ministro Prunetta se ne andato in pensione con 59 anni di
età e non so con quanti anni di lavoro-Percepisce una pensione di 4,000 euri!!!!!!
oltre ai vari emolumenti da parlamentare nonchè ministro-E' troppo semplice fare le riforme che non toccano i propri interessi, svegliati furbone!

non ci posso credere

Non c'è stata una sola donna tra le "elette" del governo che abbia detto una parola sui provvedimenti di Brunetta per far presente che le donne lavorano di solito MOLTO, MA MOLTO più degli uomini!!!
Immaginatevi un usciere o un impegato medio, la cui attività, IN ITALIA, consiste mediamente nel passare dalla sedia della scrivania alla poltrona di casa, mentre una donna, oltre al lavoro, ha un'intera casa da gestire e i figli da portare nel ventre per 9 mesi, da partorire e da crescere con un impegno che non cessa mai!!
VERGOGNA MINISTRO BRUNETTA!!
Visto che lei si ogni tanto si diverte a spignattare, provi a pensare di doverlo fare anche per altri, quali che siano i suoi impegni, e poi dover pulire tutto, rassettare, fare il bucato, e poi stirare, prepaprare la cena, pulire di nuovo tutto etc etc.
Per tutta la vita finchè le forze reggono.
E poi si parla di uomini discriminati!
SIETE RIDICOLI!!!
Oltre che ingiusti, miopi, sfruttatori pieni di privilegi!

sentenza corte di giustizia europea causa c 46/07

Quanta ipocrisia, non chiarezza, nelle dichiarazioni del Ministro Brunetta e di chi sostiene le sue idee sulla riforma delle pensioni per i dipendenti pubblici. Le donne, attualmente, non sono penalizzate da questo sistema pensionistico. NULLA impedisce lore di proseguire l'attività fino a 65/67 anni. A fronte di un doppio, triplo ruolo nella società, è stato loro concesso di optare per una età pensionistica anticipata rispetto agli uomini. Il vero problema è stato, nella riforma Maroni 2004, aver indicato una età fissa (60 anni per le donne- 65 anni per gli uomini). Se avessimo avuto una fascia di flessibilità tra i 60/65 anni per tutti ( come sarebbe giusto in un sistema che volge ad un calcolo contributivo puro) non ci sarebbe stata contestata nessuna discriminazione. La discriminazione quindi non è a carico delle donne, ma degli uomini, come ha ben giustamente rilevato il Presidente dell'INPS. Basta con l'ipocrisia!
Siamo state vittime di scelte legislavive sbagliate e NON VOGLIAMO PAGARE, caro Ministro! Non racconti sciocchezze, perchè qualche donna informata sull'argomento la può smentire in due minuti.

età pensibabile delle donne

Egr Sig.Ministro la stimo moltissimo per il coraggio che dimostra in certe situazioni e sono d'accordo con lei sui provvedimenti presi nel pubblico impiego, ma sull'età pensionabile delle donne ci rifletta un po su. Si dice che il risparmio verrà rienvistito nel sociale, ma noi che di quel sociale che lei dice non abbiamo visto nulla a 60 anni siamo molto stanche, dobbiamo lavorare per aiutare a mantenere la famiglia, dobbiamo avere cura dei figli,farli crescere, dobbiamo avere cura degli anziani e delle persone com handicap. MA QUANTE COSE CI VUOLE FARCI FARE. IL PUBBLICO IMPIEGO NON SONO SOLO MINISTERI, MA CI SONO PICCOLI COMUNI IN CUI BISOGNA SOPPERIRE A TUTTO. PER RISPERMIARE BISOGNEREBBE PER PRIMA COSA RIDURRE I VOSTRI ALTI STIPENDI E PRIVILEGI.IL NS.STIPENDIO MEDIO è DI 1.200 E. MENTRE AL SENATO, COME E' APPARSO SU INTENET SI SPENDONO O IN TRE MESI MOLTI SOLDI PER CAMICIE, CALZE DI SERVIZIKO E AGENDE FIRMATE. IO LE CALZE PER ANDARE A LAVORARE ME LE COMPRO DA SOLA E PRENDO QUELLE CHE COSTANO MENO. PIUTTOSTO RISPARMIATE NEI VS.SPRECHI E FATE ANDARE IN PENSIONE NOI DONNE, POICHE' SE CONTINUAMO COSI A 65 ANNI ANDREMMO IN PENSIONE TALMENTE MAL RIDOTTE CHE FORSE COSTEREMO UN OCCHIO ALLA SANITA'PUBBLICA.

