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Da OpenSIOPE a Soldipubblici.gov, buone intenzioni work in progress

Annunciato in Tv a metà dicembre e messo on line in tempi strettissimi e quasi impensabili per la PA a cui siamo abituati, il portale soldipubblici.gov.it è stato presentato dallo stesso Presidente del Consiglio come “un’opera straordinaria di trasparenza”, ma è indubbio che il lavoro da fare sia ancora molto. A questo proposito ne abbiamo parlato con il prof. Giovanni Menduni, a capo del team di progetto.

Annunciato in Tv a metà dicembre e messo on line in tempi strettissimi e quasi impensabili per la PA a cui siamo abituati, il portale soldipubblici.gov.it è stato presentato dallo stesso Presidente del Consiglio come “un’opera straordinaria di trasparenza” ed ha suscitato l’immediato interesse tra tutti gli addetti ai lavori.

Dal punto di vista dell’utente finale soldipubblici.gov.it è una piattaforma, frutto della collaborazione tra AGID, Banca d’Italia e la Ragioneria Generale dello Stato, che permette di accedere ai dati dei pagamenti delle regioni, delle aziende sanitarie regionali, delle province e dei comuni, con cadenza mensile (ad oggi aggiornati al 15 gennaio 2015). La fonte primaria dei dati è il SIOPE, il Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici, che monitora costantemente la situazione e l’andamento dei conti pubblici. Su questi dati con il contributo della Banca d’Italia il sistema di soldipubblici.gov.it effettua delle elaborazioni che restituisce agli utenti e, soprattutto, agli sviluppatori di nuove applicazioni sotto forma di dataset da scaricare.

In sostanza chiunque si colleghi al sito può incrociare due parametri (ente e categoria) ed avere accesso ai dati di spesa di quel determinato Ente, rispetto al mese in corso e su base annua, aggregati secondo le categorie del SIOPE. Il motore di ricerca, inoltre collega le categorie del SIOPE alle ricerche degli utenti permettendo al sistema di rispondere in maniera il più possibile pertinente e user friendly.

Fin qui nulla da dire, si tratta senza dubbio di una grande iniziativa di trasparenza e di rendicontazione, a cominciare dal fatto che i costi “vivi” dello stesso portale (per la cronaca al momento si tratta di 45.872,00 euro, IVA inclusa) sono riportati in chiara evidenza nella pagina del “chi siamo” e non è certo cosa da poco.

Da Open SIOPE a soldipubblici

FORUM PA ha raggiunto al telefono l’Ing. Giovanni Menduni del Politecnico di Milano, coordinatore del progetto insieme a Cristina Martelli dell’Università di Firenze, per saperne di più sulla genesi dell’iniziativa e suoi sviluppi futuri. Soldipubblici.gov.it è la tappa di un percorso già tracciato o un “coup de théâtre” dell’attuale Governo?

“Senza il forte commitment politico – ci ha spiegato Menduni - senza la buona gestione da parte dell’AgID e senza la forte collaborazione della Banca d’Italia il progetto difficilmente sarebbe stato realizzato. Siamo riusciti a catalizzare in poco tempo quello che probabilmente era in gestazione. Già a luglio 2014  la conversione del decreto legge n. 66 impone l’apertura dei dati SIOPE che è, però, un sistema difficile da maneggiare. Anche per questo abbiamo scelto un linguaggio più diretto”.

Sulla difficoltà di “maneggiare” i dati del SIOPE concordiamo. Abbiamo fatto una semplice prova. Curiosi di sapere (dopo le note vicende passate agli onori della cronaca) quanto spendesse la Regione Lazio in siringhe, abbiamo digitato nella home le due chiavi di ricerca “Regione Lazio” e “Siringhe” e sul nostro monitor è comparsa la cifra di € 63.178,89 per il 2014 (contro i € 72.465,90 del 2013) ovvero il totale della spesa per Accertamenti sanitari resi necessari dall'attività lavorativa”. Di fatto non si tratta delle nostre siringhe. Forse abbiamo sbagliato Ente, proviamo con “GESTIONE SANITARIA REGIONE LAZIO”. Stavolta il sistema non ci restituisce risultati… Insomma le categorie, nonostante il motore di ricerca, non rispecchiano esattamente il modo di ragionare del cittadino.

Abbiamo quindi davanti delle elaborazioni aggregate, anche difficilmente interpretabili per molti di noi. Questo perché i dati – come dicevamo – provengono dal sistema SIOPE che aggrega i pagamenti giornalieri delle diverse PA attraverso una serie di circa 250 codifiche gestionali. SIOPE è un sistema chiuso “ad uso interno”, che raccoglie i dati provenienti dalle amministrazioni locali, ma non da quelle centrali e già dal 2011 una serie di iniziative dal basso ne chiedevano l’apertura totale.

A detta dei realizzatori, è qui che si è concentrata la maggior parte del lavoro svolto per la realizzazione del portale: la traduzione dei codici SIOPE e delle voci di pagamento in un linguaggio comune è lo scoglio principale per permettere ai cittadini di navigare tra le cifre.

Basta tutto ciò?

Lo abbiamo chiesto a Vittorio Alvino, presidente dell’Associazione Openpolis da sempre impegnata per un OpenSiope: “Sicuramente è un’operazione di semplificazione di accesso ai dati di SIOPE, riuscita anche in poco tempo, ma sarebbe stato necessario uno sforzo in più sui contenuti, non basta un’interfaccia di accesso, ma va fornita al cittadino una “guida all’interpretazione”. I dati sono per loro natura molto tecnici e vanno contestualizzati, altrimenti si rischia facilmente che vengano fraintesi. Mancano inoltre le entrate, necessarie per valutare le spese e la chiara indicazione temporale in cui quella spesa è stata maturata. I dati indicati infatti si riferiscono all’anno di pagamento, ma non al periodo effettivo di acquisto, che può anche risalire a due anni addietro. Insomma non aggiunge nulla in termini di trasparenza, anzi mancano tutti i dati della PA centrale, che mi sarei aspettato essere i primi pubblicati all’interno di un’azione di trasparenza di Governo”.

E’ indubbio che si tratti di un progetto in divenire, che attualmente sviluppa solo una minima parte delle proprie potenzialità e lo stesso Menduni ci tiene a precisare che la piattaforma è tutt’altro che conclusa: “A cominciare dal motore di ricerca che viene migliorato di giorno in giorno, imparando dalle ricerche dei cittadini. Le parole che non trovano riscontro, ad esempio, vengono automaticamente elaborate in maniera evolutiva”.

Un altro esempio dell’evoluzione continua del portale è la possibilità - offerta a partire dall’inizi di gennaio - di scaricare i dati per riutilizzarli in altre applicazioni.

Così come ci sarà ancora da lavorare per l’implementazione nel sistema della fatturazione elettronica che, ricordiamo, dal 31 marzo sarà estesa a tutta la PA.  “E’ complesso – spiega Menduni -  visti soprattutto i numerosi database e i diversi attori, ma ci stiamo lavorando”. Soldipubblici.gov.it appare quindi un work in progress che ha comunque il merito, usando le parole di Menduni, di “aver rotto una barriera, avviando una gestione dinamica, ancora tutta da sviluppare nello spazio 3D che caratterizza SIOPE (enti, tempo codici)”.

 

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