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Le novità introdotte con i CUG

Laura Menicucci introduce il convegno sui Comitati Unici di Garanzia riassumendone il percorso, dal varo con l’art. 21 della legge n. 183/2010 fino ad oggi. Frutto di un importante razionalizzazione della PA in materia di parità e pari opportunità, i CUG portano ad un ampliamento delle garanzie per i pubblici dipendenti perché contrastano ogni forma di discriminazione e violenza sul luogo di lavoro assumendo un approccio unitario e organico per la tutela delle condizioni di lavoro e il benessere organizzativo interno.

La conciliazione in INAIL tra esigenze personali e familiari ed esigenze lavorative

Il Direttore Centrale delle Risorse Umane dell’INAIL introduce nel suo intervento alcune problematiche relative alla costituzione dei CUG, come quelle relative all’equa rappresentatività delle organizzazioni sindacali.

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Benessere organizzativo e contrasto delle discriminazioni: l’esperienza del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute è stato il primo ente ad applicare la legge 183/2010 creando un proprio CUG. Celotto sottolinea quanto siano importanti per la lotta alle discriminazioni gli studi e le indaginisul benessere organizzativo all’interno delle amministrazioni. In conclusione vengono ricordati anche l’importanza della gestione degli spazi in ottica antidiscriminatoria e i benefici dell’adozione di un Centro di Ascolto del personale.

Compiti dei CUD: dalla teoria alla pratica

Oriana Calabresi apre il suo intervento offrendo una preziosa lista di consigli e suggerimenti per declinare i compiti propositivi, consultivi e di verifica dei CUG in una serie di azioni positive rivolte al contrasto della discriminazioni. Dopo aver invitato a condividere le diverse esperienze tramite la piattaforma dell’Osservatorio sulle Pari Opportunità, la Calabresi si concentra sulla disamina dei concetti di “mobbing” e “discriminazione” analizzandone le molteplici e complesse sfaccettature. 

Compiti e attività dei Comitati Unici di Garanzia: proposte e riflessioni

Antonella Ninci dedica il suo intervento alle condizioni e alle attività preliminari che i CUG devono porre in essere per poter espletare con successo il loro ruolo. Se i CUG devono svolgere un’attività propositiva, consultiva e di verifica sono necessarie infatti alcune condizioni; in primis: raccordo con il vertice amministrativo, adozione di circolari che ne definiscano l’attività consultiva, relazioni virtuose con gli OIV, con la Consigliera Nazionale di Parità e con l’UNAR.

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Riforma Brunetta e pari opportunità: l'espienza della Regione Lazio

Isabella Rauti presenta il percorso fatto della Regione Lazio per recepire la Riforma Brunetta. In particolare la legge regionale dello scorso febbraio proprio a seguito dell’intervento di Isabella Rauti riporta un emendamento sulle pari opportunità.

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  • Cod. lab.105
  • 18/05/2010
  • 10:00 - 11:00
  • Padiglione 7
  • Stand 8B Sala Officine

Disability and social exclusion (DSE)

L'Officina si terrà presso la Sala Officine del padiglione 7
  • Cod. B.32
  • 18/05/2010
  • 10:00 - 13:00

Le azioni per le pari opportunità nelle pubbliche amministrazioni

(in collaborazione con futuro@lfemminile)

Le donne anziane possono spiegarci cos’è il Digital Divide

«Per capire il fenomeno del digital divide in Italia, poche cose sono utili, in questo momento, quanto il rapporto "La vita moderna della donna anziana", elaborato da Intrage - il primo tra i portali italiani dedicati alla terza età - e presentato in occasione dell’8 marzo. Intrage, passando in rassegna tutti i dati disponibili sulle persone che, statisticamente, possono essere definite anziane (di età superiore ai 65 anni), ha fatto diverse scoperte interessanti, che possono essere utili per capire meglio i motivi che stanno alla base di un persistente divario, nell’uso delle tecnologie internet, che da noi colpisce gli anziani più che in qualsiasi altro paese europeo». Comincia così un contributo di Paolo Subioli sul tema digital divide, donne e terza età, che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

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I nidi aziendali nella PA, un’incompiuta bloccata… sul nascere

In tempi di crisi i soldi mancano sempre, eppure anche quando le risorse ci sono... non vengono sfruttate.
E' il caso del progetto per gli asili aziendali nelle pubbliche amministrazioni che nonostante uno stanziamento di 18 milioni (quasi un anno e mezzo fa) ha portato solo il 4% delle amministrazioni pubbliche a dotarsi di un nido aziendale. Solo il 10% dei possibili beneficiari dall’iniziativa sta progettando o ha mostrato interesse per aprire un nuovo asilo. I bambini che usufruiscono delle strutture sono circa 3500, in luogo degli 80mila previsti entro dieci anni dall’avvio del progetto, a fronte di un numero di figli di dipendenti pubblici interessati alla fascia in questione che supera le 100mila unità. Un ritardo francamente incomprensibile.

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