E che gliene importa a

E che gliene importa a Brunetta di quanto costano gli ultrasessantenni alla sanità pubblica? Fra poco si inventerà un'altra tassa sulla malattia da applicare, invece che sullo stipendio, sulla pensione! Anzi, mettiamoci pure i lavori forzati per i pensionati che, ammalati, non rispettano gli arresti domiciliari!! Incredibile, ci sono ancora lavoratori che difendono Brunetta! Ma cos'altro vi deve fare per farvi capire le sue vere intenzioni?

bunetta

NON CI ANDREMO PER NIENTE , SIGNOR MINISTRO, POICHE' SAREMO TALMENTE STANCHE ( VISTE LE SUE PRODIGIOSE RIFORME...) CHE SE INNALZA L'ETA' A 65 ANNI CI LASCIAMO LE PENNE PRIMA! COMPLIMENTI PER IL SEQUESTRO DI PERSONA - MI RIFERISCO ALLE FASCE ORARIE - MAI NESSUNO LE AVEVA TOCCATE. ASPETTAVAMO LEI, CHE HO ANCHE VOTATO...,ASPETTA CHE QUALCUNO LA DENUNCI PER DISPARITA' DI TRATTAMENTO O CHE TROVINO QUALCHE SINGLE DECEDUTO IN CASA DA GIORNI PER IPRISTINARE LE VECCHIE NORME? PERCHE' NON SE NE VA A CASA ?

Pensione a 65 anni per le donne

Se posso permettermi di commentare dal basso dei miei quasi cinquantanni anni e da un lavoro che faccio nella PA da ventotto anni, DISSENTO caro Ministro Brunetta chiedendomi se Lei pensa solo in numeri o se qualche volta PENSA a noi come persone, semplici e poveri, forse, ma comunque esseri umani, che per gli errori della politica, di qualsiasi colore, debba sempre pagarne le spese. Io sono invalida, ho tre figli che ho cresciuto da sola, continuando a lavorare nel miglior modo possibile, sono vicino agli anta, sono stanca di correre (per dire, la mia invalidità non lo consente) sempre, vorrei potermi gustare un po la mia casa, la mia famiglia, i nipoti, me stessa. Non a sessantacinue anni,caro Ministro, ma fra sette, quando i miei contributi saranno trentacinque, credo che basti, altrimenti Sig Ministro le Chiedo di dividere le categorie e pensare anche a noi, Invalidi o Diversamente Abili scelga Lei, ma di fatto io non nè posso PIU'. La ringrazio.

l'eventuale innalzamento dell'età pensionistica per le donne

ritengo che, come fu in precedenza per l'innalzamento della pensione per gli uomini, anche questa volta, se il ministro brunetta & company non dovessero "ravvedersi", si potrebbe verificare la più che probabile ipotesi che il governo cada !!!!!!
attenzione perchè fino al momento gode della fiducia di moltissimi !!!!!
il sig. brunetta si deve preoccupare di assicurare un posto di lavoro a tanti giovani che stanno a spasso anzicchè far rimanere in servizio gente con il bastone che impedisce gioco forza l'ingresso a gente che sarebbe senza alcun dubbio più in grado di poter "innalzare" il grado di rinnovamento necessario al nostro paese.

