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Umbria, non solo "cuore verde d'Italia"

Da qualche tempo allo storico claim “Umbria, cuore verde d’Italia” si è affiancato uno nuovo, che recita “Umbria, scopri l’arte di vivere”. A spiegare la genesi di questa nuova prospettiva sull’esperienza turistica in Umbria, Ciro Becchetti, nel convegno “Turismo & Cambiamento. Il viaggio dell'innovazione”.

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L'innovazione primordiale

Che nel turismo sia necessario innovare è fuor di dubbio, ma – ammonisce Giampietro Vecchiato di Ferpi – non dimentichiamoci l’abc, che spesso manca  e che è notoriamente fondamentale. L’abc nel turismo, secondo la lettura proposta da  Vecchiato, sono le relazioni tra persone innanzitutto e tra organizzazioni in secondo luogo. La ricerca condotta da Ferpi e presentata in occasione del convegno “Turismo e cambiamento. Il viaggio dell’innovazione” sembra avvalorare questa tesi, mettendo in luce un divario importante su cui lavorare.

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Un nuovo indirizzo per il turismo italiano

Spesso la pubblica amministrazione non sembra organizzata in dipartimenti quanto piuttosto in compartimenti stagni. Questo deficit di comunicazione – commenta Edoardo Colombo – è particolarmente evidente nel settore del turismo, per sua natura trasversale a una serie di interventi e politiche che vanno dai trasporti all’ambiente ai beni culturali. Nel suo intervento propone un nuovo indirizzo di lavoro, già adottato dal Comitato per l'Innovazione nel Turismo, che lui stesso coordina  per il Ministro del Turismo.

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La customer experience e la cura della fruizione culturale

Andrea Granelli concentra il suo intervento sul necessario dialogo tra tradizione e innovazione che si deve istaurare quando si parla di consumo culturale. L’attenzione a come il consumatore entra in rapporto con la cultura è un tema su cui non ci si interroga abbastanza, mentre invece è fondamentale studiarlo per elaborare nuove forme di mediazione e promozione culturale.

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Il patrimonio culturale italiano come vantaggio competitivo

Mario Resca sottolinea come sia finita per l’Italia l’epoca dello sviluppo manifatturiero, e come il Paese debba invece puntare sul più produttivo degli investimenti possibili: la tutela e la divulgazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Dopo aver letto un messaggio del Ministro Galan, Resca illustra l’azione della DG per la valorizzazione incentrata sul recupero di quote di mercato nella grande competizione turistica internazionale. Il 2010 ha visto un aumento del 16% dei visitatori nei musei statali, con un conseguente aumento dei ricavi del 7,5%.

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Passato e presente: animus loci e tecnologie per la promozione culturale

Prendendo come esempio il Museo del Vetro di Murano o la vendita on line di artigianato artistico dalle colline toscane, Scognamiglio sottolinea come sia fondamentale saper coniugare un’ottima valorizzazione dello spirito dei luoghi e un efficace sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione per promuovere veramente il patrimonio culturale italiano.

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