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E-fattura, è solo il primo passo: a #FPA2015 inizia il contagio

In occasione di FORUM PA 2015 la collaborazione con gli Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano prende forma in un ciclo di FOCUS sui temi chiave dell'Innovazione Digitale nelle Imprese e nella Pubblica Amministrazione. Apriamo il 26 maggio con un appuntamento dedicato alla Fatturazione Elettronica e alle opportunità di cambiamento che porta con sé. A due mesi dalla sua completa implementazione per tutto il sistema pubblico, faremo il punto con gli esperti dell'Osservatorio del Politecnico di Milano e con i rappresentati della PA e del mondo imprenditoriale. La e-fattura è solo il primo passo: il contagio digital è iniziato.

Adesso che il conto alla rovescia è terminato, che il passaggio ad un sistema di fatturazione totalmente telematico è ufficiale per PA e le imprese fornitrici, quale è lo stato delle cose? Ci troviamo davanti al day after – come lo ha definito Paolo Catti, Responsabile Ricerca Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano – in cui non vedremo cambiamenti epocali, in cui non dobbiamo credere onestamente che tutto fili sempre liscio. Perché questa è la necessaria fase di transizione che tutti i cambiamenti richiedono al loro start.

Le imprese avranno modo di provare diverse soluzioni e di pensare ad una gestione più efficiente dell’interno ciclo. Alla PA non basterà aver adottato gli strumenti necessari a gestire la e-fattura, dovrà cambiare le procedure interne e soprattutto la visione del processo. “Il modello di gestione delle fatture tradizionali dovrà sparire, non possiamo pensare di innestare la fattura elettronica sulla vecchia impalcatura che gestiva quelle cartacee” ci dice Catti. Non possiamo permetterci il rischio, perché i 1,5 miliardi di euro all’anno di risparmi calcolati dall’Osservatorio potrebbero perdersi in tempi e costi di gestione, proprio quelli che andrebbero invece ottimizzati con la digitalizzazione.

E’ un salto culturale quello richiesto alla PA, non può essere semplice per la macchina statale, ma è sicuramente necessario. Al 15 marzo, quindi a poco più di 10 giorni dalla scadenza, erano più di 1000 le PA non ancora iscritte sull’IPA, un passo indispensabile da compiere per l’identificazione degli uffici che all’interno delle amministrazioni dovranno recepire le fatture. Un’informazione fondamentale per i circa 2 milioni di fornitori della pubblica amministrazione italiana. I numeri oggi sono diversi, ma cosa è successo nel frattempo nelle nostre PA in termini di adozione, risposta del sistema e risposta delle imprese?

Il 26 maggio a FORUM PA 2015, grazie alla collaborazione dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, andremo ad indagare lo stato dell’arte di un’annunciata rivoluzione digitale in un appuntamento dedicato: “Cercheremo di capire quale è stato l’impatto sulle PA, ma anche sulle imprese e sulla relazione tra queste” dichiara Paolo Catti e prosegue: “Stimoleremo il confronto per supportare chi sta incontrando difficoltà, condividendo esperienze per trovare soluzioni”.

Ascoltare direttamente dagli attori della domanda, Agenzia delle Entrate in qualità di gestore del Sistema di Interscambio in primis, ma anche SOGEI, lo stato di attuazione e i numeri del cambiamento. Dalle imprese che meglio di altre hanno saputo cogliere l’opportunità, ascolteremo esperienze che possano aiutare a trovare soluzioni migliori a chi si trova nell’incertezza. Allargheremo la nostra riflessione all’intero ciclo dell’ordine, i risparmi arriverebbero a più di 6 miliardi l’anno: ordine, acquisto, trasporto e consegna, fattura e pagamento. Un sistema digitalizzato che integri tutti i flussi di scambio, in cui la fatturazione elettronica è solo un primo passo verso maggiore efficienza e competitività.

Un FOCUS, basato sulla condivisione delle buone pratiche per trovare soluzioni quindi, rivolto a coloro che gestiscono il ciclo passivo nelle pubbliche amministrazioni, a chi nelle imprese si interfaccia direttamente con il committente pubblico (commerciale, tesoreria), ma anche alla banche che chiudono il ciclo con la componente pagamento in cassa. Ecco cosa ci aspetta il 26 maggio maggio al Palazzo dei Congressi di Roma: non le risultanze di un mero adempimento normativo, ma un cambio di visione e una maggiore consapevolezza della priorità del digitale nella crescita economica del sistema produttivo e di efficientamento del sistema pubblico.

 

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