Brunetta e pensioni alle donne del pubblico impiego

Il Ministro Brunetta probabilmente parte da un'analisi del proprio vissuto personale. Dalla sua esperienza di fannullone nei meandri dello Stato con un ricco ed immeritato assegno mensile a carico di noi tutti cittadini, pensando che ce la "beviamo".
Ma fra qualche anno rivoteremo (almeno questo si spera!)e non ci faremo imbrogliare ancora una volta da questi millantatori incompetenti e scansafatiche a nostre spese.
Cari Brunetta e company, il mio voto e quello della mia famiglia non lo avrete piu'!!!! Vergognatevi!!!

mi stupisco che il voto

mi stupisco che il voto glielo abbia dato anche una volta sola! cmq ha detto bene: ormai si spera di poter votare fra 5 anni ma chissà in quali disastrose condizioni economiche e sociali ed in quale devastata situazione culturale.

sull'età pensionabile

sul pagina "la vita in ufficio del sito che curo sul bullismo ed il disagio lavorativo
www.sportellomobbing.it

ho inserito un articolo, riassuntivo di diverse posizioni sull'argomento in oggetto

età pensionabile

Le impiegate statali non debbono andare in pensione a 60 anni, ma possono, infatti sono numerose le donne che rimangono in servizio sino a 67 anni di età. Il ministro Brunetta è molto bravo a montare dei casi mediatici, questo mi fa pensare che il punto non sia la "discriminazione" nei riguardi delle donne, ma distogliere dalle gravi prospettive dell'occupazione sia femminile che maschile.
Il problema della valorizzazione del lavoro domestico e di cura che le donne svolgono si potrebbe risolvere conteggiando questo nel PIL, cioè nella ricchezza prodotta nel Paese.

c'è lavoro e lavoro

Parole sante! ricordo a tutti che la Costituzione impone di tutelare qualsiasi attività che contribuisca al "progresso materiale e spirituale" del paese (leggi: educazione dei bambini) e che anche il Codice Civile nella parte dedicata alla famiglia cita il "lavoro professionale e casalingo" come due ambiti di uguale importanza. E sono testi di oltre sessant'anni fa! se lo stakanovista Brunetta non avesse avuto alle sue spalle una mamma, nonna o altra antenata a dare una mano alla famiglia restando a casa, lui avrebbe potuto ricevere un'istruzione tale da portarlo fin dove è ora? ministro, ci pensi!!!
un'aspirante mamma a tempo pieno

Donne OBBLIGATE ad andare in

Donne OBBLIGATE ad andare in pensione a 60 anni? A me risulta invece che si possa restare in servizio fino ai 65, se si vuole.
Dov'e' la discriminazione?
Poi sono d'accordo con chi sostiene che il doppio carico di lavoro delle donne giustifica pienamente una facilitazione che oltreatutto si traduce in un risparmio per lo Stato.
Le sessantenni a casa erogano quei servizi di cura e assistenza ad anziani e bambini che lo stato NON fornisce.
Vogliamo parità reale, non mistificazioni.

hanno scoperto che siamo discriminate?

Potrebbe sembrare una buona notizia: anche i ministri stanno scoprendo che le donne sono discriminate. Però, per perseguire la parità iniziano dall'abolizione delle norme a noi favorevoli.
Prendo a prestito le parole di don Milani per ricordare che non c'è ingiustizia peggiore che fare le parti uguali tra i diseguali.

DISUGUALI

MA QUALI DISUGUALI!!!!!! - TU PRENDI IL MIO STESSO STIPENDIO.- BENE
PRETENDO CHE A TE VENGANO DATI STESSI DIRITTI E STESSI DOVERI.- QUINDI ANCH IN PENSIONE DI VECCHIAIA A 65 ANNI COME ORAMI AVVIENE
IN TUTTA EUROPA.-

auguro anche a te come a

auguro anche a te come a brunetta di dover "correre" in tuo aiuto da infermiera 65enne quando alle tre di notte mi chiamerai perchè stai male!allora si che rideremo!

E ALLORA DEVI ANCHE

pulire casa, far da mangiare, lavare i piatti, fare il bucato, stirare, curarti dei figli sinchè sono indipendenti, etc etc! E il tutto oltre alle ore di lavoro in ufficio e al cercare di restare in forma e attraente per il maritino!
NO, EH? Troppo comodo restare in poltrona ed essere servito!
E ALLORA TACI!!

Prima la parità attraverso i servizi!

