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Agenda Digitale: tanti cantieri - soprattutto nelle regioni - che vanno resi operativi

L’Agenda Digitale nazionale si potrà realizzare solo se scendiamo ad un livello maggiormente operativo e se si attua una piena collaborazione tra centro e territori, in primis le Regioni. Questi i due punti cardine per l'attuazione dell'Agenda Digitale, secondo Antonio Samaritani intervenuto oggi a Roma alla presentazione della strategia "Lazio Digitale", che ha proposto anche una lista di priorità su cui lavorare insieme.

A circa un mese dal suo ingresso in AgID in veste di Direttore generale e dal suo primo intervento pubblico a FORUM PA 2015, il neo Direttore si dice stupito della ricchezza di cantieri e idee attualmente in circolo. “L’impressione – dice - è cha ci siano un sacco di cantieri importanti e di idee positive, da cui possiamo sviluppare ancora nuove iniziative”.
“Il rovescio della medaglia – continua – è che dobbiamo lavorare per rendere queste idee realmente operative, cioè capaci di generare efficienza interna nella PA, migliorare il servizio al cittadino e dunque i suoi rapporti con la PA e avviare nuovi circoli di sviluppo economico” 

Per passare, però, ad un livello di maggiore operatività - della fatturazione elettronica come di ogni altro progetto digitale - è necessario coordinarsi con i territori per “scaricare a terra la capacità che abbiamo”. Samaritani ha spiegato così il senso della sua presenza alla presentazione dell’Agenda Digitale Digitale della Regione Lazio: “L’Agid deve recuperare il rapporto con i territori, in primis le Regioni, solo così si entrerà in una fase reale di execution”.

Cittadinanza digitale cardine della rivoluzione

Prima tappa di questo nuovo rapporto/dialogo tra Agid e Regioni è , proprio, il  Lazio che ha lanciato oggi “Lazio Digitale” il documento programmatico presentato dal Presidente Nicola Zingaretti che  apre la strada alla definizione di un’amministrazione aperta e partecipata. Centro del documento è una nuova idea di cittadinanza che, identificati i diritti specifici della società della Rete, possa cogliere le opportunità offerte dal digitale sia in termini di nuova occupazione che di partecipazione alle scelte dell’amministrazione pubblica. Quella cittadinanza digitale che - contenuta anche nell’incipit del Disegno di Legge Madia sulla riforma della PA e sottolineata nell’intervento di saluto del Ministro – per Samaritani sarà il cardine della rivoluzione digitale che l’Italia si impegna ad attuare.

L’agenda Digitale della Regione Lazio

Connettività, tecnologie, servizi e competenze sono i topic dell’Agenda Digitale del Lazio che definisce un modello governance unitaria dell’ICT e che trasversalmente riconduce a tutte le Direzioni e le strutture regionali la realizzazione delle cinque aree di intervento principali:

  • Infrastrutture digitali e di rete;
  • Amministrazione digitale, aperta e intelligente;
  • Sanità digitale;
  • Comunità intelligenti;
  • Cittadinanza e competenze digitali.

A queste aree di intervento si aggiunge, poi, un obiettivo più ampio, premessa indispensabile per la sua implementazione:  l’Internet Governance, ovvero la definizione della policy che, in accordo con gli orientamenti nazionali e internazionali, sia di competenza regionale con particolare riferimento alle infrastrutture (Wi-Fi e Banda Ultra larga) e cittadinanza digitale. 220 milioni di euro il valore complessivo degli interventi, provenienti principalmente dai Fondi Europei.

Non è però un documento “chiavi in mano”, ma aperto e partecipato ci tengono a precisare dall’amministrazione regionale.

L’intento è infatti quello di definire un gruppo di lavoro territoriale, sulla scia della Comunità di Pratica che segue le attività di formazione che la Regione sta svolgendo con il supporto di FORUM PA e Lait nell’ambito del progetto Open Data Lazio, che produca, organizzi e condivida le competenze le conoscenze necessarie per promuovere i processi e i progetti dell’Agenda Digitale all’interno delle amministrazioni locali. I componenti di tale gruppo sono i referenti designati internamente dall’Amministrazione Regionale e dalle amministrazioni locali.

Allo stesso modo, per dare piena attuazione al metodo partecipativo è prevista la nascita di una Rete territoriale per il Lazio Digitale, a cui sono invitati tutti gli stakeholder del territorio, con funzione consultiva e propositiva. La Rete sarà operativamente realizzata con l’istituzione di cinque tavoli tematici, ognuno inerente le aree di intervento dell’Agenda Digitale.

Gianni Dominici, direttore  FORUM PA è il moderatore del secondo tavolo di lavoro: “Amministrazione digitale, aperta e intelligente”.

Più in dettaglio nella prima fase consultiva (quella finalizzata alla redazione del Piano completo di Agenda Digitale) i Tavoli possono:

  • proporre una declinazione più dettagliata degli progetti di Agenda Digitale già in atto o in procinto di essere realizzati;
  • avanzare suggerimenti e proposte in merito ai progetti da attivare;
  • proporre nuove idee progettuali rispetto a quelle già ipotizzate dall’Amministrazione regionale.

L’inizio dei lavori è previsto già nelle prossime settimane, per chiudersi entro l’autunno così da rendere possibile la stesura dell’Agenda Regionale della Regione Lazio entro la fine del 2015.

A questi strumenti si aggiunge una piattaforma di consultazione on line, utilizzata per recepire pareri, indicazioni, suggerimenti sulla strategia definita o proposte su nuove idee progettuali da parte di tutti i cittadini. Tutti sono quindi invitati a dire la loro.


Una lista di priorità su cui lavorare insieme

Lo avevamo già sottolineato qualche tempo fa: uno degli elementi chiave per l’attuazione dell’Agenda Digitale è un maggiore coordinamento tra centro e territori sulle strategie. Oggi questa considerazione è la stessa fatta dal Direttore di AgID e dal Presidente Zingaretti.

In questo senso Samaritani ha anche provato a buttare giù una prima ipotesi di priorità da discutere al tavolo con le Regioni. La prima tra queste priorità è l’attivazione e la resa operativa dello SPID. Se la vera crescita digitale, deve passare al vaglio dei tre parametri oramai condivisi e richiamati sia nell’Agenda Nazionale che i tutte quelle locali approvate fino ad oggi -  nuovo rapporto PA/cittadini, efficienza, leve per lo sviluppo - allora lo SPID – Servizio Pubblico di Identità Digitale rappresenta la chiave di volta, dato che, a regime, rivoluzionerà il modo operare della PA, il rapporto tra cittadino e amministrazioni, e l’ingresso delle PMI italiane nei circuiti di e-commerce.
Come seconda e terza priorità, poi, occorrerà prendere in considerazione: un chiarimento del ruolo delle società inhouse nel processo di attuazione dell’agenda digitale nazionale e la messa in condivisione (Samaritani ha usato la parola “sharing”) delle competenze.

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