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2007 l'anno delle pari opportunità

Mario De Ioris fa alcune considerazioni sui temi emersi nel corso del convegno “A partire dai diritti” sulle politiche del Dipartimento per le pari opportunità. Sottolinea la necessità di investire maggiormente su quelle misure in grado di determinare una crescita culturale sulle pari opportunità, affiancate a strumenti di monitoraggio sul grado di attuazione delle normative e delle azioni poste in essere. Illustra alcuni interventi del Dipartimento in occasione dell’anno europeo per le pari opportunità.

La formazione come leva strategica per i cambiamenti culturali

Silvia Della Monica sottolinea l’importanza della formazione sia interna alle istituzioni che verso l’esterno della società. La ritiene infatti una leva fondamentale per agire sul cambiamento culturale necessario per realizzare politiche di rispetto di diritti e di pari opportunità. Traccia un excursus storico sull’inquadramento istituzionale del testo unico sull’immigrazione e sulla nascita degli organismi che in Italia si occupano di diritti umani.

Tutelare i diritti e valorizzare le differenze di genere. Le azioni del Governo e il ruolo della formazione

Silvia Della Monica parla delle politiche del Dipartimento delle pari opportunità e del ruolo della formazione. Ribadisce che nel mondo della magistratura la formazione è un processo continuamente in atto. Sottolinea che l’Inail è un terreno privilegiato di sviluppo di politiche pubbliche, un luogo di servizio al cittadino con una forte presenza di personale femminile. Sottolinea che l’impegno per la diffusione della cultura di genere sostenuto dal Dipartimento con la formazione sarà un elemento cruciale del prossimo protocollo d’intesa.

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L’ergonomia per le pari opportunità: migliorare le condizioni di lavoro, mettere al centro le persone

Ivetta Ivaldi sottolinea l’interconnessione tra l’ergonomia e le pari opportunità. Ritiene che la pubblica amministrazione si trovi in un momento di cambiamento cruciale in cui si stanno mettendo in atto processi di cambiamento organizzativo radicali. Spiega il ruolo dell’ergonomia in questi processi. Sostiene che è necessario modificare in prima istanza gli assetti organizzativi e poi realizzare la tecnologia.

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Il bilancio di genere per la democratizzazione delle politiche e delle scelte

Isabella Rauti presenta la direttiva sulle pari opportunità nella pubblica amministrazione. Sottolinea che le statistiche e i bilanci di genere sono strumenti di trasparenza in grado di offrire una clausola di efficacia poiché danno la possibilità scientifica di valutare l’impatto delle scelte economiche e organizzative sui generi. Rauti parla di prigionia degli stereotipi e afferma la volontà di essere liberi da modelli precostituiti che pure aiutano ad orientarsi nei grandi momenti di confusione.

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Formazione sull'identità di genere e cambiamento dell’assetto organizzativo: un binomio simbiotico

Paola Conti sostiene che gli interventi formativi debbano essere collegati ad un cambiamento nell’assetto organizzativo della pubblica amministrazione. Racconta l’esperienza di un seminario di studio “a due voci” i cui temi erano: lavoro, salute e politiche sociali in ottica di genere. Ritiene che occorra mettere a sistema i saperi e le sensibilità sui temi dell’identità di genere e delle pari opportunità ad esse correlate.

Le donne e la carriera diplomatica. Piccoli passi per grandi successi

Emanuela D’Alessandro racconta l’evoluzione della carriera diplomatica dal punto di vista femminile. Circa 40 anni fa ci fu la prima donna ambasciatrice; nel 2005 hanno ricevuto l’incarico due diplomatiche. L’abisso tra uomini e donne è enorme e nonostante all’interno del MAE si registri un 46% di presenza femminili, la percentuale scende vertiginosamente al 14% per le donne in carriera diplomatica e al 34% per la carriera direttiva-amministrativa. Rispetto al passato si sono fatti notevoli passi in avanti.

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Una migliore organizzazione sociale per garantire i diritti alle donne

Cecilia D’Elia sottolinea che la direttiva per le carriere femminili nella PA può apportare notevoli benefici a tutte le donne e non solo a quelle che lavorano nella Pubblica Amministrazione. Il problema fondamentalmente risiede non tanto nelle leggi, già presenti, quanto piuttosto nell’organizzazione sociale. Il Comune di Roma registra un’alta presenza di donne (62%), soprattutto in alcuni settori, in particolar modo a livelli intermedi ma il numero di presenze femminile scende per le posizioni apicali.

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L'alto valore della direttiva per le donne

Caterina Cittadino sottolinea l’importanza e l’alto valore della direttiva per le carriere femminili nella PA che, non aggiungendo altre norme a quelle già presenti, non fa altro che mettere in evidenza le leggi già vigenti. Ciò che la direttiva tende a fare è educare gli amministratori a rispettare e mettere in pratica le norme. Alcune riflessioni vengono fatte sul tema delle donne, il lavoro pubblico e le riforme dell’impiego con un occhio attento al precariato e al rapporto delle donne con la scienza e le tecnologie.

La presenza femminile nelle amministrazioni pubbliche

Beatrice Magnolfi presenta la Direttiva per le carriere femminili nella PA soffermandosi su alcuni dati che confermano un’alta percentuale (54%) di donne presenti nella Pubblica Amministrazione; tuttavia per ruoli dirigenziali e apicali i numeri sono ancora bassi. Nonostante le donne che lavorano nella PA siano tutelate dal punto di vista normativo, questo non giustifica il basso numero di presenze; purtroppo in molti casi le leggi non vengono rispettate.

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