Comunque si tenti di contrabbandarlo, non è un provvedimento che va a vantaggio delle donne.
Non è nell'ultima parte della propria vita lavorativa che si fa carriera, ma nella prima.
Le donne lavorano molto più degli uomini perché si fanno carico della gestione familiare, quindi hanno diritto ad andare in pensione prima. Pensiamo PRIMA ad un sistema di aiuti (es. asili nido, scuole a tempo prolungato, sostegno per genitori anziani) che consenta parità nelle possibilità di lavoro e carriera, POI potremo equiparare l'età della pensione.
L'Europa pone un problema giusto, ma non tiene conto che la realtà italiana è molto arretrata rispetto agli altri Paesi in termini di servizi per la donna e la famiglia (in ogni senso intesa).

Donne che lavorano di piú?

Se posso, da uomo che sei occupa della famiglia (anche se vivo all'estero e non lavoro in PA) far presente che, anche se non é molto comune, vi sono anche degli uomini che si occupano dei bambini (nel mio caso 2) e di cucinare e badare alla casa (mentre lavoro per conto mio quando posso)? Questa storia delle donne che (sempre e invariabilmente, come un magma unico e omogeneo) lavorano di piú stufa molto, anche se vedo le ragioni dal vostro punto di vista molto bene, data la mia condizione. Peró, se posso permettermi un consiglio, al di lá delle giuste rimostranza basate sulla cultura vigente, aiutare le donne con asili ecc, dovrebbe essere un servizio alla famiglia, non solo alla donna, che poi ha secondo me diritti di paritá assoluta. Nel momento in cui peró generalizzate, perpetuate questo problema culturale per il quale solo le mamme prendono i bimbi all'asilo, solo le mamme rinunciano alla loro carriera in parte e ne soffrono le conseguenze. Vero che voi avete la maternitá ma per il resto, il post, i papá possono benissimo essere 'mamme'; basta volerlo. Ve lo dico non come critica, ma come sprone a non generalizzare nel corso di una causa secondo me giustissima; combattetela peró con armi non deviate da stereotipi, per quanto realistici. Solo cosí si potrá ottenere paritá in famiglia e al lavoro secondo me. Paritá vera, radicata in un cambiamento anche culturale e non solo legislativo.
Auguri, da uomo e 'mamma'
A

Nessuno che voglia chiedersi

Nessuno che voglia chiedersi come mai abbiamo goduto di questo "ingiusto" privilegio. Che sia perchè oltre a lavorare portiamo sulle spalle da sempre il lavoro domestico, di cura dell'infanzia e degli anziani? Che sia perchè era più facile abbonarci qualche anno di lavoro che cambiare la struttura della società? E proprio ora che per noi, dopo una gioventù senza asili nido e una mezza età di assistenza alla terza età, viene il momento di andare in pensione, voilà, il ministro Brunetta esce dalla scatola con il suo regalo. Quanto al dirottamento delle risorse per le più giovani, mi spiace ma mi sembra la classica foglia di fico. E comunque esistiamo anche noi, che siamo ancora sulla breccia e vorremmo non essere per l'ennesima volta defraudate.

Andare in pensione cinque

Andare in pensione cinque anni prima vuol dire al giorno d'oggi "Riuscire ad andare in pensione prima di essere licenziati".
Poi mi pongo una questione. la Corte Europea agisce sempre su sollecitazione. Chi ha ha posto il quesito, e perché lo haposto SOLO per i dipendenti pubblici?
Altra lettura delle dichirazioni dei vari ministri e segretari. Prendere i soldi eventualmente risparmiati nella previdenza pubblica per destinarli alle problematiche femminili nel privato, significa solo "Togliere i soldi dal pubblico e darli(regalarli) alle aziende private (proprietari confondustriali)", cioè un'altra impresa del Robin Hood azzurro.

Pensione donne

Le donne vivono più a lungo e quindi pesano di più sul bilancio statale. la ecisione di Brunetta mi sembra sensata.

