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Governare l'economia collaborativa: introduzione

"Si può innovare con il permesso?". Ivana Pais introduce e modera il panel di discussione dedicato al tema "Governare l'economia collaborativa".

I beni comuni al centro dell'economia collaborativa

Christian Iaione, direttore Labsus - Laboratorio della Sussidiarietà propone una riflessione su cosa è richiesto allo stato nel nuovo scenario disegnato dalle dinamiche sociali, economiche e civiche in atto.  Al centro ci sono i cittadini attivi, con le loro competenze ed energie che chiedono nuovo spazio e nuove regole di collaborazione con la PA.  In questa prospettiva il Regolamento comunale sull'amministrazione condivisa per la cura dei beni comuni, recentemente adottato a Bologna, può essere un importante punto di partenza.

 

Un impegno per Roma sharing city

Il vicesindaco di Roma Capitale, Luigi Nieri riflette su opportunità e criticità aperte dall'economia collaborativa in una città complessa quanto Roma. Si dice infine convinto che il futuro della capitale dovrà obbligatoriamente passare attraverso la dinamiche della condivisione.

La democrazia partecipativa nell'esperienza del Laboratorio Napoli – Costituente per i beni comuni

"L'attuale amministrazione del sindaco de Magistris ha istituito un assessorato con delega specifica per i Beni comuni e la Democrazia partecipativa. Rientra, quindi, nei programmi dell'Amministrazione l'inaugurazione di un nuovo modo condiviso e partecipativo di individuazione ed attuazione delle politiche locali per cui assume particolare rilevanza la costruzione di nuovi metodi di partecipazione democratica, attraverso consultazioni, incontri con le comunità, i comitati civici, la cittadinanza attiva.

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Partnership per fare: la valorizzazione dei beni pubblici sul territorio

Le occasioni offerte dai beni pubblici presenti in gran numero sul territorio nazionale; le politiche di gestione attuabili in questo settore per rispondere ai temi emergenti che influiscono sulla città e sul territorio; il metodo e gli strumenti di governo dei beni pubblici per la riduzione della spesa, la razionalizzazione degli usi e la valorizzazione dei beni stessi, nell'ottica della partnership pubblico/privato, ma soprattutto di quella pubblico/pubblico attraverso lo strumento dei PUV (Programmi Unitari di Valorizzazione).Leggi tutto

Peripezie dei beni comuni

Propongo alcuni chiarimenti sul ruolo dei beni comuni nei processi sociali con particolare riguardo all'evoluzione recente: processi globali; ruolo dei territori; mercificazione; individualizzazione di massa; motivi antipolitici... Individuo alcune ragioni dell'attacco e dell'oblio dei beni comuni nei processi sociali oggi dominanti. Cerco infine di precisare il ruolo delle istituzioni e delle politiche pubbliche nella rigenerazione dei beni comuni nel contesto delle forme della sussidiarietà. 1. l'oblio sociale dei beni comuni 2. come praticare l'anamnesiLeggi tutto

Attivare le energie e distribuire le responsabilità per una politica territoriale comune

La percezione pubblica dei beni comuni – sostiene Minervini – oscilla tra la comprensione del loro indispensabile valore come fattore di sviluppo e la convinzione che essi costituiscano fondamentalmente un vincolo rispetto all’autonomia del soggetto e delle energie economiche del territorio. Nell’ottica della loro manutenzione allora il compito della PA è quello di investire in attivazione e in relazioni, laddove attivazione significa capacità di suscitare energie sociali e di distribuire responsabilità rispetto alle sfide globali.

La "tragedia dei beni comuni"

Cosa sono i beni comuni e in cosa consiste la “tragedia dei beni comuni”? Si tratta di beni materiali (il territorio, l’ambiente, le infrastrutture, i servizi di pubblica utilità), ma anche immateriali (la sicurezza, la legalità, la fiducia nei rapporti sociali) il cui stato di salute influisce sulla qualità della vita di ciascuno di noi. In Italia siamo relativamente “ricchi” quanto a beni privati, ma poverissimi, soprattutto nel confronto con gli altri paesi europei, per quanto riguarda i beni pubblici.Leggi tutto

Cittadinanza attiva e partecipazione: la Legge regionale della Toscana

Il percorso della Legge regionale della Toscana, approvata nel dicembre 2007 e promulgata nel gennaio 2008 dopo due anni di lavoro, durante i quali si è cercato di far partecipare più cittadini possibile alla redazione del testo. È stata inoltre introdotta una norma per cui la legge decade dopo cinque anni se non rinnovata esplicitamente al quarto anno dal Consiglio regionale.Leggi tutto

Le condizioni culturali e istituzionali per una maggiore considerazione dei beni comuni

Partendo da esempi quali la gestione politica e mediatica della questione sicurezza, le modalità di contrattazione sindacale e le richieste del settore imprenditoriale Mauro Bonaretti analizza come spesso l’attenzione ai processi sia concentrata più sulla fruizione individuale del singolo che su una consapevolezza del valore dei beni comuni.

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