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Le disuguaglianze di genere: quando la modernità fa paura alle oligarchie del potere

Isabella Rauti ribadisce il ritardo dell’Italia, segnalato anche dall’Unione Europea, sulle politiche delle pari opportunità. Rauti ritiene necessarie sistemi di welfare sussidiari e non assistenziali. Rileva una discontinuità storica nell’emancipazione femminile e sostiene la necessità di liberarsi dai modelli stereotipati che i media impongono. L’altro limite delle donne che Rauti rileva, per ragioni storiche, è la frammentarietà, lo scarso uso del mentoring.

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Divide di genere: una questione aperta

Marisa Ferrari Occhionero spiega cosa si intende per divide di genere o gender divide. Illustra come il gender, a differenza del sesso, sia una costruzione sociale che si manifesta in tutti gli ambiti della società. Ferrari sottolinea come il mercato del lavoro sia ancora poco orientato a rispondere alle esigenze delle donne ed evidenzia alcuni dei fattori che ne penalizzano l’ inserimento. Descrive i modesti segnali di cambiamento rispetto a questo trend. Aggiunge che le donne sembrano rifiutare i paradigmi maschile del potere, ad esso preferiscono altri valori.

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Le forze armate di donne: quando le pari opportunità diventano una risorsa per il Paese

Rosa Vinciguerra sottolinea la scelta delle Forze Armate di aprirsi al mercato delle donne. Ritieneche le donne abbiano portato un’iniezione di innovazione organizzativa nelle forze armate e nella cultura della Difesa. Vinciguerra sostiene che la creazione del reparto Risorse Organizzative e Comunicazione, in cui sono state introdotte figure femminili, è stata funzionale al miglioramento della vita del personale e delle famiglie dei militari.

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La politica che promette e non mantiene

Maria Pia Garavaglia sottolinea che c’è grande distanza tra gli annunci politici e la realtà dei fatti su tutti i settori e questa è una delle ragioni della progressiva erosione della fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato. Aggiunge che la promessa, annunciata in campagna elettorale, di lasciare spazio alle donne in politica non è stata mantenuta. Conclude con l’auspicio di un cambiamento della situazione a favore di una libertà di scelta delle donne che possa dirsi tale.

La Field Service: un’azienda al femminile

Elisabetta Marini porta la testimonianza dell’azienda di cui è socia e coamministratrice, la Field Service, un’impresa tutta al femminile in cui si realizzano condizioni particolarmente favorevoli nei confronti del personale: 10 dipendenti donne a tempo indeterminato. Marini sostiene che il clima positivo generi grande spirito di appartenenza all’azienda e produca una conseguente stabilità lavorativa.

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Un percorso di crescita culturale per affermare una maggiore femminilizzazione delle organizzazioni

Gabriella Alemanno auspica regole per l’affermazione dell’uguaglianza delle donne nella società rafforzate da opportune sanzioni in caso di inadempienza. Sottolinea la differenza tra leadership al femminile e leadership delle donne e pone in evidenzia come i valori maschili siano tuttora prevalenti. Ritiene che una maggiore femminilizzazione della società, oltre ad essere più in sintonia con i tempi, sia funzionale al benessere organizzativo.

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Il Bilancio di Genere e una legge per le pari opportunità: strumenti necessari per imprimere un’accelerazione al cambiamento cul

Silvia Della Monica offre un quadro delle percentuali di donne e uomini che lavorano nella Magistratura. Sostiene che pari opportunità e uguaglianza di genere necessitino di un assetto normativo e di un’azione in grado di incidere, attraverso percorsi educativi, sul tessuto socio-culturale del Paese. L’Italia, aggiunge, registra un abbassamento del livello di democrazia: un segnale tra i tanti è il dimensionamento dei tempi della politica e dell’amministrazione sui tempi degli uomini.

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Un cambiamento culturale per le pari opportunità: partiamo dal buon esempio

Renata Polverini ribadisce il profondo cambiamento culturale che occorre intraprendere nella società italiana. Rimarca la persistenza di un profondo divario tra l’impianto normativo e la realtà. Ritiene che il mercato del lavoro e la politica siano i luoghi da cui occorra partire per imprimere un cambio di rotta. Il primo passo da intraprendere è la creazione di un contesto di flessibilità e di strumenti di sostegno alle donne come gli asili nido.

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Gli Enti Locali e gli interventi per la conciliazione. L’esperienza del progetto TEMPO del Comune di Firenze

Uomini e donne sperimentano in modi diversi la dimensione temporale a causa dei ruoli che la società assegna loro; poiché il tempo di vita coincide generalmente con il tempo di lavoro – che potremmo considerare di natura maschile - agli altri tempi, dedicati a compiti tradizionalmente femminili come la cura della casa e della famiglia, viene attribuito scarso valore sociale.

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Il tempo delle donne: una risorsa inestimabile

I dati OCSE dimostrano che il tasso di fertilità in Italia è fra i più bassi dei Paesi membri, mentre il tasso occupazionale delle madri con figli di età inferiore ai 6 anni è pari al 53%, contro il 78% svedese e il 65% francese. Al contrario di quanto si pensa comunemente, più le donne lavorano e più hanno la volontà/possibilità di avere dei figli.

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