“Valorizzazione dei beni culturali: intervento pubblico e contributi privati”

Presentando il punto di vista delle aziende, Patrizia Asproni sostiene l’opportunità di dare spazio ai privati nella gestione museale. Riconosce nella formula del controllo statale e della gestione delegata ai privati una strategia potenzialmente vincente. La presenza forte del pubblico nella gestione rallenta il raggiungimento di risultati a causa del peso dei partiti politici, della burocrazia e di un modello di gestione inefficiente a cui si somma una storica incapacità a leggere i dati legati ai beni culturali in chiave economica. Lo Stato di fatto ha abdicato al suo ruolo di controllo e si occupa di gestione in maniera inefficiente. La proposta di Asproni è l’esternalizzazione di tutte le attività non strategiche sulla base di regole chiare, mentre la funzione di tutela rimarrebbe in capo alla Stato. A sostegno della sua tesi porta gli esempi dei modelli statunitense, britannico, francese, russo e olandese.
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