Infrastrutture e cittadini: un rapporto da reinventare

Esiste un disagio diffuso in tutto il mondo, nel rapporto fra i cittadini e la realizzazione di nuove infrastrutture. Questa tensione sottesa, e, tuttavia, continuamente percepibile, trova in Italia un territorio particolarmente fertile, che rischia di paralizzarne lo sviluppo infrastrutturale e socio economico. Lo scenario è complesso e non si può prescindere dai molteplici aspetti che lo caratterizzano. I soggetti che prima guidavano o partecipavano a diverso titolo al processo decisionale hanno perso forza o sfumato la propria capacità d’azione. Dalla Scienza alla Politica, fino alle grandi aziende, oggi più nessuno è ritenuto credibile, obiettivo ed indipendente rispetto a qualsivoglia argomento. Un ruolo determinante lo giocano sicuramente i media, che dovrebbero rappresentare il ponte fra chi detiene le informazioni e chi le vuole conoscere. Tuttavia, la ricerca del sensazionalismo a tutti i costi, a volte sembra essere il fine ultimo dell’informazione. La “rete”, poi, ha ribaltato il concetto di informazione e formazione del pensiero dei singoli, i quali hanno a loro disposizione nuovi e più potenti strumenti rispetto al passato per poter condividere la propria opinione con una più vasta ed eterogenea comunità. Nel processo di realizzazione delle infrastrutture, questo complesso fenomeno sociologico si traduce nella volontà di intervenire che le comunità esprimono in forme e modalità differenti. Ma se da un lato emerge con forza la voglia di partecipare, risalta con altrettanta evidenza l’assenza di un’effettiva condivisione dei progetti, almeno in Italia. Il problema non sembra essere l’opera in sé, ma la modalità con cui viene presentata e condivisa con la cittadinanza. Al contrario quelle realtà in cui si è percorsa la strada dell’informazione, del dialogo e della partecipazione, hanno visto la realizzazione dei progetti. E’ il caso questo del “Débat Public” francese, dove i progetti per le nuove opere vengono presentati, discussi in pubblico e condivisi con i cittadini, secondo un iter particolare che regolamenta tutte le fasi precedenti alla stesura del progetto esecutivo Contemporaneamente anche il nostro Paese sta muovendo i primi passi verso modelli strutturati di creazione del consenso. E’ quindi fondamentale per un’azienda individuare puntualmente le iniziative di dialogo da intraprendere per lo sviluppo dei propri progetti. Sicuramente il punto di partenza non può che essere rappresentato dalla completezza dell’informazione. Completezza infatti vuol dire trasparenza che a sua volta diviene aspetto fondante di un reciproco rapporto di credibilità. Naturalmente, questo processo trova il proprio sostegno, e quindi la sua validità, solo laddove è accompagnato da un insostituibile rete fatta da serie politiche di programmazione, da regole giuridico - amministrative certe, così come non può prescindere da un’estrema chiarezza in materia di competenze e responsabilità.
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