L’azione Digital Preservation Europe in una rete di best practice

Secondo Maurizio Lunghi, riprendendo i concetti espressi precedentemente da Alfredo Ronchi, nonostante il digitale abbia un enorme potenziale di utilizzo, presenta tutt’oggi elevate limitazioni nella conservazione dei dati. Quando il mondo si è affacciato al digitale, si pensava che la tecnologia fosse in grado di conservare e mantenere tutto; in realtà, a parte i costi elevati di gestione, è d’obbligo tenere in considerazione le scadenze temporali del digitale. Oggi non è più possibile pensare di elaborare sistemi che durino dai 3 ai 5 anni ma è auspicabile produrre tecnologie a “tempo indeterminato”. Nella parte finale dell’intervento una breve presentazione dell’esperienza con la ULSS di Asolo.

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