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Il rapporto tra Province e Città Metropolitane nella riforma delle Autonomie Locali

Per Francesco Colacicco, la riforma delle Autonomie Locali lascerà qualcosa di incompiuto sul tema del ruolo delle Province. La Provincia svolge funzioni di area vasta, ad esempio in materia di trasporti, viabilità, pubblica istruzione che i comuni da soli non potrebbero svolgere. Per il Relatore sarebbe stato più utile, nelle nove aree metropolitane, attribuire alle Province quelle funzioni che appartengono alla Città Metropolitana, evitando in questo modo l’aumento di spesa derivante dagli organi di governo del nuovo ente.

Progetto e-govDT-RA

Domenico Longhi, nel suo primo intervento, presenta il progetto e-gov DT-RA attraverso il quale si vogliono raggiungere obiettivi e soddisfare le necessità proprie del territorio abruzzese. Il progetto prevede quattro macroaree per i servizi: salute, turismo, partecipazione del cittadino e mobilità. Leggi tutto

Una valutazione del processo di semplificazione in atto

Secondo Ivan Malavasi, per le imprese ed il mercato il costo principale e più insopportabile è quello della non certezza. I percorsi decisionali della Pubblica Amministrazione devono diventare trasparenti e prevedere una chiara attribuzione di responsabilità: semplificare significa dare certezza ad imprese e cittadini. L’entusiasmo messo in campo non va sprecato e la CNA è disposta a mettere a disposizione le proprie competenze e la propria presenza sul territorio, circa settemila sedi, per favorire ed accelerare questo processo.

Web 2.0 e pubblica amministrazione: un’unione necessaria

Antonella Pizzaleo ritiene che la PA non debba sprecare la grande possibilità di riformare la propria identità nel rapporto con i cittadini utilizzando le potenzialità offerte dal web 2.0. L’aspetto collaborativo del web 2.0, aggiunge, si sposa perfettamente con il tentativo in corso nella pubblica amministrazione di attivare una spinta collaborativa per riportare il cittadino al centro dell’attenzione. Pizzaleo propugna una sostituzione radicale delle vecchie procedure con quelle ridefinite sulla base delle nuove tecnologie.Leggi tutto

Un percorso di crescita culturale per affermare una maggiore femminilizzazione delle organizzazioni

Gabriella Alemanno auspica regole per l’affermazione dell’uguaglianza delle donne nella società rafforzate da opportune sanzioni in caso di inadempienza. Sottolinea la differenza tra leadership al femminile e leadership delle donne e pone in evidenzia come i valori maschili siano tuttora prevalenti. Ritiene che una maggiore femminilizzazione della società, oltre ad essere più in sintonia con i tempi, sia funzionale al benessere organizzativo.

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Le Città Metropolitane, un percorso necessario

Per Luigi Massa il legislatore ordinario ha l’obbligo di attuare la previsione costituzionale delle Città Metropolitane. Sono già passati sei anni dalle modifiche del Titolo V, ma il rischio di un passo indietro nell’attuazione del nuovo ente è concreto. I territori ad elevata conurbazione rappresentano luoghi di sperimentazione sui temi dell’ambiente, dell’innovazione, della tecnologia e sui grandi mutamenti sociali; le amministrazioni locali oggi, rischiano di non avere gli strumenti adeguati per confrontarsi con queste sfide.Leggi tutto

Le disuguaglianze di genere: quando la modernità fa paura alle oligarchie del potere

Isabella Rauti ribadisce il ritardo dell’Italia, segnalato anche dall’Unione Europea, sulle politiche delle pari opportunità. Rauti ritiene necessarie sistemi di welfare sussidiari e non assistenziali. Rileva una discontinuità storica nell’emancipazione femminile e sostiene la necessità di liberarsi dai modelli stereotipati che i media impongono. L’altro limite delle donne che Rauti rileva, per ragioni storiche, è la frammentarietà, lo scarso uso del mentoring.

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Il processo di riorganizzazione nel Comune di Cervia

Daniela Ori illustra le fasi della riorganizzazione del Comune di Cervia che ha visto un cambiamento radicale nella sua struttura, passando da un modello molto rigido, sia dal punto di vista organizzativo che da quello dell’applicazione della norma, a un modello organizzativo “a rete” a responsabilità diffusa in grado di transitare verso modelli di governance adeguati ed in grado di rispondere alle esigenze della comunità e del territorio.Leggi tutto

La gestione della transizione verso la città metropolitana a 17 anni dalla 142/1990

Marco Meneguzzo cita uno studio dei primi anni novanta dell’Associazione degli Interessi Metropolitani, che elaborava proposte ed analizzava esperienze di gestione per la transizione verso la Città Metropolitana. A distanza di 17 anni dalla legge 142/1990, le Città Metropolitane non sono ancora state attuate; il Relatore prova a spiegarne i motivi e tenta di illustrare i cambiamenti e gli aspetti ancora attuali di quel primo studio, anche alla luce di nuovi elementi quali le esperienze di pianificazione strategica, le “emergenze metropolitane” ed i riassetti organizzativi dei Comuni.

Gli strumenti gestionali di riorganizzazione della pubblica amministrazione

Stefano Paneforte sostiene che la riorganizzazione dell’amministrazione pubblica passi attraverso due strumenti gestionali: politiche mirate di reclutamento e selezione; la cultura della valutazione. La selezione è una leva strategica. E’ sempre più centrale il comportamento organizzativo delle persone e la responsabilità della valutazione. Nel suo quarto intervento Paneforte si sofferma sul tema dell’oggettività della valutazione e sulla valutazione gerarchica.Leggi tutto