A parte il fatto che si

A parte il fatto che si tratta di pochi anni di media, ma allora noi siamo anche più numerose.....dobbiamo forse essere... soppresse per non gravare sul bilancio dello stato?Parliamo del nostro ruolo sociale. E' anche vero infatti che grazie ai nostri ENORMI sacrifici (anche fisici: parto, aborti, cesarei, allattamenti!) il paese si approvviogiona della forza lavoro....e allora come la mettiamo???? Gli uomini dovrebbero essere pagati di meno perchè....dal punto di vista di "riproduzione della razza umana" hanno meno ruoli "attivi". Questi ragionamenti portano a discorsi semplicemente assurdi. E
questo tipo di domande evidenzia la disparità tra uomo e donna!Esistiamo ed il genere non conta. Abbiamo gli stessi diritti.
Non mi sembra che ci sia molto da discutere.Esistono donne sole, vedove con figli, separate, donne con mariti che per invalidità portano avanti famiglie....non si capisce perchè debbono essere penalizzate da una norma che le manda in pensione prima "prevenendo il atto che forse vivranno più a lungo degli uomini!" Ma di cosa stiamo parlando? Invitiamoci tutti alla razionalità!

Ma quante ne deve dire (e

Ma quante ne deve dire (e sopratutto fare) Brunetta prima che gli Italiani si accorgano che la sua politica è contro gli onesti cittadini, le donne, le famiglie, gli invalidi, gli anziani, i diritti dei più deboli? La nostra capacità di sopportazione sembra non abbia limite... questa è la cosa che mi stupisce di più.

Verissimo

Sono d'accordissimo con te, Gio. E' mai possibile che tante persone non si accorgano che, un passo alla volta, i più deboli subiranno l'inimmaginabile?

Sono d'accordo con

Sono d'accordo con l'allineamento dell'età pensionabile delle donne con quella degli uomini, ma è fondamentale una maggior organizzazione dei servizi alla famiglia, dico per la famiglia, non solo per le donne!
Per esempio i miei figli frequentano la scuola primaria a tempo pieno, ma non è sufficiente in quanto il loro orario, di otto ore, corrisponde al mio lavorativo ma non considera che mi ci vuole anche un'ora per andare e tornare dal posto di lavoro! Per non parlare di quando andranno alle scuole medie dove non esiste il tempo pieno ed escono alle 14,15........ E questo solo per parlare della scuola! Quando stanno male?, Quando la scuola è chiusa 3 mesi per le vacanze estive, tre settimane per quelle natalizie, 10 giorni per quelle pasquali...... Ma le nostre ferie non sono così tante! Diamo un sostegno effettivo alle famiglie e penso che nessuna madre avrebbe difficoltà a stare di più sul posto di lavoro!

assolutamente favorevole, mi

assolutamente favorevole, mi sembra poi che sia la proposta del Ministro delle pari opportunità. In ogni caso...almeno l'opzione di scelta va garantita alle donne, perchè i casi di reali necessità di continuare a lavorare possono esistere e la decisione sulla base del sesso...non ha senso.

brunetta la smetta

A proposito delle donne che vivono di più è una gran bella notizia e la dobbiamo ai progressi della scienza e non certo all'inerzia delle donne. Sicuramente al super lavoro, dedizione e passione che infondono nella loro attività professionale e casalinga che ormai ritengo sia insito nel sistema cromosomico. Questa è la grande ragione della dinamicità delle donne e della lunga vita! Sanno affrontare con meno stress i gravosi problemi di conciliare la vita in casa con quella fuori. Una competizione che vede l'uomo evidentemente crollare oppure esaurirsi prima. Poca pazienza o poca intelligenza? A ognuno il suo!
Che poi l'Europa insista su questa grande "disparità" a svantaggio delle donne (altro che pari opportunità.... ennesima sottomissione all'ego maschile)e cosa conosciuta aver la capacità di importare il peggio dall'Europa. Comunque il Ministro ha ben capito dove poter facilmente rimpinguare le magre casse dello Stato, siccome non è capace di puntare il dito su una disparità che è sotto gli occhi di tutti e che sicuramente l'Europa sottolinea ma non è recepita dal nostro gran politico di turno, ovvero il gran numero di super pagati supereroi membri e dipendenti del Senato,della Camera,ovvero i lauti stipendi dei Magistrati, degli Alti professionisti tra Avvocati, Medici e chissa quanti altri che guadagnano stipendi che noi dipendenti pubblici conosciamo solo come somme di contabilità di Stato.
Brunetta non è diventato Ministro per volere suo ma a seguito di un voto che va difeso e valorizzato non certo attraverso una politica distorta.

