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Milano 2.0: riorganizzazione dei servizi online e reingegnerizzazione del back office in un'ottica web

Alessandro Musumeci illustra il progetto Milano 2.0, il cui nome suggerisce il tentativo di avvicinare i cittadini alla pubblica amministrazione tramite una modalità diversa di intendere i servizi erogati via web e verso device mobili con una riorganizzazione spinta dall’esterno. Musumeci sottolinea come l’evento Expo 2015 sia un incentivo ad affrontare questa sfida. Descrive le caratteristiche che rendono Milano un terreno fertile per questo processo di cambiamento favorito anche da uno strumento come la Carta Nazionale dei Servizi in possesso di tutti i cittadini lombardi.Leggi tutto

La PA digitale ha bisogno di passare dalla logica delle sperimentazioni a quella delle implementazioni

Beatrice Magnolfi ritiene che la pubblica amministrazione si trovi in una fase in cui l’informatizzazione non è accompagnata dall’innovazione. Per questo motivo occorre spostare gli investimenti dal front office al back office. Sottolinea il ruolo fondamentale dell’interoperabilità per il dialogo delle amministrazioni e fa riferimento alla Conferenza permanente per la PA centrale per l’individuazione delle priorità da realizzare entro il 2008.Leggi tutto

Il comune di Anzola e la realizzazione del protocollo informatico: il back-office e le sue problematiche

Patrizia Saggini ha curato nell’ambito del progetto DocArea la realizzazione del protocollo informatico. Si tratta di un’attività che attiene alla gestione del back-office e ha un forte impatto tecnologico e organizzativo. Le leve organizzative in questione sono: l’analisi dei procedimenti, il titolario per la classificazione dei documenti e il manuale di gestione. Sono tutti strumenti di natura archivistica che non appartengono alla cultura degli operatori per cui sulle difficoltà organizzative intrinseche si innestano deficit culturali.Leggi tutto

I bisogni e le aspettative degli utenti alla base delle scelte di interoperabilità

Jean Wodon sostiene che l’organizzazione in fatto di interoperabilità deve essere affrontata allo stesso livello della tecnologia, della semantica e della legislazione. Ritiene che l’organizzazione debba essere analizzata per servizio e per processo invece che per funzione come tuttora avviene. Prima di tutto, aggiunge, bisogna identificare il servizio e i suoi utenti per analizzare il processo nella sua interezza. Tra le aree su cui ritiene occorra investire ci sono l’innovazione e l’efficienza del back office, nonché disporre di una metodologia a supporto di ogni processo.