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Nuovo Codice Appalti e concessioni, via libera del Governo: stop al massimo ribasso

Semplificazione, snellimento e riduzione delle norme; qualità di progetti, stazioni appaltanti e operatori; dematerializzazione, trasparenza e lotta alla corruzione. Ecco le parole chiave del nuovo Codice degli appalti e delle concessioni, che ieri 3 marzo ha avuto un primo via libera da parte del Governo e che ora è in attesa della verifica delle competenti Commissioni di Camera e Senato. Il Consiglio dei Ministri - come previsto dalla legge delega del 28 gennaio 2016, n. 11, approvata dalle Camere il 14 gennaio 2016 - con un unico decreto legislativo ha recepito le direttive appalti pubblici e concessioni (direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014) e ha riordinato la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e contratti di concessione.

Quali i prossimi passaggi? Entro il 18 aprile il decreto legislativo dovrà tornare in Consiglio dei Ministri dopo la verifica di congruità alla Legge Delega da parte delle Commissioni parlamentari competenti. Ecco in sintesi alcuni punti centrali del provvedimento, come evidenziato nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri di ieri e al quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti su ognuno dei seguenti aspetti:
 
Semplificazione e lotta alla corruzione
Si riducono di oltre un terzo gli articoli di legge: si passa dai 660 del vecchio Codice, ai quali si aggiungeva il Regolamento generale, ai 217 del nuovo Codice, che non avrà Regolamento. Al suo posto ci saranno le “linee guida di carattere generale” che saranno approvate con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti su proposta dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione). Le linee guida, quale strumento di soft law, contribuiranno ad assicurare la trasparenza, l’omogeneità e la speditezza delle procedure e fornire criteri unitari. 
Viene poi regolata la Governance, con il rafforzamento dell’ANAC nel  sostegno alla legalità, il ruolo del  Consiglio Superiore del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e l’istituzione della Cabina di regìa presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, quale organo di coordinamento e monitoraggio.
 
Qualità
Il  nuovo sistema è incentrato sulla qualità del progetto esecutivo a gara, delle stazioni appaltanti, degli operatori economici e delle gare, per le quali il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (che coniuga offerta economica e offerta tecnica), che in precedenza rappresentava solo una delle alternative a disposizione delle stazioni appaltanti, diviene il criterio di aggiudicazione preferenziale, nonché obbligatorio per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica e per quei servizi in cui è fondamentale l’apporto di manodopera nei settori in cui prevale l’esigenza di qualità o di tutela dei lavoratori.
È richiesta la qualificazione sia agli operatori economici, per i quali è prevista una specifica disciplina, sia alle stazioni appaltanti, secondo standard predefiniti e sistemi premianti  che consentono, progressivamente, di appaltare opere, lavori e servizi più costosi e complessi.
Punti centrali sono la certezza dei tempi e delle risorse e il limite alle varianti in corso d’opera.
 
Legalità e chiarezza dei ruoli
Numerose le disposizioni a sostegno della legalità, partendo dal rafforzamento e potenziamento del ruolo dell’ANAC nel quadro delle sue funzioni di vigilanza, di promozione e sostegno delle migliori pratiche e di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti. L’ANAC è chiamato ad adottare atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, fornendo costante supporto nell’interpretazione e nell’applicazione del Codice.
 
Concessioni e Partenariato pubblico privato
Per la prima volta vengono normati per legge in modo organico: l’istituto delle concessioni di lavori, servizi e forniture e l’istituto del “Partenariato pubblico privato” (PPP) quale forma di sinergia tra poteri pubblici e privati per il finanziamento, la realizzazione o la gestione costruire  delle infrastrutture o dei servizi pubblici, affinché l’amministrazione possa disporre di maggiori  risorse e acquisire soluzioni innovative.
 
Trasparenza e dematerializzazione
È previsto il graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale, con conseguente riduzione degli oneri amministrativi.
Nell’ambito delle misure di trasparenza si prevede infatti il ricorso generalizzato ai mezzi elettronici di comunicazione ed informazione, la pubblicità di tutte le fasi prodromiche e successive della gara, che si affianca alla pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara. Misure volte alla razionalizzazione delle banche dati, ridotte a due, quella presso l’ANAC per l’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo e quella presso il MIT sui requisiti generali di qualificazione degli operatori economici.
 
Programmazione delle opere e superamento della Legge Obiettivo
Con l’eliminazione del ricorso a procedure straordinarie, si prevede il superamento della Legge Obiettivo riconducendo la pianificazione e la programmazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari allo sviluppo del Paese, agli strumenti ordinari quali il Piano generale dei trasporti e della logistica triennale e il Documento pluriennale di pianificazione (DPP), di cui al decreto legislativo n. 228 del 2011.
 
Riduzione del contenzioso amministrativo e tempi certi
Al fine di garantire l’efficacia e la celerità delle procedure di aggiudicazione e tempi certi nella esecuzione dei contratti viene introdotto un rito speciale in camera di consiglio del Tar. Sono poi previsti rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale quali l’accordo bonario, l’arbitrato, la transazione, il collegio tecnico consultivo e i pareri di precontenzioso dell’ANAC.
 
Infine viene prevista per legge la partecipazione dei cittadini: dibattito pubblico per le grandi opere; cura e realizzazione per interventi di sussidiarietà orizzontale; baratto amministrativo per opere di interesse delle comunità.
 

 

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