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I piani delle performance: elementi di criticità e spunti di cambiamento

Il video del keynote è disponibile su innovatv.it a questo link.

Dalle normative al comportamento: l’implementazione della riforma della PA.

Il Ministro Brunetta, alla luce di uno studio che indica l’Italia come primo Paese europeo per l’e-gov, cita alcuni punti chiave della riforma: merito, trasparenza, customer satisfaction, azione collettiva, valutazione, nuovo CAD e semplificazione. La criticità maggiore, a questo punto, è far diventare tutto questo cultura comune, cultura accettata.

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Innovazione e territorio

Il Presidente Castiglione sottolinea come il 70% degli investimenti nel nostro Paese vengano fatti dagli Enti Locali, anche in virtù di questo l’UPI vede con gran favore un’azione di coinvolgimento degli Enti Locali nel percorso verso l’innovazione. L’UPI ha già lavorato con il Ministero sul ciclo della performance e sulla riforma del lavoro pubblico, quello della diffusione della banda larga è il prossimo obbiettivo comune, condiviso anche con gli attori privati e gli operatori economici.

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I provvedimenti attuativi della riforma

La riforma Brunetta è una riforma complessa, che non può prescindere da una attuazione attenta e partecipata da parte di tutti gli attori e i destinatari delle norme introdotte.

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Dalla riforma Brunetta alla manovra finanziaria: quale futuro per la dirigenza pubblica?

La relazione analizza gli elementi di continuità e discontinuità tra la “riforma Brunetta” (il decreto legislativo 150/2009 che attua la legge 4 marzo 2009, n. 15) e i precedenti processi di riforma della PA, in particolare per quanto riguarda il ruolo della dirigenza pubblica. Elementi di continuità: la riforma Brunetta si innesta per larga parte sul decreto legislativo 165/2001 (che aveva sistematizzato le precedenti riforme) conservandone l’impianto complessivo e i principi fondamentali, come la distinzione politica-amministrazione che è la base dell’autonomia della dirigenza.

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Trasparenza e valutazione per una PA che riconosca il merito e persegua l’efficienza

Il Ministro Brunetta ripercorre i punti salienti della riforma introdotta con il D.lgs. 150/09 leggendone i diversi passaggi sotto il profilo della trasparenza. Dalla pubblicazione sui siti istituzionali delle consulenze, degli stipendi e dei curricula dei dirigenti, alla divulgazione dei dati sull’assenteismo, dagli obblighi introdotti con il nuovo CAD alle azioni di semplificazione, tutta l’attività del Ministero dal suo insediamento – spiega Brunetta – è stata rivolta a rendere l’azione amministrativa misurabile, valutabile e per questo “rendicontabile”.

Riforma Brunetta: a che punto siamo?

Alfredo Ferrante introduce il convegno “A due anni dalla riforma, cosa è cambiato e cosa no?”, che tenta di chiarire soprattutto i seguenti aspetti: quanto la “riforma Brunetta” è legata alle precedenti riforme della PA (quelle avviate da  Amato-Ciampi e  Bassanini) e poi, soprattutto, quanto e come la PA è cambiata, per operatori e cittadini, a seguito del dlgs 150/2009.

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Decreto 150 fra luci e ombre. Ora un’alleanza tra lavoratori e dirigenti per cambiare la PA

Confronto e partecipazione responsabile al processo di riforma della PA, in un percorso che veda coinvolti tutti gli attori (amministrazioni, professionisti, sindacato e utenti) all’interno di un circolo virtuoso di modernizzazione. Questo, secondo Daniela Volpato, è l’approccio da adottare affinché  la riforma non segua la logica del semplice adempimento burocratico, ma sia realmente un processo imperniato sulla risposta a un bisogno, ad esempio quello di avere davvero una burocrazia più snella e servi più efficienti per imprese e cittadini.

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Il filo rosso dell'innovazione nella riforma: a che punto siamo?

Stefano Sepe prova a rispondere alle domande da cui ha preso le mosse il convegno. Prima di tutto, la riforma Brunetta è collegabile al ciclo dei precedenti tentativi di riforma? Negli intenti certamente sì. Secondo Sepe, infatti, la continuità delle proposte di riforma che si sono succedute negli anni è evidente negli intenti complessivi, altra cosa invece sono gli strumenti e le modalità. La seconda domanda è: c’è un sentire comune sulla possibilità di cambiare l’amministrazione e sul fatto che le leggi possano fare traino per questo cambiamento? Oggi non più.

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Performance nelle Province: necessario intervenire su competenze e motivazione.

Secondo Maurizio Zingoni, con questo convegno si è raggiunto l'obiettivo di iniziare l'analisi dei dati, strumenti a nostra disposizione grazie alla legge 150, necessaria per la riforma delle amministrazioni provinciali. UPI, da parte sua, sta facendo un lavoro di collazione dei suddetti, in modo da individuare quelli più significanti e preparare uno strumento di valutazione che sia coerente e soprattutto oggettivo.

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