Cerca: Intervento, Economia, Atti FORUM PA 2007

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Quale titolo di Stato per quale profilo di investitore?

Maria Cannata propone una serie indicazioni utili a capire quali sono le opportunità di investimento per il singolo risparmiatore. Illustra le cinque categorie di titoli di stato presenti e spiega l’attività del Ministero dell’Economia quale emittente di titoli del debito pubblico. Propone una serie di considerazioni sui cambiamenti nella relazione tra lo Stato e il risparmiatore in seguito alla dematerializzazione. Approfondisce una serie di aspetti tecnici e procedurali che riguardano l’emissione di titoli di stato e concentrandosi sui B.O.T.

Maggiore concorrenza e riconoscimenti per merito per una Pubblica Amministrazione più vicina al cittadino

Secondo Maurizio Beretta la Ricerca Giannini riesce a mettere a fuoco il problema dell’efficienza e dell’efficacia dell’Amministrazione, fattore determinante per lo sviluppo di un Paese e delle imprese. Oggi in Italia il sistema imprenditoriale non riesce a posizionarsi allo stesso livello delle aziende concorrenti e in tal senso sono necessari interventi a largo raggio. Due elementi devono essere presi in considerazione: più concorrenza in una logica di sussidiarietà tra pubblico e privato e maggiori riconoscimenti per merito all’interno della Pubblica Amministrazione.Leggi tutto

La valutazione degli effetti delle riforme a livello comunitario e nazionale

Lorenzo Codogno parla del Lisbon Methodology Working Group, istituito nell’ambito del Comitato di Politica Economica. Il gruppo ha il compito di sviluppare un framework metodologico per tracciare, analizzare e “modellizzare” le riforme strutturali attuate nell’ambito della Strategia di Lisbona. Gli obiettivi si realizzano attraverso tre metodi. Innanzitutto, il miglioramento della “griglia” di reporting che riassume le riforme che ciascun Paese ha adottato.Leggi tutto

L’apporto di Unicredit allo studio sull’indebitamento degli Enti Locali, condotto in collaborazione con Legautonomie

Norberto Cursi racconta come il Gruppo Unicredit abbia risposto con favore alla richiesta di Leagautonomie di partecipare allo studio dell’indebitamento degli Enti Locali, non tanto perché questa poteva costituire una nuova frontiera commerciale, ma perché la ricerca rappresentava l’opportunità di comprendere in che modo costruire strumenti finanziari che fossero idonei a risolvere i problemi della finanza pubblica.

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Il Doha Round: analisi della situazione attuale dei negoziati

Il Round di Doha, iniziato nel 2001, è frutto di quella spinta positiva che il mondo ha voluto darsi dopo gli avvenimenti del 9/11. Dopo 6 anni di negoziati, ci si trova adesso in una fase di stallo dovuta al tema dell’agricoltura.Leggi tutto

Il ciclo di Doha e i rischi derivanti dalla sospensione dei negoziati

Stefano Santacroce spiega come l’obiettivo dei round promossi dal WTO sia generalmente quello di ridurre ciò che si frappone ad un libero scambio commerciale, ovvero ridurre le barriere e facilitare gli scambi. Alcune barriere, tuttavia, come nel settore agricolo, derivano da misure a sostegno degli agricoltori o delle produzioni, ad esempio prezzi di ingresso il cui effetto è equivalente ad un dazio. Con i negoziati si discutono le riforme per abbassare il livello generale di protezione negli scambi globali e rendere il mercato meno distorsivo.Leggi tutto

Da Lisbona a Goteborg: la sostenibità dello sviluppo in Europa

Per Antonio Saturnino uno dei punti più rilevanti della Strategia di Lisbona è la sostenibilità ambientale, un principio che già il Trattato Costitutivo dell’Unione Europea sanciva come fondamentale; la strategia di Goteborg del 2001 ha poi integrato le previsioni ed i programmi messi a punto dall’UE in questo ambito. Nella prassi, tuttavia, l’importanza della questione ambientale resta più un obbligo che una convinzione.Leggi tutto

La ricerca di Legautonomie ed Unicredit sulle scelte di indebitamento degli Enti Locali

Fabrizio Pezzani illustra le linee guida ed obiettivi della ricerca condotta da Legautonomie ed Unicredit, con lo scopo di monitorare le scelte di indebitamento degli Enti Locali. Il Relatore nel suo intervento sottolinea come il modello federale non sia una scelta politica, ma riguardi la capacità di adattamento ad una realtà economica che muta in maniera rapida ed imprevedibile. In questo contesto gli Enti Locali devono avere un assetto istituzionale ed organizzativo flessibile, in grado di anticipare i mutamenti.

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La Strategia di Lisbona: il metodo di lavoro

Per Carmela Decaro Bonella, scopo dell’incontro è dimostrare l’importanza della Strategia di Lisbona e le opportunità aperte sul piano metodologico e dei contenuti. La Relatrice sottolinea come, nell’ambito delle politiche comunitarie, l’Italia sia carente per l’organizzazione amministrativa e la direzione politica: il nostro Paese, infatti, è ultimo nelle procedure d’infrazione e terzultimo nel recepimento delle direttive europee, con costi molto pesanti.Leggi tutto

Il partenariato pubblico-privato: dalla decisione Eurostat al public sector comparator

Per Massimo Coltellacci, il project financing può essere utilizzato anche per quelle opere nelle quali è la Pubblica Amministrazione ad essere utente, direttamente o indirettamente, dei servizi forniti; per ospedali, scuole ed uffici pubblici, infatti, potrebbe essere vantaggioso passare dal modello tradizionale, che prevede un appalto per la costruzione dell’opera, ad un partenariato pubblico-privato. Il Relatore, quindi, spiega in che modo debba essere strutturato tale modello, ed illustra un metodo per il calcolo della convenienza di questa nuova procedura: il public sector comparator.