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Politiche energetiche nazionali

Secondo Giovanni Silvestrini l'Italia registra forti ritardi in materia di politiche ambietali e di attuazione del protocollo di Kyoto. Parte delle responsabilità vanno imputate alle politiche adottate fin'ora e alle imprese che non si sono adoperate per offrire soluzioni adeguate. Sarà quindi difficile raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2020 se non si adottano politiche specifiche per l'utilizzo delle energie rinnovabili e se non si procede con un cambiamento delle abitudini e della cultura da parte delle Amministrazioni centrali e locali, dei cittadini e delle imprese.

Il progetto di infrastrutturazione ambientale dell’Appennino Tosco Emiliano

Giuseppe Vignali descrive la situazione della superficie forestale nel mondo e fornisce dati sulle relative scelte di gestione. Evidenzia che l’Europa registra un incremento della superficie forestale. Propone una serie di considerazioni riguardo alla difficoltà di definire politiche per la gestione del territorio in una situazione in cui molte sono le problematiche da tenere in considerazione. Sostiene cha la manutenzione del territorio è un impegno da perseguire e propone l’esperienza di un progetto di infrastrutturazione ambientale dell’Appennino Tosco Emiliano.Leggi tutto

La politica per la tutela del patrimonio forestale e l’economia dell’arredo in legno

Maurizio Magni ribadisce la frammentazione del sistema istituzionale intorno alle politiche per la gestione del patrimonio forestale. Riporta i dati relativi all’occupazione degli associati Federlegno-Arredo e sottolinea la leadership mondiale dell’Italia per l’esportazione di mobili in legno. Auspica che attraverso il piano nazionale forestale il nostro Paese riesca a supplire ai deficit di materia prima che ora ne impongono l’importazione.Leggi tutto

Le attività dell'APAT e il protocollo di Kyoto

Roberto Caracciolo presenta l'attività dell'APAT (inventario delle emissioni, registro delle quote del protocollo di Kyoto ecc…) e le difficoltà che l'Italia incontra nell'attuazione del protocollo di Kyoto. I dati raccolti dall'APAT hanno l'obiettivo di fornire indicazioni precise sul rispetto delle norme e su quali settori intervenire in modo più efficace.

L'UNCEM per lo sviluppo dei territori montuosi

Renzo Mascherini sottolinea le potenzialità della montagna per lo sviluppo e la compettitività del sistema italiano

Il rapporto Stato-Regioni: divisione delle competenze per obiettivi comuni

Stefano Stefani affronta la questione della programmazione energetica partendo dalla necessità di un rapporto Stato-Regioni in cui ci sia una divisione delle competenze, in base ai settori di intervento, per l'applicazione delle norme. Oggi sono gli stessi cittadini a chiedere alle amministrazioni di intervenire sul territorio con politiche ambientali adeguate spingendo così le Regioni stesse a pianificare programmi energetici.

La foresta: una risorsa ambientale ed economica

Francesco Vaccaio ribadisce la necessità di considerare le variazioni climatiche come elemento fondamentale per la definizione di corrette politiche di gestione del territorio. Propone di operare scelte funzionali alle necessità del paese facendosi guidare dalla ricerca e sviluppando nuovi campi di ricerca. Sottolinea che il ruolo delle foreste è centrale per la depurazione delle acque fognarie, il trattamento dei rifiuti e il depuramento dell’aria.Leggi tutto

Un futuro sostenibile per il Po: costruzione di un programma di azioni condiviso

Il fiume Po costituisce un ecosistema complesso e dinamico che si evolve nel tempo con equilibri resi sempre più fragili a causa dell'intensificarsi della pressione antropica. L'esperienza ha dimostrato che un approccio settoriale alle questioni del fiume, oltre ad essere ovviamente parziale, può essere pericoloso. Solo una politica integrata nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali e della valorizzazione del territorio è in grado di affrontare aspetti idraulici, biomorfologici, naturalistici ed economico-sociali.

Il Piano di Sviluppo Sostenibile del Comune Ascoli Piceno

L'obiettivo del piano è il coordinamento e la sistematizzazione delle politiche ambientali, attraverso la sperimentazione di un nuovo approccio che consenta di intervenire efficacemente e in maniera esemplare su specifici programmi e progetti già avviati dall'amministrazione con effetti concreti ed immediatamente riscontrabili, che consentano l'abbassamento del livello di degrado ambientale, economico e sociale dell'area oggetto di interventi.