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Le dinamiche della comunicazione in una prospettiva di genere. L'immagine femminile nei programmi d'informazione

Catherine Spaak dichiara che lo statuto dell’immagine femminile diffuso dalla televisione soffre di un grave deficit di natura valoriale. Per quanto riguarda il settore dell’informazione se si equivalgono numericamente gli inviati di sesso maschile e femminile, pochissime sono le donne che entrano nelle stanze in cui si stabiliscono le soglie di notiziabilità. Nel contesto dell’informazione le donne spesso sono autorevoli ma non hanno autorità: visibilità senza potere.

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Presentazione del libro: Comunicare bene per amministrare meglio, volume 02

Angelo De Vivo – Responsabile della Comunicazione Istituzionale della Provincia di Milano – presenta il volume ‘Comunicare bene per amministrare meglio’, realizzato in collaborazione con Daria De Carlini, e frutto di un percorso che la Provincia ha iniziato nel 2005 con l’istituzione del premio ‘Comunicami’.

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Divide di genere: una questione aperta

Marisa Ferrari Occhionero spiega cosa si intende per divide di genere o gender divide. Illustra come il gender, a differenza del sesso, sia una costruzione sociale che si manifesta in tutti gli ambiti della società. Ferrari sottolinea come il mercato del lavoro sia ancora poco orientato a rispondere alle esigenze delle donne ed evidenzia alcuni dei fattori che ne penalizzano l’ inserimento. Descrive i modesti segnali di cambiamento rispetto a questo trend. Aggiunge che le donne sembrano rifiutare i paradigmi maschile del potere, ad esso preferiscono altri valori.

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L’impatto del web 2.0 sui servizi, la costruzione e la gestione della conoscenza, l’organizzazione delle grandi amministrazioni pubbliche.

Claudio Forghieri propone degli spunti di riflessione sul web 2.0. Cita alcune applicazioni in cantiere nel Comune di Modena e sulla base del modello di comunicazione del Comune di Bologna propugna una “wikizzazione” delle reti civiche. Altre caratteristiche che la PA potrebbe mutuare dal web 2.0 sono la personalizzazione grazie alla quale si realizza anche un’anticipazione dei bisogni dell’utente. Questo scenario, aggiunge, apre un aspetto oggi non ancora risolto: la gestione delle identità multiple in rete.Leggi tutto

Nuovi servizi on line per i cittadini in ottica web 2.0

Fulvio Sbroiavacca illustra l’adozione della carta d’identità digitale in Friuli Venezia Giulia. La smart card è lo strumento attraverso cui i cittadini accedono ai servizi online messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni. Aggiunge che la Regione ha organizzato corsi di formazione per le fasce di popolazione meno alfabetizzate dal punto di vista informatico e a ciascun partecipante ha elargito un buon per l’acquisto di un pc ad un prezzo agevolato.Leggi tutto

La politica che promette e non mantiene

Maria Pia Garavaglia sottolinea che c’è grande distanza tra gli annunci politici e la realtà dei fatti su tutti i settori e questa è una delle ragioni della progressiva erosione della fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato. Aggiunge che la promessa, annunciata in campagna elettorale, di lasciare spazio alle donne in politica non è stata mantenuta. Conclude con l’auspicio di un cambiamento della situazione a favore di una libertà di scelta delle donne che possa dirsi tale.

Il web 2.0 per le pubbliche amministrazioni

Paolo Subioli sottolinea come il web 2.0 sia un’evoluzione del web poiché la tecnologia non è cambiata. Ritiene che e-Bay sia uno degli esempi più significativi. Presenta poi una panoramica dei contenuti e delle caratteristiche del web 2.0 e tra le principali cita: il fatto di assumere la propria dimensione dagli usi effettivi che gli utenti ne fanno; il tagging (assegnare delle parole chiave ai contenuti); il fatto che i contenuti sono forniti e valutati dagli utenti; la partecipazione; la collaborazione; la fiducia; la decentralizzazione.Leggi tutto

La Cittadinanza attiva: una risorsa per il sistema Paese

Gregorio Arena evidenzia la rivoluzione storica in atto nel mutamento del paradigma bipolare (amministratori e amministrati) verso una concezione del cittadino come risorsa. Questo influisce su tutto l’assetto giuridico e amministrativo. Arena individua quattro diversi modelli di amministrazione presenti nel nostro sistema: bipolare tradizionale, bipolare temperato, policentrico condiviso; paritario pluralista. In ognuno di questi quattro modelli il cittadino si configura, in modi diversi, come una risorsa fondamentale per lo Stato.Leggi tutto

Web 2.0 e pubblica amministrazione: un’unione necessaria

Antonella Pizzaleo ritiene che la PA non debba sprecare la grande possibilità di riformare la propria identità nel rapporto con i cittadini utilizzando le potenzialità offerte dal web 2.0. L’aspetto collaborativo del web 2.0, aggiunge, si sposa perfettamente con il tentativo in corso nella pubblica amministrazione di attivare una spinta collaborativa per riportare il cittadino al centro dell’attenzione. Pizzaleo propugna una sostituzione radicale delle vecchie procedure con quelle ridefinite sulla base delle nuove tecnologie.Leggi tutto

Come cambia l'interazione tra il cittadino e la pubblica amministrazionela PA nell'era del Web 2.0

Alessandro Chinnici parte dalla definizione di web 2.0 offerta da wikipedia per precisare le nuove frontiere della collaborazione mutuata dalla rete. Sostiene che IBM ha sfruttato in maniera pervasiva le tecnologie collaborative per realizzare dei cambiamenti interni attraverso delle “jam session” in grado di mettere insieme le idee e le opinioni di tutto il personale indipendentemente dal proprio ruolo. Chinnici descrive le opportunità che il web 2.0 offre alle pubbliche amministrazioni ed evidenzia alcune criticità collegate principalmente all’identificazione delle identità digitali.Leggi tutto