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La violenza contro le donne: analisi del fenomeno e risposta istituzionale

Alessandra Kustermann sottolinea il ruolo dei media nell’emersione di reati sulle donne perpetuati da extra-comunitari e rimarca il fatto che la violenza domestica è una delle prime cause di morte per omicidio. Ritiene occorra spostare la riflessione dalla presunta straordinarietà dei fenomeni di violenza ad una attenta osservazione degli eventi. Kustermann riporta i dati raccolti dall’Istat sulle violenze alle donne italiane. I partner e gli ex partner sono i responsabili della quota più elevata di tutte le violenze fisiche e sessuali.

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Il principio di pari opportunità nelle assemblee elettive e nella prospettiva di riforma elettorale

Dario Nardella spiega il principio delle pari opportunità nell’ambito delle assemblee elettive. Offre un quadro dei dati raccolti da istituti di ricerca e analizza gli aspetti delle prospettive di riforma della legge elettorale. Descrive i principi costituzionali e quelli dei trattati comunitari che sanciscono le pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive. Traccia un quadro della composizione di alcuni parlamenti europei. Offre i dati sulla partecipazione alla vita politica attiva e in senso più generale delle donne.

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Le dinamiche della comunicazione in una prospettiva di genere. L'immagine femminile nei programmi d'informazione

Catherine Spaak dichiara che lo statuto dell’immagine femminile diffuso dalla televisione soffre di un grave deficit di natura valoriale. Per quanto riguarda il settore dell’informazione se si equivalgono numericamente gli inviati di sesso maschile e femminile, pochissime sono le donne che entrano nelle stanze in cui si stabiliscono le soglie di notiziabilità. Nel contesto dell’informazione le donne spesso sono autorevoli ma non hanno autorità: visibilità senza potere.

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Salute e sicurezza sul lavoro in un'ottica di genere

Antonella Ninci affronta il tema degli infortuni sul lavoro in rapporto alla dimensione di genere. Sottolinea che solo con la direttiva comunitaria degli anni 2000 si sono intersecate le politiche di pari opportunità con quelle di sicurezza sul lavoro. Illustra i dati sugli infortuni nel 2006 in cui si registra un aumento degli incidenti mortali per le donne, numeri che ritiene potrebbero essere ridotti con strumenti di conciliazione e flessibilità. Presenta i dati infortunistici del 2005. Parla delle malattie professionali.

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Il recepimento delle direttive comunitarie antidiscriminatorie

Laura Calafà sottolinea che dentro le pieghe delle direttive antidiscriminatorie recepite nel nostro paese si nascondono tratti di legislazione che dovrebbero essere rimodulati. Rileva la moltiplicazione dei fattori di rischio di discriminazione. Delinea il quadro istituzionale nazionale e comunitario soffermandosi sull’articolo 10 del decreto legislativo della legge 276 del 2003. Sottolinea la dimensione stereotipata dei ruoli di cura che non contempla un congedo di paternità come diritto proprio del padre.

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Maternità, lavoro e discriminazioni: il ruolo delle Consigliere di Parità

Isabella Rauti descrive il ruolo delle consigliere di parità. In occasione dell’anno europeo sulle pari opportunità sono state individuate sei categorie soggette a discriminazione e, tra queste, quella di genere. L’Italia è stata indicata come il Paese che registra il primato negativo di discriminazione di genere, molte di queste in ambiente lavorativo. Il fenomeno della differenza salariale di genere è un’altra forma di discriminazione perpetuata rispetto alle donne.

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Il cambiamento della missione del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità

Silvia Della Monica descrive il cambiamento della missione del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità e parla delle deleghe affidate dal Presidente del Consiglio alla ministra Pollastrini. Nel secondo intervento sottolinea la necessità di trovare un sistema di rilevazione statistica su tutte le discriminazioni e di inserire la lotta per la parità di genere in un'ottica più ampia. Propone una serie di considerazioni sulla situazione della violenza sulle donne in seguito alla morte di Ina, la ragazza Pakistana uccisa per mano del padre.

Consapevolezza e autostima di sé: la chiave per le donne

Federica Cochi introduce l’incontro “Per una PA al femminile: corsi per l’empowerment delle donne – Secondo corso: Leadership e autostima a supporto della valorizzazione delle differenze di genere”. Nel secondo intervento Federica Cochi riprende il concetto di identità unendolo al tema della consapevolezza di sé e all’autostima quali elementi necessari di un percorso, fatto di scelte, che porta la donna, e in generale l’essere umano, a conoscere la propria identità.

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L'identità femminile: tra vantaggi e penalizzazioni

Giuseppe Innamorato, sia nel primo che secondo intervento, insieme alle persone presenti in sala stila un elenco di aggettivi e parole che rendono l’idea di ciò che significa essere donna oggi e quali sono le ragioni che hanno portato le donne a vivere situazioni “lavorative” più difficili rispetto agli uomini. Il risultato è una serie variegata di significati e di identità femminili, tutte distinte fra loro ma correlate.

Conciliazioni dei tempi di vita e lavoro, partecipazione politica e astensionismo

Linda Laura Sabbadini ribadisce il ritardo del nostro Paese su molti fronti della vita politica e sociale. Propone un benchmark rispetto alla situazione spagnola. Rileva un cambiamento minimo in quattordici anni, frutto di strategie individuali più che di politiche sociali. Sostiene che non c’è stato uno spostamento adeguato di risorse finalizzate alla conciliazione.

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