brunetta ed i 65 anni per le donne

Ringrazio che:
- in Italia le leggi le fanno gli uomini, infatti nel parlamento la presenza femminile è inferiore a quella di qualche stato africano,
-nei blog e forum scrivono uomini frustrati controi le donne non uomini che condiviono con le loro compagne il lavoro ed i compiti familiari sennò, come succede alle donne non avrebbero (purtroppo) tempo ne per la politica ne per scrivere a casaccio senza cognizione di causa
- sono d'accordissimo per la parità tra uomini e donne, nel momento stesso in cui nella PA le donne che sono la maggioranza avranno percentualmente alla presenza i posti di responsabilità e potere (con la conseguente e stessa retribuzione degli uomini) ci potrà essere la parità di diritti e doveri per ora non c'è neppure la pari opportunità.
Vorrei infatti che fossero pubblicate le cifre dell'assistenza agli anziani da parte dei comuni, dei bambini che godono pienamente dei servizi di asilo nido e scuola materna oltre che dei servizi pubblici a loro disposizione per il relativo trasporto, rispetto alla relativa popolazione italiana e vedrete che le donne che lavorano, oltre ad essere impegnate dopo il servizio nei lavori di casa devono accudire gli anziani (avete mai provato a chiedere l'assistenza domiciliare per una madre con demenza senile? o un posto in diurno in casa di riposo o la legge 104? o l'accompagnamento? te lo danno tre mesi prima che muoia.....Per il resto te la gestisci da sola e con i soldi brillanti di pensione della stessa....
Se mia sorella non avesse poptuto andare in pensione a 60 anni avremmo dovuto affidare mia madre ad una badante straniera con il risultato che sarebbe morta nel giro di poco tempo per il senso di abbandono e la demenzache colpisce la maggior parte delle persone anziane ...
Non mi risulat che brunetta abbia stanziato ad oggi fondi per dare sostegno alle famiglie in questo senso ed il volontariato, da chi pensa sia fatto? Quelle che assistono i malati terminali e le loro famiglie sono al 90 % donne pensionate

Sono d'accordo con il

Sono d'accordo con il Ministro Brunetta; non vedo come si possa non adeguarsi alla sentenza della Corte di giustizia europea.
Per i primi anni sarebbe comunque necessario richiedere alla Corte che il prolungamento dell'attività lavorativa avvenga sula base di una richiesta volontaria.
Ritengo altrettanto importante quanto richiesto dal Ministro delle Pari Opportunità, cioè che gli eventuali risparmi di spesa vengano utilizzati per l'assistenza alle famiglie con misure di sostegno atte ad agevolare l'impegno delle donne nel mondo del lavoro e, contemporaneamente, i suoi più gravosi impegni di assistenza a minori, anziani e disabili.
Personalmente io sono ancora in servizio pubblico attivo, su mia richiesta di molti anni fa, pur essendo nata nel 1937, e lo sarò fino al 1° novembre 2009. (( come la maggior parte delle donne ho assistito anche io con molto affanno anziani, bambini e disabili))

e non le è mai balenato per

e non le è mai balenato per la mente di lasciare il suo posto ad un giovane disoccupato o precario? eh no certo! perchè in questo paese vince l'individualismo ed il bieco egoismo.

BRUNETTA

SONO STUPITA CHE SILVIO NON SI STA' ACCORGENDO DEI DANNI CHE PROCURA ALL'ITALIA. SE SI SENTE UN GENIO XCHè NON VA A FARLO DA UN'ALTRA PARTE? COSI' FORSE SILVIO NON PERDERA' LE PROSSIME ELEZIONI PER COLPA DEL SUO OPERATO. E CHI LO VOTA PIU'? MEGLIO I COMPAGNONI CHE UNA DESTRA CHE POI è IN REALTà SOCIALISTA. SE NE VADA.....